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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - EUROPA/CONSIGLIO COMPETITIVITA': IAA-FOCUS MADE IN EUROPE, 28 REGIME SOCIETARIO UE, REVISIONE ETS....
(2026-05-27)
Nella giornata di domani 28 maggio il Min. delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, partecipa al Consiglio Competitività dell’UE, che affronterà dossier prioritari per lo sviluppo produttivo del continente.
Tra questi, in primo piano l’IA, con specifico focus sul meccanismo del “Made in Europe”***, la proposta del 28° regime societario europeo, le prospettive di revisione del sistema ETS e le modifiche da apportare alla proposta della Commissione sui benchmarks.
Altro focus verrà dedicato alle sfide per il settore chimico e alle risposte che l’Ue deve fornire in questo ambito.
POSIZIONE ITALIANA. IAA: Urso, pur sottolineando il sostegno dell’Italia alla proposta della Commissione, e l’importanza per la tutela dei settori strategici e per la promozione delle catene del valore nazionali ed europee, ha lanciato un monito l'8 aprile scorso nel corso dell'incontro con il Vicepresidente Séjourné. "Siamo in una fase di crisi sistemica che richiede risposte rapide e concrete. Dobbiamo accelerare nell’attuazione dell’Industrial Accelerator Act: non è sostenibile attendere il 2029 per introdurre i requisiti Made in Europe e Low carbon", ha dichiarato il Ministro. "
Sull’Industrial Accelerator Act ha proseguito il confronto con le principali associazioni imprenditoriali italiane nell’ambito della tavola rotonda che si è svolta a Palazzo Piacentini dal titolo 'Industria e competitività: la sfida europea dell’IAA', nel corso della quale le rappresentanze del sistema produttivo hanno avuto modo di esporre al Commissario e al Ministro le proprie valutazioni e priorità in merito all’impatto della proposta sulle filiere industriali nazionali.
Accelerazione delle norme: Il Governo italiano preme per attuare rapidamente i requisiti di produzione locale negli appalti pubblici, come previsto dall'Industrial Accelerator Act, chiedendo di non rimandare queste tutele al 2029. Difesa delle filiere strategiche: Istituzioni e rappresentanti politici italiani spingono affinché il marchio europeo tuteli i settori chiave e le produzioni nazionali, tra cui le tecnologie pulite (eolico, fotovoltaico, batterie) e il comparto agroalimentare.
Equilibrio con il Made in Italy: La posizione italiana mira a integrare il marchio europeo con le tutele nazionali, ponendo attenzione al costo dell'energia e alle regole di concorrenza per evitare la delocalizzazione delle aziende.
Ci adopereremo in Consiglio per conseguire questo obiettivo. In tre anni può cambiare il contesto globale, le catene del valore, la competizione internazionale, e certo non in meglio: l’Europa deve agire ora, non quando sarà troppo tardi", aveva concluso il Min. Urso.
Nella stessa occasione ll Ministro e il Vicepresidente hanno fatto IL PUNTO IN MATERIA DI ETS.: hanno evidenziato come in vista della revisione complessiva del meccanismo il banco di prova delle ambizioni industriali europee è rappresentato dalla revisione dei benchmark - allo studio della Commissione europea - e da cui dipende anche l’assegnazione delle quote gratuite, per settore. A tal proposito, ha ricordato il Ministro, molti settori europei ad alta intensità energetica hanno chiesto da tempo un congelamento temporaneo dei benchmark, mantenendoli ai livelli del 2025, per evitare riduzioni drastiche in un contesto geopolitico oltremodo instabile.
Mentre si lavora alla revisione completa del meccanismo, questo consentirebbe all’UE di dotarsi di strumenti di policy che tutelano la competitività delle industrie energivore, già penalizzate dagli alti costi energetici.
La revisione dei benchmark varia a seconda del contesto di riferimento****. Nei paragrafi seguenti sono dettagliati gli aggiornamenti nei tre ambiti principali: Finanza, Ambiente (EU ETS) e Statistiche Macroeconomiche. 1. Finanza e Fondi Pensione In ambito finanziario, il benchmark è l'indice di riferimento (es. MSCI World, FTSE MIB) utilizzato per misurare il rendimento e il rischio di un portafoglio o di un fondo. Obiettivo della revisione: Assicurarsi che il parametro sia ancora coerente con il profilo di rischio, l'asset allocation e gli obiettivi del fondo. Quando avviene: Viene periodicamente rivalutato (spesso su base annuale o triennale) per riflettere i cambiamenti del mercato o per introdurre filtri legati alla sostenibilità (criteri ESG).
Nel frattempo: La Commissione europea ha avviato la consultazione pubblica relativa all’aggiornamento dei benchmark del sistema ETS per il periodo 2026–2030.
L’intervento rientra nel più ampio processo di revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), destinato ad avere impatti significativi sulla competitività industriale europea e sul meccanismo CBAM.
I benchmark ETS rappresentano il livello emissivo del 10% degli impianti più efficienti di ciascun settore industriale e costituiscono il parametro utilizzato per l’assegnazione gratuita delle quote di emissione.
Le imprese che superano tali valori devono acquistare quote ETS sul mercato, sostenendo quindi costi aggiuntivi legati alle emissioni di CO₂.
L’aggiornamento dei benchmark tiene conto:
dei progressi tecnologici; dell’evoluzione dei processi produttivi; delle prestazioni ambientali settoriali; delle informazioni trasmesse dagli Stati Membri.
Secondo le stime della Commissione, il nuovo regolamento dovrebbe garantire un’allocazione gratuita pari a circa il 75% delle emissioni ETS delle imprese interessate, con un impatto economico complessivo stimato in circa 4 miliardi di euro nel quinquennio 2026–2030.
Il tema risulta particolarmente delicato per i settori energy intensive e per le filiere manifatturiere europee esposte alla concorrenza internazionale.
L’obiettivo dell’allocazione gratuita resta infatti quello di mitigare il rischio di carbon leakage, evitando fenomeni di delocalizzazione industriale verso Paesi caratterizzati da standard ambientali meno stringenti.
Parallelamente, il progressivo sviluppo del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) introdurrà nuovi meccanismi di compensazione climatica alle frontiere europee, con effetti diretti su:
importazioni di materiali energivori; competitività delle produzioni europee; relazioni commerciali internazionali; strategie di decarbonizzazione industriale.
Per ANIMA Energia, il dossier ETS/CBAM rappresenta uno dei temi centrali dei prossimi anni, soprattutto per gli impatti sulle catene del valore della meccanica industriale e sulle tecnologie necessarie alla decarbonizzazione.
La sfida europea sarà trovare un equilibrio tra:
obiettivi climatici; sostenibilità economica delle imprese; competitività industriale; autonomia strategica europea.
In un contesto di crescente instabilità energetica e geopolitica, il rischio di perdita di capacità produttiva europea rappresenta oggi uno dei principali temi del dibattito industriale continentale.(27/05/2027-ITL/ITNET)
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