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DIRITTI CITTADINI -RELIGIONI -A ROMA ALL'ARA PACIS FIRMATO UN "PATTO" " LA VIA ITALIANA DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO" DA ESPONENTI DI 15 RELIGIONI "NELLO SPAZIO PUBBLICO PER LA COESIONE SOCIALE" -PRESENTATO DAL CARDINAL ZUPPI PRES.CEI

(2026-06-25)

Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Zuppi, ed i rappresentanti di ben 15 religioni presenti in Italia, sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui hanno presentato un Patto significativamente sottoscritto  all'Ara Pacis. Esponenti del mondo religioso  cui fanno riferi-mento buona parte d dei migranti stranieri in Italia.


                                                                Il Patto

Siamo i responsabili delle confessioni e tradizioni religiose che abitano in Italia, che partecipano al Tavolo Interre-ligioso nazionale. Abbiamo deciso di stendere questo Patto per dare continuità e prospettiva al nostro lavoro insieme e per dare ufficialità a questa esperienza di dialogo. Il documento vuole essere rispettoso nelle parole, responsabilizzante nei contenuti, pragmatico e coraggioso nella sua concretezza e nella sua visione.

Riconosciamo che ogni tradizione religiosa porta con sé valori, radici, esperien- ze, pratiche, comportamenti e una ricerca del Sacro nei quali si dà spazio alla centralità di Dio, ai messaggi profetici, ai testi sacri, all’esperienza della Trascen- denza e alle diverse forme di senso ultimo dell’esistenza; il loro ascolto può con- tribuire a sviluppare un clima di rispetto e di reciproca comprensione e a creare occasioni di incontro e collaborazione.

Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed eco- nomica, e condividiamo l’importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana. Per quanto premesso, ci impegniamo a garantire la nostra presenza al Tavolo: l’opzione per il dialogo è una scelta da percorrere con determinazione anche quando le posizioni divergono e quando le pressioni interne o esterne alimentano fratture e dissidi tra noi e potrebbero dividerci.

Nella circostanza in cui lo sviluppo del dialogo dovesse apparire difficile da man- tenere, ci si impegna comunque a che i valori fondamentali condivisi nel Patto vengano preservati.
Tale impegno intende superare i confini del Tavolo e trovare libera espressione all’interno di ogni Comunità, accogliendo le diversità.

Le azioni
Per agire insieme e promuovere il Bene comune, siamo consapevoli di voler as- sumere una responsabilità reci-proca nel costruire un sodalizio di religioni che promuova la coesione sociale, la dignità della vita e il senso di Comunità, rafforzando il rapporto tra le realtà religiose e tutte le istituzioni nello spazio pubblico.

L'Impegno
Ci impegniamo quindi a:
A. Incontrarci, nel rispetto e nell’ascolto reciproco, in uno spazio in cui la libertà di parola si coniuga con la chiarezza, la sincerità e l’onestà delle intenzioni, dei pensieri, dei sentimenti e delle posizioni di tutte le persone coinvolte, escludendo ogni altro fine;

B. Educare le nostre Comunità al dialogo: non solo informare bensì proporre e sostenere la conoscenza reciproca attraverso occasioni di formazione, incontro ed esperienze di condivisione accessibili a tutte e tutti, nel rispetto della diver- sa sensibilità di ciascuna Comunità;

C. Collaborare per il Bene comune: al di là delle differenze e specificità, condivi- diamo valori etici e morali fondamentali – come ad esempio Pace, giustizia, carità, dignità, compassione, solidarietà, cura della vita e dell’ambiente, edu- cazione, inclusione, libertà religiosa – che rendono possibili azioni congiunte per affrontare le sfide sociali, ambientali e umanitarie senza lasciare indietro nessuna e nessuno;

D. Impegnarci, all’interno delle nostre Comunità di fede, a coltivare il dialogo e la collaborazione interreligiosa per affrontare e superare le difficoltà che ne ostacolano il perseguimento, operando insieme affinché la violenza non abbia mai l’ultima parola;

E. Condividere un linguaggio comune delle culture e religioni del Mediterraneo e dell’ampio orizzonte di tutte le altre tradizioni presenti, che costituiscono un patrimonio per l’Italia da porre in risalto nel contesto europeo;

F. Contrastare ogni forma di pregiudizio, oppressione, discriminazione ed estremismo: prendere posizioni nette e chiare, sia all’interno delle nostre Comunità di fede che all’esterno, contro l’odio e le persecuzioni per motivi religiosi, come ad esempio l’antisemitismo, l’islamofobia e ogni altra forma. Allo stesso modo, pro- muovere narrazioni autentiche, responsabili e rispettose, impegnandosi a vigilare sull’uso del nostro linguaggio anche all’interno del Tavolo stesso;

G. Promuovere una cultura della Pace fondata sulla giustizia, sulla compassione e sull’interdipendenza tra i popoli, riconoscendo che la famiglia umana è una sola. L’impegno per la Pace significa anche disponibilità a ricercare la verità attraverso la conoscenza della storia, un approccio attento e sensibile alle di- verse tipologie di conflitti nel mondo, l’attenzione ad individuare informazio- ni false e tendenziose;

H. Impegnarci per la salvaguardia della vita sul Pianeta, sostenendo con determi- nazione ogni sforzo volto al disarmo nucleare e al contrasto del cambiamento climatico, nella consapevolezza che la Pace e la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi sono responsabilità comuni e imprescindibili;

I. Promuovere la pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano, nella consapevolezza del contributo che le religioni possono offrire al progresso materiale e spirituale della società [“Ogni citta- dino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spi- rituale della società” (art. 4, co. 2, Cost.) e cfr. art. 17 del Trattato sul fun- zionamento dell’Unione Europea (TFUE) e Libro Bianco sul Dialogo Inter- culturale del Consiglio d’Europa (2008)].

Le azioni:

Nel percorso fatto insieme sono emersi alcuni nuclei tematici-prospettici sui quali è presente una convergenza e una certa urgenza per quanto riguarda un impegno condiviso presente e futuro. Siamo ora chiamati a decidere sulle moda- lità concrete delle nostre azioni, individuando le pratiche e dimostrando il valore della collaborazione interreligiosa.

Quali possibili azioni:

Istituire una giornata nazionale sul dialogo interreligioso convergenza di iniziative aperte alla cittadinanza quali testimonianze del nostro dialogo e impegni comuni. 

I. Istituire una giornata nazionale sul dialogo interreligioso: convergenza di iniziative aperte alla cittadinanza quali testimonianze del nostro dialogo e impegno comune;
II. Promuovere progetti condivisi di conoscenza delle nostre tradizioni e di educazione alla Pace e alla cittadinan-za, contrastare il clima d’odio tra persone di etnie e religioni diverse;
III. Educare e promuovere il rispetto dei segni e dei simboli religiosi nello spazio pubblico;
IV. Promuovere occasioni di incontro e dialogo tra giovani delle diverse fedi e tradizioni, nel rispetto delle sensi-bilità e delle pratiche religiose di ciascuna Comunità;
V. Valorizzare il ruolo delle donne all’interno delle confessioni e tradizioni religiose;
VI. Promuovere iniziative di solidarietà e carità che alimentino una coscienza di dialogo interreligioso;
VII. Implementare attività in cui si esplorano le diverse espressioni artistiche e culturali delle varie tradizioni religiose per farne conoscere la ricchezza;
VIII. Creare reti locali e nazionali per affrontare insieme le sfide del nostro tempo: Pace, accoglienza, migrazioni, ecologia, giustizia sociale e cura della fragilità;
IX. Istituire un Fondo interreligioso comune per sostenere iniziative e progetti di utilità sociale tramite un comitato nominato dal Tavolo.

Coloro che aderiscono al Patto si impegnano ad agire con coerenza, per quanto intrapreso e proposto in contesti esterni al Tavolo, con prese di posizione ed iniziative che collimino con lo spirito delle iniziative menzionate e al fine di preservare sincerità di intenti."  conclude il documento.(25/06/2026-ITL/ITNET)

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