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AMBIENTE - CHERNOBYL: DALLA SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE TRIBUTATA AI "BAMBINI DI CERNOBYL" ALL'IMPEGNO ITALIANO. ALL'APPELLO DELL'EUROPA SULLA SICUREZZA NUCLEARE.
(2026-04-26)
La solidarietà internazionale si impegnò nell'ospitalità per ospitare decine di migliaia di bambini provenienti dalle aree colpite dal disastro di Chernobyl 8principalmente Bielorussia) dagli anni '90, con picchi di oltre 20.000-30.000 minori all'anno fino alla pandemia del Covid. I soggiorni terapeutici, organizzati da varie associazioni, miravano a rafforzare le difese immunitarie dei bambini lontano dalle zone contaminate. Il mese o più trascorso in Italia permetteva di ridurre la radioattività accumulata nel corpo e migliorare la salute dei minori. Numeri significativi. Si stima che solo nel nostro Paese siano stati oltre 600.000 i minori bielorussi ospiti in Italia, molti dei quali ripetutamente durante le vacanze estive e invernali, creando così intensi rapporti familiari. Un supporto continuo: oltre all'accoglienza, infatti, le associazioni che hanno sostenuto progetti in loco, si sono impegnati nell'erogare aiuti sanitari e borse di studio. E sebbene il flusso si sia interrotto o ridotto drasticamente negli ultimi anni, l'esperienza ha rappresentato uno dei più grandi progetti di accoglienza e solidarietà internazionale in Italia. Particolare l'impegno in Sardegna da parte del Console Giuseppe Carbone Console onorario della Bielorussia decisamente attivo sia nel sostegno ai bimbi di Chernobyl che alle donne badanti e colf numerosissime nell'Isola.
Nella "dichiarazione della Presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen e dell'Alto Rappresentante Kaja Kallas in vista del quarantesimo anniversario del disastro, il bilancio, a lungo celato dal segreto sovietico, di una eredità che rimane un monito severo: garantire la sicurezza nucleare dipende dalla trasparenza, da solide salva-guardie e dalla cooperazione internazionale. Eppure, ancora oggi, gli incessanti attacchi di Mosca contro il "Nuovo Confinamento Sicuro" di Chernobyl, la struttura costruita per contenere i resti del reattore 4, vanificano decenni di sforzi internazionali e investimenti, pari a 2,1 miliardi di euro, volti a mitigarne le conseguenze.
Al contempo, la presa illegale e la continua occupazione da parte della Russia della centrale nucleare di Zaporizhzhia, il più grande impianto nucleare d'Europa, aumentano significativamente il rischio per la vita umana e la tutela dell'ambiente. Analogamente, gli attacchi sistematici di Mosca contro le infrastrutture energetiche ucraine minacciano la stabilità dell'approvvigionamento energetico necessaria per il funzionamento in sicurezza degli impianti nucleari."
L'APPELLO DELLA UE: "In questo tragico anniversario, chiediamo alla Russia di cessare immediatamente tutti gli attacchi contro gli impianti nucleari in Ucraina e di rispettare i Sette Pilastri Indispensabili per la Sicurezza Nucleare in caso di conflitto armato. La Russia sarà ritenuta responsabile per aver messo in pericolo la sicurezza pubblica, dovrà risarcire i danni causati e restituire all'Ucraina il pieno controllo dell'impianto di Zaporizhzhia.
L'Unione Europea ha a lungo sostenuto la sicurezza nucleare, la protezione nucleare e la radioprotezione in Ucraina, anche con finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro. L'UE è stata inoltre il principale donatore dei fondi internazionali gestiti dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) per la messa in sicurezza ambientale del sito di Chernobyl.
Oggi ribadiamo anche il nostro impegno a rispettare i più elevati standard di sicurezza nucleare, protezione nucleare e salvaguardie a livello mondiale. Chiediamo alla comunità internazionale di sostenere e rafforzare il proprio supporto all'Ucraina, compresi gli sforzi per riparare il Nuovo Confinamento Sicuro, e di riflettere collettivamente su come proteggere al meglio gli impianti nucleari, soprattutto in tempo di guerra. L'iniziativa del G7 di discutere la riparazione del sito di Chernobyl in occasione del prossimo incontro di maggio rappresenta un passo importante.
L'Unione Europea sostiene da tempo la sicurezza nucleare, la protezione nucleare e la radioprotezione in Ucraina, avendo finanziato attività per un valore superiore a 1 miliardo di euro.
L'UE è stata anche il principale donatore dei fondi internazionali gestiti dalla BERS per rendere il sito di Chernobyl sicuro dal punto di vista ambientale. La sola UE ha contribuito con oltre 423 milioni di euro alla costruzione del Nuovo Confinamento Sicuro a Chernobyl e, solo lo scorso anno, attraverso il suo Strumento di Cooperazione per la Sicurezza Nucleare, ha fornito ulteriori 37 milioni di euro per la sicurezza nucleare in Ucraina, parte dei quali saranno destinati alle riparazioni urgenti del Nuovo Confinamento Sicuro. Le riparazioni finali ai danni causati dall'attacco del drone russo richiederanno almeno 500 milioni di euro di finanziamenti aggiuntivi. L'UE continuerà a sostenere l'Ucraina e ad assisterla nel garantire la sicurezza nucleare, la protezione e la radioprotezione.
Il ruolo della Commissione è quello di garantire che gli Stati membri che utilizzano l'energia nucleare adottino i più elevati standard di sicurezza nucleare, radioprotezione, protezione e non proliferazione. L'UE ha istituito un solido quadro normativo per la sicurezza nucleare, la radioprotezione e la gestione dei rifiuti radioattivi, che comprende la direttiva sulla sicurezza nucleare 2014/87/Euratom , nella sua versione modificata, la direttiva 2013/59/Euratom relativa agli standard di sicurezza fondamentali e la direttiva 2011/70/Euratom sui rifiuti radioattivi . (26/04/2026-ITL/ITNET)
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