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ITALIANI ALL'ESTERO - USA 250 - IL MUSEO DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA RENDE OMAGGIO ALL'EMIGRAZIONE ITALIANA NEGLI USA

(2026-07-03)

  In occasione delle celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti, il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana rende omaggio al contributo dell'emigrazione italiana alla storia americana attraverso la figura di Marcella Hazan, la cuoca e scrittrice originaria di Cesenatico che ha rivoluzionato il modo di conoscere e cucinare la gastronomia italiana negli Stati Uniti.

Una dichiarazione di Indipendenza che vede tra i firmatari due illustri italodiscendenti William Paca, Maryland, discendente di una famiglia valdese, fuggita in America nella seconda metà del Seicento e Caesar Rodney, Delaware, , discendente della famiglia Adelmare di Treviso.

    All’iniziativa hanno aderito il Centro Studi Americani, la Consulta degli Emiliano Romagnoli e il Comune di Cesenatico e ha visto la preziosa collaborazione della ricercatrice in storia degli Stati Uniti Giulia Crisanti.

  L’evento si collega idealmente al programma ufficiale di America250: per questo speciale anniversario, lo Smith-sonian National Museum of American History di Washington ha inaugurato la mostra immersiva In the Pursuit of Life, Liberty and Happiness, dedicata agli ideali, alle persone, ai movimenti e ai processi storici che hanno costruito e continuamente rinnovato l'identità degli Stati Uniti. L'esposizione riunisce 250 oggetti simbolo della storia americana, scelti per raccontare come il Paese si sia formato attraverso l'incontro e l'integrazione di culture provenienti da tutto il mondo. Tra questi, figura anche il pentolino di rame con cui Marcella Hazan preparava lo
lo zabaione, unico oggetto riconducibile all'esperienza dell'emigrazione italiana presente nella selezione.

Quel pentolino, utensile apparentemente modesto, rappresenta infatti una delle più significative storie dell'emi-grazione italiana del Novecento, proprio quella di Marcella Hazan (1924-2013), nata a Cesenatico e trasferitasi negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, dove contribuì a cambiare profondamente il rapporto degli americani con la cucina italiana. Attraverso i suoi libri, le sue lezioni e il suo straordinario lavoro di divulgazione, Marcella Hazan ha insegnato a milioni di americani la vera cucina regionale italiana, lasciando un’impronta indelebile nella cultura alimentare degli Stati Uniti.

Per la famiglia le parole del figlio Giuliano Hazan: “Siamo sinceramente onorati e orgogliosi di questo ricono-scimento anche nella nostra terra d’origine.  Mia mamma aveva il dono di sapere come fare risaltare il sapore degli ingredienti che, abbinato al suo dono di insegnante, le diede la possibilità di cambiare il modo nel quale gli Americani concepivano la cucina Italiana. Nelle parole della giornalista di CNN Christiane Amanpour, “Ci sono persone in tutto il Paese e nel mondo che forse non riconoscono il nome di Marcella Hazan, ma che grazie a lei mangiano [il cibo Italiano] in modo diverso.”

Per Paolo Masini Presidente della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione italiana e promotore dell’evento “Un riconoscimento importante che abbiamo voluto rilanciare in collaborazione con diversi partner. In questi 250 anni l’emigrazione italiana, e non solo, ha svolto un ruolo importante a conferma che le contaminazioni dei popoli producono ricchezza. Un contributo che i nostri emigranti hanno portato in vari settori, dalla cultura, alla ricerca, all’architettura, all’artigianalità, fino alla cucina. Marcella Polini Hazan rappresenta quel “fare” italiano che ci ha reso e ci rende famosi nel mondo. Entro l’anno le dedicheremo una tappa del nostro progetto “Il Civico dele radici”.

Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna ha dichiarato: “Ringrazio il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana per aver promosso questa iniziativa, che offre l’occasione di ricordare una figura come Marcella Hazan, che ha contribuito a far conoscere negli Stati Uniti ricette, sapori e prodotti della nostra cultura gastronomica, fondata sulla qualità e tradizione.

Siamo orgogliosi che, nel 250° anniversario dell’Indipendenza americana, il suo percorso venga ricordato come parte della storia condivisa tra Italia e Stati Uniti. È un riconoscimento che valorizza il suo straordinario percorso personale e anche il contributo che tante emiliano-romagnole ed emiliano-romagnoli hanno dato, e continuano a dare, alla crescita culturale, sociale ed economica delle comunità in cui vivono nel mondo.”

Matteo Daffadà, Presidente della Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo: “«I 250 anni degli Stati Uniti sono una ricorrenza che sentiamo vicina. È la storia di un Paese cresciuto grazie al contributo di milioni di persone rri-vate da ogni parte del mondo, tra cui tanti italiani ed emiliano romagnoli che lì hanno lasciato un segno profondo. Lo hanno fatto con il lavoro, l’ingegno e con la nostra cultura del cibo, entrata nella “quotidianità americana” e di cui Marcella Hazan è stata una straordinaria interprete. Questo evento celebra il suo percorso e, insieme, un’ami-cizia tra l’Emilia-Romagna e gli Stati Uniti che continua a crescere attraverso gli scambi, le relazioni e il valore delle nostre comunità nel mondo.

È anche un’occasione per richiamare i fondamentali della civiltà occidentale: valori che uniscono e che i nostri emigrati hanno ritrovato e contribuito a rafforzare e diffondere. In questo senso, non valorizzare adeguatamente questa ricorrenza significherebbe indebolire anche l’asse culturale delle relazioni transatlantiche, soprattutto in un contesto globale sempre più frammentato, in cui proprio quei legami storici e valoriali restano un punto di riferimento essenziale».

Matteo Gozzoli, Sindaco di Cesenatico: “La vita di Marcella Hazan è un piccolo tesoro nascosto nella storia di Cesenatico, una gemma che in troppo pochi conosco e sono felice di questa iniziativa che in qualche modo sarà anche uno strumento di divulgazione. In tanti in quegli anni partirono dalla Romagna verso gli Stati Uniti, sfidando sé stessi e un mondo che stava cambiando; ma in tanti, - come Marcella che di cognome faceva Polini ed era laureata in biologia - dovettero partire a causa delle leggi razziali. Lei è riuscita a trasformare questa fuga in una favola grazie alle sue grandi capacità. Ha creato un ponte tra Cesenatico e New York, tra l'Italia e gli Stati Uniti, uniti in maniera indissolubile da tante storie come questa. Il suo successo è anche il segno tangibile di quanto i "movimenti" degli uomini e delle donne abbiano da sempre rappresentato nei tempi un grande arricchi-mento, un monito da tenere sempre a mente nei tempi difficili in cui viviamo”.

“Gaetano Filangieri teorizza il diritto alla felicità, ma è creatività della donna emiliano-romagnola che lo concre-tizza in oggetti e pratiche” sottolineano Silvana Mangione e Maria Chiara Prodi, rispettivamente Vicesegretaria generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei e Segretaria Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, entrambe di origine emiliana."

Per Roberto Sgalla Direttore del Centro Studi Americani “una scelta che celebra il cibo italiano quale ponte di diplomazia culturale tra Italia e Stati Uniti, capace di unire tradizioni e persone attraverso il linguaggio universale della tavola”

In occasione dell'iniziativa il MEI presenterà, in accordo con la famiglia, la casa di produzione e il regista, la clip “La pentola di Marcella” che comprende il trailer del documentario "Marcella" (2024), diretto da Peter Miller, già distribuito negli Stati Uniti e ora in fase di promozione anche in Italia gentilmente concesso dagli autori.
Analoga iniziativa sarà realizzata dai vari partner nelle proprie sedi e sui propri canali social. Inoltre il trailer sarà visibile al link sul canale YouTube ufficiale del Mei: https://youtu.be/YGNsAz4Q9Dg?is=2r8ZlGh4TemC1R8A

Dalle origini a Cesenatico fino al successo internazionale negli Stati Uniti, il documentario ripercorre il suo percorso umano e professionale: laureata in scienze naturali, Marcella non sapeva cucinare prima di trasferirsi a New York negli anni Cinquanta. Fu proprio l'esperienza dell'emigrazione a trasformarla, portandola a riscoprire le tradizioni della cucina italiana e a diventare la donna che avrebbe insegnato a generazioni di americani il valore della pasta fresca, dell'olio d'oliva, del pesto, dell'aceto balsamico e della cucina regionale italiana.

Marcella Hazan non esportò semplicemente ricette, ma un modo di pensare il cibo come espressione di cultura, memoria e identità. I suoi libri, a partire da The Classic Italian Cookbook, conquistarono milioni di lettori perché raccontavano un'Italia autentica senza ricorrere agli stereotipi, rendendo accessibili ingredienti, tecniche e tradizioni con rigore e semplicità.

Una vicenda che dimostra come l'identità italiana non sia un patrimonio immobile da custodire, ma una cultura viva che, attraverso l'incontro con altre società, continua a generare innovazione, dialogo e nuove appartenenze. È proprio questa capacità di costruire ponti tra Paesi e culture a rendere l'esperienza migratoria una delle pagine più importanti della storia italiana.

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Il MEI - Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana – con sede a Genova, è nato dall’accordo tra il Ministero della Cultura, la Regione Liguria e il Comune di Genova con la volontà di raccontare molteplici aspetti del fenomeno migratorio italiano dall’Unità d’Italia ad oggi. Il riallestimento multimediale è visitabile all'interno della Commenda di San Giovanni di Pré, ristrutturata per l’occasione, e vive in stretta relazione con il Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e il Galata Museo del Mare. Da Genova milioni di italiani sono partiti diretti alle Americhe, all’Africa, all’Asia, all’Australia e all’Europa lasciando tutto per giocarsi un viaggio senza ritorno. Il MEI è nato per ricordare questi migranti, raccontare le storie e i motivi della partenza da punto di vista umano, storico, sociologico. Un museo innovativo e multimediale, dove i visitatori possono interagire con spazi e oggetti e vivere esperienze immersive grazie allo stato dell’arte della tecnologia. Vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova, negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più̀ antichi della città. Il Museo è aperto dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00.(03/07/2026-ITL/ITNET)

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