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ITALIANI ALL'ESTERO - GIORNALISTI SICURI: DALL'UNITA' DI CRISI DELLA FARNESINA VADEMECUM DELLE BUONE PRASSI. MIN.PLEN.MINASI (UNITA' DI CRISI MAECI): IMPARARE A GESTIRE IL RISCHIO TRAMITE UNA FORMAZIONE ADEGUATA...
(2025-09-26)
A concludere il primo interessante incontro dedicato alla sicurezza dei giornalisti italiani all'estero in aree di crisi, il Ministro Plenipotenziario Nicola Minasi "punto di riferimento costante per i giornalisti ed inviati all'estero" ha sottolineato Marina Lalovic, giornalista di provata esperienza sull'area dei Balcani e dell'Europa dell'Est che ha condotto i lavori del Seminario promosso dall'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Una conoscenza diretta, la sua, sulla necessita' di raccontare a cittadini ed istituzioni ciò che avviene "sul campo", gli eventi in atto, i dietro le quinte e le prospettive a breve in un contesto nazionale non sempre, in passato, attento a tutelare giornalisti, free lance ed i volontari non ufficialmente riconosciuti ma che danno ulteriore linfa al mondo dell'informazione. Un 'esigenza, quella della tutela e della preparazione preventiva sulla conoscenza dei teatri di crisi che si sta rivelando sempre più impellente in un mondo sempre piu' complesso dal punto di vista tecnologico dove la formazione e la preparazione strategica - assieme all'obbligo della tutela concordata - , possono fare una netta differenza fra la vita e la morte.
L'iniziativa che ha permesso di affrontare molteplici problemi con grande "trasparenza" da entrambe le parti, come sottolineato dal Ministro Minasi, riguardo a temi che interessano anche il personale diplomatico e non diplomatico che lavora al Ministero degli Esteri. "Anche noi siamo inviati all'estero e siamo costretti ad andare in posti pericolosi, a stare in area di crisi"...."certo siamo tutelati, abbiamo un'assicurazione, c'è qualcuno che ci ascolta, ma che succede se c'è un attentato, a chi ci rivolgiamo.. Lo spirito di questo incontro è anche di condividere i problemi per capire come minimizzare i rischi." Di qui l'impegno "ad immaginare delle raccomandazioni proprio sulla base dell'esperienza" raccolte in una sorta di "decalogo" a partire da una base informativa sui luoghi dove ci si dovrà recare.
- 1 - Una base a cui far riferimento: il sito "Viaggiare sicuri" sul quale tutta la rete diplomatica lavora e che pur pensato per i turisti, ma anche per il lavoro, lo studio...offre le informazioni di base da cui partire. "Ultimamente abbiamo cominciato a inserire per determinate aree anche raccomandazioni dedicate proprio ai giornalisti, che potranno trovare tutti i numeri di emergenza di ambasciate e consolati - le stesse che diamo a chi chiama l'Unita' di crisi in momenti di difficoltà. Le informazioni sono dettagliate su tutti i paesi del mondo. Un primo sportello pubblico aperto a tutti, incluse le testate giornalistiche e le aziende editoriali. " ha illustrato il Capo dell'Unità di crisi, del MAECI
- 2 - Registrare il viaggio su Dove Siamo nel Mondo e scaricare l'app "Viaggiare Sicuri", con geocalizzazione. ovvero "dove è possibile lasciare oltre ai propri dati i dettagli della partenza e del rientro in Italia. la persona da chiamare nel caso di una emergenza. Anche l'app Viaggiare Sicuri si scarica da Apple Store oppure Android. "Se c'è un terremoto, un attentato, una situazione di emergenza, possiamo vedere chi si è registrato e chiamare per prime le persone che sono più vicine all'epicentro del problema." ha spiegato Minasi. - 3 - Se sei già all'estero, comunicare il viaggio a Ambasciata e Consolato condividere i progetti ove necessario. Nel caso di spostamenti per incontrare personaggi, meglio informare ambasciate, consolati. I diplomatici sono al servizio dell'Italia, quindi dubbi e programmi si possono condividere senza timore.
- 4 - Trattare la sicurezza in modo trasversale nell'organizzazione "Ovvero - "da chi dipende la sicurezza? una domanda centrale sulla quale vi è pero' una convinzione trasversale nella pratica che il responsabile della sicurezza sia sempre qualcun altro... però le le responsabilità sono definite dalla legge. La sicurezza dipende da tutti...e la trasparenza è essenziale. E poi c'è la formazione: ci sono i corsi HEAT - Hostile Environment Awareness Training - . E' importante programmare un percorso solido con interlocutori provati.
- 5 - Imparare a gestire il rischio tramite formazione adeguata per sé ed il personale aggregato. Chi va all'estero raramente è da solo. Anche la figura dell'inviato, quello che appare in video, quello che firma l'articolo, non è mai da solo. Ci sarà il fotografo, l'operatore, il fixer.
- 6 - Continuare ad aggiornarsi sulla sicurezza Nel settore non esiste uno standard aureo, però è importante che si comincia a capire qual'è lo standard minimo da assicurare. Non c'è uno standard Unicode ancora, forse è bene cominciare a crearlo. Allora, seguire un corso, ma non basta. L'aggiornamento e l'affinamento sono veramente indispensabili.
- 7 - Preparare sistemi di comunicazione alternativi ai cellulari (ad esempio telefoni satellitari e sistemi radio) Oggi non è più scontato di poter parlare, non c'è sempre la possibilità di alzare il telefono.... Colpo di Stato nel 2023 in Kazakstan: bloccata la rete internet, i telefoni non funzionano, non risponde WhatsApp. Qualcuno gli aveva detto di portare il satellitare ? no! Quindi la possibilità di parlare con l'Italia non è mai scontata. Si deve pensare per tempo a mezzi adeguati. Starlink sta risolvendo tanto.
- 8 - Scegliere e fornire equipaggiamenti adeguati ai rischi Ci sono problemi che esistono, li dobbiamo riconoscere, dobbiamo attrezzarci per risolverli.
I giubbotti antiproiettili sono considerati materiale da guerra, quindi c'è tutta una normativa complicatissima per portarli all'estero. Questo richiede un un intervento legislativo. Attenzione alla scelta delle dotazioni che dipende dalla valutazione dei rischi. Ma non esiste una soluzione magica per tutti i rischi. In guerra ti serve il giubbotto, ma non basta per tutto, non basta avere la blindata, servono anche dei comportamenti adeguati, serve la formazione per muoversi con un giubbotto antiproiettile, serve la formazione per stare in una blindata, serve la formazione per stare in una squadra anche che ti protegga. Sono tutte cose che si imparano e non sono scontate.
- 9 - Non far partire nessun inviato senza assicurazione
Ecco la famosa assicurazione. E' da apprezzare veramente molto che si stia pensando al riconoscimento del tema assicurazione anche per i freelance. non si può fare la corsa al ribasso, lasciando al freelance di dover pensare da sé a tutto.
- 10 - Continuare ad apprendere, anche dagli imprevisti Ci possono essere degli errori.... Purtroppo c'è una fila molto lunga di eventi che riguardano anche situazioni tragiche per il mondo del giornalismo. Marco Lucchetta, ucciso a Monstar nel '94,, Maria Grazza Cutuli, Daniele Mastro Giacomo rapito, Amedeo Oricucci, Domenico Quirico, ce ne sono tantissimi. Ma è importante che quando accadono si impari dagli errori perchè non si ripetano. Poi bisogna voltare pagina, andare avanti. Però le ferite, i problemi, i danni se ci sono, restano. Una parte di rischio purtroppo resta e deve essere pero' minimizzata. Ecco, il perchè di questa serie di Buone prassi.... la base per poter continuare il discorso..."ha precisato il Ministro Plenipotenziario Nicola Minasi.... (26/09/2025-ITL/ITNET)
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