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ECONOMIA ITALIANA - EUROPA/MERCATO UNICO - VI RELAZIONE ANNUALE: 29 INDICATORI CHIAVE. 5 MIGLIORAMENTI MA NECESSARIA AZIONE COMUNE ALLA LUCE DI SFIDE SENZA PRECEDENTI
(2026-01-30)
Oggi la Commissione europea ha adottato la relazione annuale 2026 sul mercato unico e la competitività, la sesta di una serie annuale, che valuta il funzionamento del mercato unico e le condizioni alle quali le imprese possono innovare, crescere e competere, garantendo nel contempo una prosperità sostenibile per i cittadini europei.
La relazione si basa su 29 indicatori chiave di prestazione, che riguardano settori quali l'integrazione del mercato e gli ostacoli, i prezzi dell'energia elettrica e le tendenze degli investimenti, e individua i settori prioritari di intervento.
La relazione mostra che sei indicatori sono diminuiti, sei sono migliorati e 15 rimangono sostanzialmente invariati. Due indicatori sono nuovi.
Gli indicatori che hanno mostrato MIGLIORAMENTI tra l'ultima relazione e la presente sono il RICONOSCIMENTO DELLE COMPETENZE E DELLE QUALIFICHE necessarie ai cittadini dell'UE per esercitare la loro professione in altri Stati membri; VIGILANZA DEL MERCATO DELL'UE, misurata mediante indagini sui prodotti svolte dalle autorità di vigilanza del mercato; LA QUOTA DI IMPRESE NELL'UE CHE UTILIZZANO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE, IL CLOUD COMPUTING E L'ANALISI DEI DATI; il VOLUME DEGLI INVESTIMENTI DI INVESTEU A SOSTEGNO DELLA TRANSIZIONE INDUSTRIALE È AUMENTATO; LA QUOTA DI PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE RISPETTO AL CONSUMO TOTALE DI ENERGIA; la CAPACITÀ ANNUA AGGIUNTIVA DI GENERARE ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI.
Gli indicatori che sono peggiorati sono la quota del PIL dell'UE rappresentata dagli scambi tra gli Stati membri dell'UE; la quota di direttive UE sul mercato unico recepite per le quali sono state avviate procedure di infrazione; il tempo medio necessario per elaborare le norme; carenza di manodopera nelle professioni che richiedono competenze specifiche per la transizione verde; il rendimento scolastico dei quindicenni misurato in base ai punteggi PISA; investimenti privati, in percentuale del PIL.
Alcuni degli indicatori rimasti stabili includono la produttività del lavoro (misurata in PIL per ora lavorata); facilità di conformità normativa (misurata da indagini presso le imprese); spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo in percentuale del PIL; numero di domande di brevetto; investimenti in capitale di rischio in percentuale del PIL; capacità di produzione domestica di tecnologia pulita.
Inoltre, a partire da quest'anno, la Commissione ha introdotto un nuovo indicatore per monitorare gli sforzi di semplificazione. Questo indicatore mostra che i risparmi amministrativi previsti derivanti dall'omnibus adottato dalla Commissione e da altre proposte di semplificazione ammontano a circa 15 miliardi di euro. Vi è un nuovo indicatore aggiuntivo che tiene traccia della quota di procedure amministrative del mercato unico pienamente digitali.
La relazione delinea inoltre i settori in cui nel 2026 la Commissione si adopererà per eliminare gli OSTACOLI NEL MERCATO UNICO. Tali sforzi si concentreranno sulla LOTTA AI RITARDI DI PAGAMENTO E AGLI OSTACOLI AI SERVIZI CHIAVE CONNESSI ALLA TRANSIZIONE VERDE. La Commissione affronterà questi e altri ostacoli attraverso il dialogo con gli Stati membri e, se necessario, procedure di infrazione. Affinché i vantaggi per i cittadini e le imprese derivanti da tali azioni di esecuzione siano più chiari, la Commissione pubblicherà spiegazioni chiare in merito agli obiettivi perseguiti e ai risultati conseguiti.
Infine, la relazione è integrata dall'edizione 2026 del quadro di valutazione del mercato unico e della competitività, disponibile online. I documenti che accompagnano la relazione comprendono una panoramica dell'attuazione della bussola per la competitività, del patto per l'industria pulita e della strategia per il mercato unico; e la relazione annuale della task force per l'applicazione delle norme sul mercato unico.
Per Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale: La relazione annuale sul mercato unico e la competitività conferma che il mercato unico non è solo la nostra principale fonte di prosperità, ma anche un pilastro centrale del potere dell'Europa nel contesto geopolitico odierno.
Abbiamo già introdotto una serie di azioni per affrontare le sfide individuate al fine di sfruttare appieno il potenziale del mercato unico. Ora l'UE e i suoi Stati membri devono agire con decisione per affrontare le "dieci terribili" e attuare la strategia per il mercato unico in modo che i cittadini e le imprese europei possano trarne vantaggio. (30/02/2026-ITL/ITNET)
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