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ITALIANI ALL'ESTERO -L.ELETTORALE:RIDUZIONI RIPARTIZIONI ESTERO -ON.PORTA (PD/SUD AMERICA): ITALIANI ALL'ESTERO NON SONO NUMERI DA REDISTRIBUIRE IN UN ALGORITMO ELETTORALE."

(2026-07-15)

  Al centro dell'attenzione del Parlamento italiano in questi giorni la nuova legge elettorale, che ovviamente include la partecipazione degli italiani all'estero contiene un emendamento della maggioranza che riduce le ripartizioni della circoscrizione Estero due per la Camera, da 4 che erano, e una ripartizione "mondiale" per il Senato.

Forte la risposta delle opposizioni: in particolare dei rappresentanti delle comunità all'estero, le cui note rivelano un forte disagio per la ulteriore fluidità della rappresentanza territoriale e con essa delle peculiarità continentali - peraltro già molto dilatate - delle comunità' all'estero...ma non solo.
Al centro una differente visione e modalità afferenti alla gestione della politica per e sugli italiani all'estero, affermano alcuni dei rappresentanti degli italiani all'estero: parlamentari, ed esponenti del vasto mondo degli italiani all'estero nelle sue differenti declinazioni istituzionali e politiche.

Di "una modifica strumentale della legge elettorale, fatta non per migliorare la rappresentanza ma per garantire qualche seggio in più a chi oggi non riesce a conquistare il consenso delle comunità italiane nel mondo”. Lo dichiara Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Estero, ripartizione Sud America.

“Ancora una volta – prosegue Porta – vengono colpite le nostre gloriose comunità italiane all’estero, le stesse alle quali questo governo ha già dato un colpo durissimo con la riforma della cittadinanza, approvata con un decreto e senza un vero confronto parlamentare, limitando il diritto di trasmettere la cittadinanza alle nuove generazioni”.

“Adesso si interviene sulla rappresentanza con un’operazione che non tiene conto della realtà dei territori. Accorpare comunità lontanissime tra loro è come se in Italia si decidesse di creare un unico collegio elettorale mettendo insieme Lombardia, Molise, Valle d’Aosta, Basilicata e Umbria: territori con storie, esigenze e caratteristiche diverse. È evidente che a pagare il prezzo sarebbe la rappresentanza dei territori più piccoli e più lontani”.

“Le comunità italiane all’estero non sono numeri da redistribuire in un algoritmo elettorale – conclude Porta – ma persone, storie e realtà che hanno mantenuto vivo il legame con il nostro Paese. La maggioranza non sta riformando la rappresentanza: sta cercando di piegarla ai propri interessi politici”. conclude l'on. Porta (15/07/2026-ITL/ITNET)

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