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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO -ECCIDIO SANTANNA DI STAZZEMA -ON. CONTE (PRES.M5S): "NOSTRA PRESENZA RINNOVATO ATTO DI FEDE...TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE DEVONO RITROVARE NELLA COSTITUZIONE LE RAGIONI DEL LORO FARE POLITICA"

(2026-08-12)

  Nell'occasione dell'82° commemorazione dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema  affidata all'on. Giuseppe Conte, gia' Presidente del Consiglio, l'orazione ufficiale. Di seguito parti sostanziali dell'orazione:

"All'alba del 12 agosto 1944 una compagnia dell SS strinse l'abitato di Sant'Anna di Stazzema in una tragica morsa. Questo luogo solo qualche settimana prima era stata era stato dichiarato dai tedeschi zona bianca e aveva attratto, quale rifugio sicuro, molti sfollati provenienti qui vicino alla costa. Ebbene, si trasformò nel giro di qualche ora nel teatro di uno dei più efferati eccidi della seconda guerra mondiale. Ancora oggi ci lascia senza fiato. Abbiamo sentito anche delle testimonianze ancora vive. ci lascia senza fiato la brutalità con cui furono uccise 560 persone, corpi accatastati uno sull'altro e dati alle fiamme. La ferocia non risparmiò nessuno, donne, giovani, anziani e non risparmiò, anche questo è stato ricordato, neppure bambini. Anna Pardini aveva appena 20 giorni fu uccisa insieme alla madre e alla sorella di 16 anni. Fu uccisa anche Evelina, mentre la prese con le doglie del parto. Furono trucidati tutti e otto i fratellini Tucci insieme alla loro madre. E venne ucciso. Anche questo è stato ricordato il parroco, don Innocenzo, mentre implorava i soldati di togliere a lui la vita, ma di risparmiarla alla sua gente. Quel giorno a Sant'Anna non sopravvise neppure un barlume del senso di umanità, imperversò solo il furore cieco della barbarie.

Con i soldati tedeschi c'erano anche uomini e donne con il volto semicoperto, parlavano italiano. Erano i collaborazionisti, i complici fascisti di questa strage.  Non fu una rappresaglia militare, fu un'azione terroristica premeditata. Un massacro pianificato e attuato nei minimi dettagli. E questa non è solo una valutazione degli storici, questo ormai è un verdetto definitivo delle Corte di Giustizia della Repubblica Italiana. E dobbiamo ringraziare il procuratore militare di Aspezia qui presente, De Paulis, perché lui ha dimostrato ha avviato e portato avanti le indagini con grande caparbietà.  Per 50 anni la voce dei superestiti fu ignorata, rimase rinchiusa in un dolore incompreso.  Le indagini e i processi furono possibili, appun grazie a un ritrovamento casuale. La documentazione sul massacro, su questo massacro di Sant'Anna di Stazzema e di tante altre stragi fu scoperta in un armadio abbandonato nello scantinato della Procura militare di Roma.  Quel mobile, pensate, aveva le ante rivolte al muro. È divenuto tristemente noto come l'armadio della vergogna ed è stato un terribile schiaffo, postumo dato alle vittime delle stragi nazifasciste. Il simbolo tangibile della volontà di sottrarre la memoria all'esame della verità. Il tentativo codardo di scegliere il silenzio. iQualcuno si è trincerato dietro una presunta ragione di stato pur di non misurarsi con le colpe e con le responsabilità del passato.....

Oggi Sant'Anna di Stazzema con il suo museo storico della Resistenza, l'Ossario dei caduti, il Parco Nazionale della Pace, la fabbrica del Diritto è una geografia della memoria ritrovata, di una memoria viva che si rinnova di continuo, che parla a tutti, giovani, adulti, anziani.
Una memoria che insieme testimonianza del passato, ma anche monito del futuro.
Testimonianza del passato perché ci ricorda che la resistenza ha creato le basi per il riscatto della nazione, per il recupero della sua identità, per costruire le premesse di una radicale rifondazione dello Stato su basi democratiche e e autenticamente popolari.

Monito per il futuro perché ci sprone a impegnarci a batterci con ardore per realizzare il progetto democratico che è inciso nella nostra Costituzione. La nostra presenza oggi è un rinnovato atto di fede nei valori della Costituzione repubblicana e dobbiamo chiarirlo forte.

La nostra Costituzione non è stata solo il frutto maturo del pensiero giuridico novecentesco sui rapporti tra cittadino e istituzioni, sulla definizione e i limiti del potere.

La nostra Costituzione è stata la meditata reazione agli anni della dittatura fascista, dell'esilio delle istituzioni democratiche, dell'appro-vazione delle leggi razziali, della partecipazione a fianco della Germania nazista al secondo conflitto mondiale.

La nostra Costituzione è il frutto di una crisi profonda dello Stato che determinò una lacerazione della nostra identità tale da mettere in crisi l'idea stessa di nazione.  Con la resistenza gli italiani ripresero in mano il proprio destino e riuscirono, attraverso grandi sacrifici, compreso, iquello della vita, a restituire al paese la dignità perduta. 

La nostra Costituzione è stata scritta per affermare con chiarezza: "Ma più fascismo."
E' stata scritta con lo scopo di rifondare lo Stato su principi, valori radicalmente antitetici al fascismo, il valore supremo della persona umana, l'uguaglianza formale ma anche sostanziale. di tutti i cittadini, il primato del lavoro, la libertà di espressione, di riunione, la
partecipazione democratica offerta a tutti.
La Costituzione, lo osservò Giuseppe Saragat, che ricordiamo è stato presidente dell'Assemblea Costituente, è stata concepita, disse, non solo per sanzionare un passato funesto, ma anche per affermare la certezza di un avvenire migliore fondato sul patto solenne tra gli italiani per rispettare la legalità democratica.
E allora c'è un connubio indissolubile tra democrazia e antifascismo. Lo ha sottolineato più volte Norberto Bobbio. ... Anche Aldo Moro durante una seduta dell'assemblea costituente il 13 marzo del 47  pronunciò parole chiarissime sull'assoluta incompatibilità tra fascismo e Costituzione.  Disse: "Questa Costituzione oggi emerge da quella resistenza, da quella lotta, da quella negazione per le quali ci
siamo trovati insieme per questo impegno di affermazione dei valori supremi della dignità umana e della vita sociale."

Se queste sono le premesse, se le ragioni fondative della Repubblica non ci permettono neppure oggi, a distanza di anni, di essere indulgenti verso ideologie o prassi ispirate al fascismo e perché non ci possiamo permettere nessun cedimento, nessuna ambiguità, incertezza verso azioni o pensieri nostalgici sul presupposto, semmai che qualcosa di buono è stato fatto.

E raccolgo l'invito del sindaco Verona. Anch'io per quanto mi compete dall'opposizione, per la mia parte politica, spingeremo perché si apre una discussione in commissione giustizia su questa proposta di iniziativa popolare volta a bandire simboli e gadget nazi fascisti.

Le istituzioni democratiche vanno oggi e sempre difese, protette. Non bastano gesti formali o parole di circostanza. La memoria ritrovata, la memoria viva di quel che è successo in questo luogo, ci impone di onorare chi scelse la libertà prezzo della vita.
Anzi, chi si professa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria....

La Costituzione ancora oggi il punto di partenza per l'unità è un programma ancora in parte inattuato, ma certamente non inattuale per costruire l'azione politica del futuro. Ancora oggi i principi informatori della nostra carta fondamentale che nel sottosuolo delle tragedie della  resistenza trovano le loro più profonde radici morali non sono pienamente iattuati. Anzi, da alcuni anni subiscono pressioni regressive a causa di politiche pubbliche orientate  sostanzialmente alla loro negazione, a partire dalla mortificazione del principio di uguaglianza nella sua più avanzata formulazione che presuppone azioni incisive da parte dei poteri pubblici per rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica economica e sociale del paese. Le fratture generazionali, le fratture di genere, le diseguaglianze sociali, la sempre più diffusa condizione di precarietà materiale, ma anche esistenziale, rendono non accessibili ancora oggi a fasce sempre più ampie, anzi della popolazione, i benefici della vita associata.

In tanti, troppi, rimangono esclusi dalla pienezza della cittadinanza. È bene chiarirlo. Allora, la nostra Costituzione non si limita a prospettare la parità di chance tra tutti i cittadini. Impone di perseguire la parità di condizioni che una cosa diversa.

Anche il lavoro, supremo valore sociale è sottoposto a una drammatica a una drammatica svalutazione, non solo nella sua pura dimensione economicistica come fonte di reddito tale da assicurare un'esistenza libera e dignitosa, ma anche nella sua più alta accezione morale come strumento attraverso il quale l'uomo e la donna realizzano la loro primaria vocazione, contribuendo al progresso materiale e spirituale della società. società è come fattore  potentissimo di integrazione e di partecipazione alla vita politica del paese, così come una forte pressione regressiva sta subendo un altro fondamentale principio informatore della Costituzione che trae nutrimento e non è una contraddizione, anzi dalla resistenza alla pace.

La pace non significa solo ripudio della guerra come strumento di offesa alla dignità e alla libertà di altri popoli. La pace impone il primato della politica, della diplomazia, implica una specifica proiezione internazionale dell'Italia che in forza della sua natura di paese democratico, deve costantemente tendere alla collaborazione con gli altri stati e deve sempre rispettare il diritto internazionale.
La pace origina dalla consapevolezza dei devastanti orrori della guerra. una consapevolezza che deve spingerci a costruire con coraggio percorsi di dialogo. La pace non può essere ridotta a un obiettivo tra i tanti dell'azione politica, perché è una connotazione tipica, una caratteristica intrinseca della politica con la P maiuscola e la sua attitudine più costitutiva che spinge a non confidare nella sicurezza meramente illusoria del riarmo e del deterrente militare, ma induce a promuovere un rinnovato protagonismo dell'Italia e dell'Europa
per sperseguire una strategia di vera ed effettiva sicurezza fondata sulla cooperazione.......

In questa prospettiva non possiamo trascurare quanto afferma la nostra Costituzione all'articolo 10 con riguardo alla condizione giuridica dello straniero, soprattutto nella parte in cui riconosce al massimo livello dell'ordinamento  giuridico il diritto di asilo per lo straniero al quale siano negate nel proprio paese i diritti e le libertà democratiche riconosciute della alla Costituzione.
L'attualità della Costituzione ci impone di impegnarci in ogni momento per contrastare le azioni politiche che negano questi principi, battendoci contro ogni forma di violenza e di sopraffazione verso i diversi, i fragili, gli emarginati, i poveri, gli stranieri.
Non dobbiamo avere paura di dire che le politiche dell'odio, del rancore, della discriminazione sono un attacco frontale alla Costituzione repubblicana che riconosce la dignità inviolabile di ogni essere umano.

Tutte tutte le forze che si riconoscono come democratiche devono ritrovare nella Costituzione  le ragioni del loro fare politica e l'indirizzo per la loro azione futura.
Questo è il tempo dei costruttori di pace che devono diffondersi ed essere protagonisti nelle istituzioni, nelle piazze, nel dibattito mediatico, perché la pace si tutela anche disarmando il linguaggio, come ci insegna Papa Leone.
Questo è il tempo dei costruttori di speranza che devono mettere al centro di un progetto politico realmente progressista valori fondamentali della nostra Costituzione. 

Salario dignitoso, sanità pubblica universalistica, istituzione pubblica offerta a tutti, equità fiscale, una politica industriale ed energetica orientata alla sostenibilità e all'innovazione. Ecco perché la difesa della Costituzione non è uno sguardo che si attarda sul passato, è una energia sul futuro che si propaga sul futuro.

Qui a Sant'Anna di Stazzema, in questo sacrario laico, ogni cittadino che si riconosce nei valori repubblicani rinnova il proprio giuramento alla Costituzione. È un atto di memoria, ma anche un atto di responsabilità.Conservare la verità, proteggere la democrazia, onorare chi ha dato la vita per questi principi.." (12/08/2026-ITL/ITNET)

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