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ITALIANI ALL'ESTERO - L..ELETTORALE /RIPARTIZIONI ESTERO - CONS.VACCARO (CGIE): "COMUNITA' SEMPRE PIU' DISORIENTATE. RIDUZIONE NON PERMETTERA' A SINGOLE COMUNITA' FAR EMERGERE PROPRIE ISTANZE. FAVORIRA' GRANDI ORGANIZZAZIONI PARTITICHE."

(2026-07-16)

Parte da un esponente dell'emigrazione italiana all'estero, Carmelo Vaccaro, uno dei tanti italiani  partiti dall'Italia "con il Tricolore cucito sul petto"  la riflessione sull'emendamento riduttivo delle Ripartizioni della Circoscrizione estero approvato nel contesto della proposta di riforma della legge elettorale varato in prima istanza alla Camera dei deputati: da 4 a due per la Camera - Europa e mondo - ed una globale al Senato. Grande il rammarico dell'esponente del CGIE,  che definisce "umiliata la dignità degli italiani all’estero".

"Avevo sperato fino all’ultimo - afferma in una nota- che quanto accaduto non si verificasse, anche per rispetto della memoria di quanti hanno contribuito a restituire dignità a noi emigrati che, con il Tricolore cucito sul petto, siamo partiti alla ricerca di un futuro che la politica della nostra amata Patria non è mai stata in grado di garantire e tutelare per le giovani generazioni."

"Il 15 luglio 2026,  si chiude una pagina che rischia di passare alla storia come l’ennesima umiliazione inflitta ad oltre sette milioni di italiani residenti all’estero e come un ulteriore colpo alla loro rappresentanza parlamentare.
In tale data, la Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento che riduce le ripartizioni della Circoscrizione Estero a una per il Senato e a due per la Camera dei Deputati (Europa e Resto del Mondo). Si tratta di una riforma miope e penalizzante, destinata a modificare profondamente gli equilibri della rappresentanza degli italiani nel mondo." afferma l'esponente del CGIE.

E aggiunge "La modifica non rappresenta un semplice intervento tecnico. Essa interviene direttamente sull’architettura della rappresentanza costruita con l’istituzione della Circoscrizione Estero, che aveva riconosciuto il principio secondo cui comunità geograficamente, socialmente e culturalmente differenti meritano una rappresentanza specifica. Con questa riforma, invece, milioni di cittadini italiani residenti in continenti diversi saranno chiamati a eleggere i propri rappresentanti all’interno di aree elettorali enormemente più vaste e meno omogenee."

Inoltre sostiene "L’accorpamento delle attuali ripartizioni comporterà inevitabilmente una riduzione della capacità delle singole comunità di far emergere le proprie istanze. Le esigenze degli italiani residenti in America Latina, dove vivono alcune delle più numerose collettività di origine italiana al mondo, non coincidono necessariamente con quelle degli italiani presenti in Nord America, in Asia, in Africa o in Oceania. Eppure, con il nuovo sistema, queste realtà rischiano di essere accomunate in un’unica grande area elettorale, rendendo più difficile una rappresentanza realmente vicina ai territori e alle problematiche locali."

E Vaccaro aggiunge "Ancora più preoccupante è il fatto che la riforma aumenterà notevolmente le dimensioni dei collegi elettorali, rendendo le campagne elettorali più complesse e costose. Questo potrebbe favorire le grandi organizzazioni partitiche a discapito dei candidati maggiormente radicati nelle comunità locali, riducendo ulteriormente il pluralismo e la possibilità per le diverse realtà dell’emigrazione italiana di vedere rappresentate le proprie specificità."

Sul fronte piu' strettamente politico Vaccaro  "Non sono bastati i tentativi di persuasione e di confronto promossi dai parlamentari del Partito Democratico, di Azione e dell’opposizione. Gli altri, per convenienza o per silenzioso opportunismo, hanno preferito tacere. Nulla ha potuto arrestare una maggioranza compatta, insensibile alle ragioni di milioni di connazionali che vivono oltre i confini nazionali."

Ma quello che "colpisce" l maggiormente 'esponente del CGIE è "che "una riforma di tale portata sia stata affrontata senza un reale coinvolgimento delle rappresentanze degli italiani all’estero e senza un confronto approfondito con le comunità interessate. Una scelta che appare ancora più grave se si considera che la Circoscrizione Estero rappresenta una delle più importanti conquiste democratiche ottenute dagli italiani nel mondo dopo decenni di battaglie civili e politiche."
Ed ancora "Il processo di progressivo ridimensionamento degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, avviato già da alcuni anni con l’indebolimento dei Com.It.Es. e del CGIE, proseguito con la riforma della cittadi-nanza e culminato oggi con questa modifica della legge elettorale, sembra completare un disegno politico volto a marginalizzare gli italiani nel mondo. Una scelta che lascia l’amara impressione di una politica che si vergogna dei propri emigrati o che, ancor peggio, ne teme il peso democratico."

Quanto al futuro, numerose le domande che si pone Vaccaro "Una ulteriore riduzione dei seggi? Un nuovo ridimensionamento degli organismi di rappresentanza? Domande legittime che oggi trovano terreno fertile in una comunità sempre più disorientata e sfiduciata" .
"Eppure, l’emigrazione non ha affievolito il nostro legame con l’Italia. Al contrario, ha rafforzato il senso di appartenenza ai nostri territori, alle nostre regioni e alla nostra Patria.... continuiamo a custodire e trasmettere l’autentica italianità, mantenendo vivi la lingua, la cultura, le tradizioni e l’amore per il Paese che portiamo nel cuore......Difendere la rappresentanza degli italiani all’estero significa difendere un principio democratico fondamentale: quello secondo cui ogni cittadino italiano, indipendentemente dal luogo in cui vive, ha il diritto di essere rappresentato in modo adeguato e di contribuire pienamente alla vita della Repubblica che i nostri nonni hanno forgiato con la loro vita."

Infine, dopo aver ribadito "non posso nascondere il profondo rammarico per l'atteggiamento che questo governo continua a riservare agli italiani residenti all'estero" sottolinea " La storia del nostro Paese ci ricorda che l'Italia ha costruito la propria identità anche grazie ai sacrifici e al contributo di milioni di connazionali emigrati, una realtà che meriterebbe maggiore attenzione e rispetto."

Infine, in un'estrema difesa dell'architettura istituzionale degli italiani all'estero il Consigliere del CGIE per la Svizzera afferma "ritengo che il compito della politica non sia quello di adottare provvedimenti che penalizzino gli italiani all'estero, bensì di creare le condizioni economiche, sociali e culturali affinché nessun cittadino sia costretto a lasciare il proprio Paese per mancanza di opportunità....La storia saprà valutare l'operato di chi oggi è chiamato a governare. A noi italiani all'estero resta il dovere e l'onore di continuare a rappresentare l'Italia con serietà, custodendone la cultura, i valori e l'identità, e preservandone la dignità in ogni parte del mondo.".
(16/07/2026-ITL/ITNET)

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