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ITALIANI ALL'ESTERO - MARCINELLE '70 - GIORNATE INTENSE PER I SINDACATI CGIL E FGTB, INSIEME AL PATRONATO INCA ED ALLO SPI - LANDINI (SEGR.GEN. CGIL): MORTI SUL LAVORO FALLIMENTO MODELLO D'IMPRESA. CONTRASTO PRECARIETA'"
(2026-08-07)
L'8 agosto 1956 un incendio nel pozzo di Marcinelle uccise 262 minatori. Di questi, 136 erano italiani. Il Bois du Cazier da allora ha smesso di essere una miniera ed è diventato un museo, con i suoi imponenti macchinari e gli edifici rimasti ancor oggi dov'erano quando settant'anni addietro, a causa di un incendio, morirono soffocati.
Il patronato Inca, che in quegli era già presente a Marcinelle per aiutare i lavoratori italiani nella loro difficile condizione, insieme alla Cgil e allo Spi, ha partecipato questa mattina ad un momento di confronto presso la sede del sindacato belga Fgtb di Charleroi. All'iniziativa sono intervenuti Filippo Ciavaglia dell'area politiche europee e internazionali della Cgil; Vincent Pestieau e Carlo Briscolini segretari regionali della Fgtb; Ivan Del ersio, segreta-rio dei metalmeccanici della Fgtb; Giulia Titoli del coordinamento giovani Cgil Nazionale; Marie Schiavone, rappre-sentante giovani Fgtb; Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca; Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi.
Nel corso della mattinata, Carmine Ranieri, segretario della Cgil di Abruzzo e Molise, due regioni che nella catastrofe Marcinelle hanno visto morire 67 lavoratori, ha consegnato all'Fgtb un manufatto di ceramica locale dedicata a Marcinelle, una produzione artigiana tipica di Castelli, paese montano alle pendici del Gran Sasso, noto per le produzioni di ceramica artigianale. Un gesto simbolico che testimonia il forte legame tra Abruzzo e la cittadina di Marcinelle. Nella cittadina belga si trasferirono, infatti, i minatori abruzzesi le cui miniere erano state chiuse negli anni precedenti.
Nel corso di questa prima giornata, il Patronato Inca ha inaugurato ufficialmente il monumento "Où la lampe passe, le mineur doit passer" donato nel 2006 dall’Inca e di recente restaurato.
A seguire il Patronato ha presentato il volume "Marcinelle 1956-2026. Settant'anni tra memoria, diritti e tutela" seconda edizione ampliata ed arricchita del volume dato alle stampe nel 2006. All’evento sono intervenuti Colette Ista, direttrice Museo Bois du Cazier, Pier Luigi Gentile, Console Generale d'Italia a Charleroi, Carlo Briscolini e Vincent Pestieau, segretari regionali del sindacato belga Fgtb, Vincenzo Sgalla, presidente di Inca Belgio e Michele Pagliaro, presidente di Inca Cgil.
Traendo le conclusioni di questa prima giornata in Belgio per il 70° anniversario della tragedia mineraria del Bois du Cazier, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil ha posto l'accento sulle morti bianche (le morti sul lavoro) che ancora quotidianamente falciano la vita dei lavoratori in Italia. "Se si muore ancora sul lavoro è il fallimento del modello d'impresa, ha stigmatizzato il leader sindacale, che ha precisato come nel 70% dei casi si tratti di decessi di lavoratori in aziende in appalto o subappalto. Dunque, per il Segretario Generale della CGIL questo rappresenta il fallimento del fare impresa, perché - ha sottolineato - è il modello di fare impresa che uccide. Un'impresa che pensa che il profitto venga prima di ogni altra cosa, e mette in conto che le persone possono morire, che possono essere sostituite con qualcun altro."
In buona sostanza, per Landini occorre contrastare la precarietà e riaffermare un modello di fare impresa che rimetta al centro il lavoro, la persona". Ed, invece , "in questi giorni, sostiene, si sta proponendo un provvedi-mento che peggiorera' le leggi, deresponsabilizzando l'impresa".
Altro elemento sul quale Landini ha voluto far convergere l'attenzione dei partecipanti alla conferenza stampa: "anzichè chiudere le frontiere si pensi ai nostri giovani che scappano. Noi stiamo perdendo il futuro se i giovani del nostro Paese se ne vanno. Dunque, perché rimangano nel nostro Paese bisogna dargli più soldi, salari più dignitosi, e soprattutto garantire un lavoro non precario, che le persone possano realizzarsi nel lavoro utilizzando la loro intelligenza". "Anche questo vuol dire non morire sul lavoro" ha concluso il Segretario Generale della CGIL, che prenderà parte domani alle commemorazioni ufficiali di questa prima giornata Europea delle vittime del lavoro.(07/08/2026-ITL/ITNET)
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