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AVVISO CGIE: ITALIANI ALL'ESTERO - DAL GRUPPO DI LAVORO BREXIT E INTEGRAZIONE UE: CRITICITA' DISPOSIZIONI DI INGRESSO IN UK

(2026-02-24)

Il  GRUPPO DI LAVORO BREXIT E INTEGRAZIONE UE segnala che, a decorrere dal 25 febbraio 2026, in base alle nuove disposizioni in materia di ingresso nel Regno Unito, i cittadini italiani in possesso anche della cittadinanza britannica rischiano di vedersi negato l’imbarco verso il Regno Unito qualora non siano in possesso di un passaporto britannico valido.

A partire da tale data, le compagnie aeree, ferroviarie e marittime potranno essere sanzionate con una multa fino a 2.000 sterline per ogni passeggero trasportato nel Regno Unito privo della documentazione richiesta. È pertanto prevedibile un significativo inasprimento dei controlli in fase di imbarco.

Per l’ingresso nel Regno Unito sarà necessario essere in possesso di uno dei seguenti documenti:

ETA (Electronic Travel Authorisation);
eVisa valido;
passaporto britannico o irlandese in corso di validità;
Certificate of Entitlement (CoE) apposto su altro passaporto (dal costo indicativo di circa 600 sterline e con una procedura più complessa rispetto a quella prevista per il rilascio del passaporto britannico).

SI EVIDENZIA TUTTAVIA CHE I CITTADINI CON DOPPIA CITTADINANZA ITALIANA E BRITANNICA:

non possono richiedere l’ETA, in quanto già cittadini britannici;
non possono avvalersi di un eVisa valido, poiché l’eventuale status EUSS (pre-settled o settled status) perde efficacia giuridica una volta acquisita la cittadinanza britannica.

Ne consegue che, per tali soggetti, l’unica opzione effettivamente praticabile risulta essere il possesso di un passaporto britannico valido (in alternativa, il Certificate of Entitlement, soluzione significativamente più onerosa e complessa).

Si rileva inoltre che la problematica riguarda numerose situazioni concrete, tra cui:

- minori che acquisiscono automaticamente la doppia cittadinanza ma non sono ancora in possesso del passaporto britannico;

-persone in attesa della cerimonia di naturalizzazione che, una volta divenute cittadine britanniche, non possono più viaggiare esclusivamente con il passaporto europeo ma non hanno ancora la possibilità materiale di richiedere quello britannico;

-cittadini con passaporto britannico scaduto che hanno continuato a utilizzare esclusivamente quello italiano.

Alla luce di quanto sopra, si auspica – come espresso in una lettera inviata al Ministero degli Interni britannico dai the3million – un intervento volto a sollecitare o un rinvio dell’entrata in vigore prevista per il 25 febbraio 2026 oppure l’adozione di misure transitorie (ad esempio un’autorizzazione di viaggio a costi contenuti), al fine di evitare disagi sproporzionati ai cittadini britannici con doppia nazionalità, molti dei quali sono venuti a conoscenza della problematica solo recentemente." conclude il "Gruppo CGIE di lavoro su Brexit e Integrazione Europea" (24/02/2026-ITL/ITNET)

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