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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - A VENEZIA '82 UN CORTO "LA LUCE NELLA CREPA" DI ANSELMA DELL'OLIO DEDICATO AI 7 MILIONI DI CAREGIVER CHE VIVONO NELL'OMBRA DEI PROPRI CARI

(2025-09-02)

Mercoledì 3 settembre ore 14.30 a Venezia '82  presentazione di “LA LUCE NELLA CREPA” -cortometraggio di Anselma Dell’Olio dedicato ai caregiver nella Venice Production Bridge, la sezione della Mostra dedicata alla presentazione e allo scambio di progetti inediti di film, cortometraggi, web series e work in progress, per favorire la loro promozione e il loro sviluppo, La luce nella crepa, cortometraggio diretto da Anselma Dell’Olio con la sceneggiatura di Manuela Jael Procaccia, è interpretato da Chiara Caselli, Valeria Milillo, Francesco Foti, Lorenzo Morselli, Alex Di Giorgio, con l’amichevole partecipazione di Anna Villarini.

La luce nella crepa nasce da un’idea di Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV, che ha conosciuto in prima persona l’esperienza dura, estenuante e invisibile del caregiver. Per anni, Annamaria ha assistito il fratello colpito da tumore con dedizione, coraggio e fatica. È stata una lunga battaglia, ogni giorno: contro la malattia, la burocrazia, la solitudine, il dolore. Ma anche contro il senso di impotenza e di smarrimento che sembra assorbire ogni forza residua, proprio quando ce ne sarebbe più bisogno per aiutare chi conta su di te.

Non si tratta solo di un cortometraggio. È una dedica. È il modo con cui Annamaria ha voluto dare voce a chi come lei, per amore verso una persona cara, sceglie di vivere nell’ombra e di mettere in secondo piano le proprie aspirazioni.
Una volta immaginata la storia da raccontare, occorreva trovare la persona giusta per darle forma. Ed è qui che arriva Anselma, autrice e regista di un documentario dedicato a un personaggio molto amato dal fratello di Annamaria. Un incontro speciale, che ha segnato l’inizio di questo percorso. Perché La luce nella crepa è questo: una crepa che si apre nel cuore, nella vita, nelle certezze, ma attraverso cui può filtrare una luce. Una luce fatta di consapevolezza, di denuncia, di speranza. Questo cortometraggio è un modo per restituire un senso al dolore, trasformandolo in un’opera che possa accendere attenzione, empatia e finalmente un cambiamento reale per tutti i caregiver.

Il cortometraggio racconta la forza, la dedizione e il supporto insostituibile dei caregiver, un esercito silenzioso di 7 milioni di persone che assistono un familiare malato o non autosufficiente, che ancora oggi faticano ad avere riconosciuto il ruolo.

Attraverso la storia di Luisa e Carla, La luce nella crepa vuole restituire ai caregiver voce e dignità, raccontando questo ruolo in tutta la sua umanità per trasformarlo da presenza laterale a protagonista di una narrazione profonda e autentica. Da anni ormai Luisa ha scelto di mettere in secondo piano le proprie esigenze per seguire sua sorella Carla, che convive con un tumore del seno. Dopo molte insistenze, Luisa convince Carla a passare insieme qualche giorno di relax alle terme: per aiutare la sorella a riprendersi da un periodo di terapie mediche impegnative, ma anche nella speranza di concedersi una momentanea tregua nella sua quotidiana attività di assistenza a Carla.
Ma la breve vacanza si trasforma in un percorso ad ostacoli dove problemi burocratici, tensioni ed incomprensioni mettono alla prova il rapporto tra le due sorelle fino ad un inatteso punto di svolta. Luisa imparerà a lasciare che qualcun altro si prenda cura di lei. E riceverà da Carla il coraggio di accogliere nella sua vita l’amore e la speranza. Perché c’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.

LE DUE INTERPRETI:
Chiara Caselli
Attrice, regista, fotografa. Chiara Caselli è una delle interpreti più intense del cinema italiano, con una carriera internazionale iniziata da giovanissima.
Ha lavorato con autori come Michelangelo Antonioni (Al di là delle nuvole), Gus Van Sant (Belli e dannati), Liliana Cavani (Il gioco di Ripley, Dove siete? Io sono qui), i fratelli Taviani (Fiorile), Dario Argento (Non ho sonno), Mia Hansen-Løve (Il padre dei miei figli) e Pupi Avati (Il Signor Diavolo, L’Orto Americano).
Accanto al lavoro di attrice, si è dedicata alla regia, firmando cortometraggi pluripremiati tra
cui Per Sempre (Nastro d’Argento 2000) e Molly Bloom (presentato alla Biennale di Venezia e vincitore di un Nastro speciale nel 2017).
Come fotografa, ha esposto in Italia e all’estero – Biennale di Venezia, Tokyo, Mosca Photo Biennale – sviluppando uno stile intimo e visionario. La sua più recente personale, Interiors, è stata curata da Vittorio Sgarbi nel 2023.
Chiara Caselli continua a esplorare con coerenza e libertà il linguaggio delle immagini, in tutte le sue forme.
 
Valeria Milillo
Attrice italiana, nata a Milano. Si è formata in ambito teatrale, una fase che ha segnato in modo decisivo il suo percorso professionale.
Ha frequentato corsi teatrali in tutta Europa, da Roma a Milano, da Parigi a Zurigo, da Berlino a Salisburgo e Vienna. Ha lavorato con registi come Luca Ronconi, Gabriele Lavia, tra gli altri, partecipando a numerose produzioni teatrali fin dai primi anni della sua carriera. Il debutto nel cinema avviene nel 1986, con il film Il commissario Lo Gatto di Dino Risi.
Nel 1992 ha preso parte a Americano rosso, film d’esordio alla regia di Alessandro D’Alatri. Nel 1997 ha interpretato uno dei ruoli principali in Un uomo d’acqua dolce, primo film diretto
e interpretato da Antonio Albanese. Ha recitato anche in Due partite, prima a teatro con la regia di Cristina Comencini, e poi nella versione cinematografica diretta da Enzo Monteleone. Per questo film, riceve una candidatura ai Nastri D’argento come migliore attrice non protagonista. Tra i lavori più recenti per il cinema, Troppo azzurro, per la regia di Filippo Barbagallo.
Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione, ricoprendo ruoli da protagonista o co-protagonista in molte fiction di prima serata, tra cui Distretto di Polizia e Caterina e le sue figlie. Recentemente ha partecipato alla serie Le onde del passato, regia di Giulio Manfredonia.

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REGIA - Anselma Dell’Olio
Giornalista, traduttrice, saggista, sceneggiatrice, critica cinematografica e regista. Femminista “storica” impegnata in tante battaglie a favore dei diritti civili negli USA tra gli anni 60 e i 70, ha curato rubriche in diversi quotidiani e riviste come Liberal, Amica, Grazia e Il Foglio. È stata per tanti anni critica cinematografica alla trasmissione televisiva Cinematografo su RaiUno. Ha lavorato con Federico Fellini per i film Ginger e Fred (1986) e Intervista (1987). Tra i tanti registi con i quali ha lavorato come dialoghista/
assistente ci sono Marco Ferreri, Mario Monicelli, Francesco Rosi, Luchino Visconti, Valerio Zurlini, Elio Petri, Federico Fellini, William Friedkin. Ha fatto anche per tanti film celebri la traduttrice e adattatrice di dialoghi per il doppiaggio, come Clerks/Commessi di Kevin Smith, After Hours di Martin Scorsese e Il colore viola di Steven Spielberg.

È specializzata nella commedia, e sono suoi i dialoghi di tante sitcom, inclusa la prima sitcom in assoluto ad essere comprata per l’Italia, Harlem contro Manhattan.
Tra i suoi film come regista e sceneggiatrice: Enigma Rol (2023) (Festa di Roma 2023), Franco Zeffirelli, conformista ribelle (2022) (Mostra del cinema di Venezia 2022), Fellini degli Spiriti (2020) (Festival di Cannes 2020). Nel 2018 conquista il David di Donatello e il Nastro d’argento, nella sezione documentario, per la regia di La lucida follia di Marco Ferreri (Mostra di Venezia 2017).

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SOGGETTO E SCENEGGIATURA - Manuela Jael Procaccia
Nata a Milano, è sceneggiatrice e regista laureata in Filosofia. Inizia la sua carriera nella televisione italiana come autore di programmi di intrattenimento e sceneggiatrice, script editor e storyliner per soap opera come Vivere e Centovetrine. Co-sceneggia lungometraggi cinematografici come Feisbum (2009) e Malati di Sesso (2018). Successivamente si dedica a una narrazione più personale e socialmente impegnata. Il suo cortometraggio Montagne Russe (2019) vince il premio per la Miglior Opera Prima al Festival Tulipani di Seta Nera. Il suo documentario Covid-19: Il Virus della Paura (2020) viene premiato come Miglior Documentario al Terra di Siena Film Festival.
La Cura (2022) viene presentato in anteprima alla 79a Mostra del Cinema di Venezia e riceve il Premio Starlight International Cinema come Miglior Cortometraggio Sociale. Nel 2025 ottiene una Menzione Speciale per L’Orologio del Tempo al Festival Tulipani di Seta Nera. Attualmente è co-creatrice con Ori Sivan, della serie drammatica Venti Mesi insieme a Pepito Produzioni e Dorje Film, in collaborazione con Quiddity.
La serie è basata sul libro di memorie di Renzo Segre (Sellerio Editore), e racconta la storia di una coppia ebrea che trova salvezza in una clinica psichiatrica per sfuggire alla deportazione nazista durante il regime fascista.
Ideato e curato da Pro Format Comunicazione con la produzione esecutiva della MP FILM di Nicola Liguori e Tommaso Ranchino (che raggiungono la quinta partecipazione in assoluto al Festival di Venezia),?specializzata nella produzione di film e docu di interesse sociale soprattutto nel campo della salute e del benessere, il cortometraggio è liberamente ispirato a una storia vera per accendere una luce sulla figura del caregiver familiare, una figura essenziale ma che troppo spesso resta invisibile e silenziosa. (02/09/2025-ITL/ITNET)



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