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DIRITTI DEI CITTADINI - REFERENDUM GIUSTIZIA - A FIRENZE il 12 GENNAIO "LIBERTA' EGUALE" PROMUOVE L'INCONTRO CON LA "SINISTRA CHE VOTA SI' AL REFERENDUM".

(2026-01-08)

  L'associazione Libertà Eguale promuove il 12 gennaio un incontro a Firenze con "La sinistra che vota sì” con Bucciarelli, Concia Della Vedova, Fusaro, Mancina, Morando, Petruccioli, Salvi, Costa e Petrelli.Sono attese anche adesioni ulteriori.

"Siamo convinti come Libertà Eguale che più si discuterà dei concreto articoli della legge e non su vaghi timori che nulla hanno a che fare col testo, più sarà chiara la posizione di chi a sinistra dichiara in pubblico di votare Sì." afferma il costituzionalista Stefano Ceccanti

Presentando oggi su L’Altravoce l’iniziativa di Lunedì prossimo a  Firenze de “La sinistra che vota Sì” il vice-presidente di Libertà Eguale Stefano Ceccanti ha scritto:

“La prima tesi è la seguente: va difesa e affermata la funzione che la Costituzione vigente prevede per i referendum. Si tratta di un correttivo di democrazia diretta a una democrazia che resta essenzialmente rappresentativa. Di conseguenza di un’occasione offerta ai cittadini di correggere, se lo credono giusto e opportuno nel merito specifico, l’orientamento del proprio partito di riferimento che votano alle elezioni politiche."

“La seconda tesi è la seguente: la separazione delle carriere è il complemento necessario della introduzione del moderno processo accusatorio, più rispettoso dei diritti dei cittadini, rispetto al vecchio processo inquisitorio, tipico di Stati non liberaldemocratici“. Questo modello, per essere coerente, non può che tradursi in una separazione che parte dall’alto, dall’organo amministrativo, il Csm, che va diviso in due.

La terza tesi è questa: il riformismo aborre il benaltrismo. Quando si presenta una proposta parziale di riforma è cattiva politica sfuggire dicendo che i problemi sono ben altri. Con una separazione netta si recide la dipendenza dei giudici dai pubblici ministeri nelle fasi delle indagini preliminari, quelle del processo mediatico che distrugge le persone senza essere poi compensate da un’assoluzione finale. Si rende possibile che gip e gup smentiscano i pubblici ministeri.”

“La quarta è la seguente: la scelta per il Sì di sinistra è quella più coerente con le culture politiche progressiste del Paese, il No è una deviazione per ragioni non legate al merito ma a contrapposizioni politicistiche e a dinamiche interne alle opposizioni di subalternità al M5s.” 

“Quinta tesi: il valore di lievito delle minoranze. In presenza di un orientamento per il No di una parte, sulla carta prevalente, delle opposizioni (Pd, M5s, Avs), ci viene chiesto quale ruolo pensi di giocare la Sinistra del Sì (Libertà Eguale, Più Europa, Psi, una larga maggioranza di Italia Viva). La risposta è semplice: questo Sì di merito, nel solco delle tradizioni delle culture riformiste, può essere un elemento decisivo della vittoria del Sì, così come svolsero un ruolo di lievito i cattolici del No al referendum sul divorzio nel 1974 o i riformisti di sinistra che votarono No nel referendum di Berlinguer contro Carniti del 1985. In attesa di ricomporsi contro il centro-destra nelle elezioni politiche del 2027.  “ (08/01/2026-ITL/ITNET)

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