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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - INDIA - DAL MAO DI TORINO ALL'IIC DI NEW DELHI CON "IL GRANDE VUOTO" AL VIA IL PROCESSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL DIRETT. QUADRIO

(2023-01-13)

La mostra "Il Grande Vuoto", che ha dato il via alla direzione di Davide Quadrio al MAO - Museo d’Arte Orientale- di Torino la scorsa primavera, approda all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi.
Dal 13 gennaio al 26 febbraio saranno visibili alcune delle opere presenti a Torino, fra cui una selezione di 40 immagini di tulku della collezione Paola Pivi e la scultura Dakini rossa di Maurizio Anzeri. In occasione dell’inaugurazione sarà anche riproposta la suggestiva performance live del compositore Vittorio Montalti insieme alla pianista Gloria Campaner, già realizzata al MAO durante la mostra.

L’installazione a New Delhi, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura, prevede anche l’inserimento di alcuni contenuti nuovi e, in particolare, della performance When I think of Her della danzatrice Antonella Usai, realizzata su musiche di Vittorio Montalti e Park Jiha, in programma il 10 febbraio.
La partitura coreutica sarà una relazione con l’opera Dakini rossa, un dialogo che porta - di rifrazione in rifrazione - dal Grande Vuoto alla dakini attraverso una gestualità fatta di movimenti pesanti, viscerali o iconici con richiami a una classicità indoeuropea.

La tappa indiana de Il Grande Vuoto fa parte di un progetto di circuitazione internazionale in collaborazione con importanti partner istituzionali che coinvolgerà tutti i progetti espositivi del museo: secondo la nuova modalità messa in atto al MAO, le mostre rappresentano un importante investimento e vengono realizzate partendo da contenuti trasferibili che, nel tempo, sono destinati ad evolversi e a mutare.

“Il MAO sta costruendo moduli espositivi che possono essere adattabili a un contesto di collaborazione internazionale” dichiara Davide Quadrio, direttore del museo, che prosegue “Il processo di internazionalizzazione che desidero portare avanti parte proprio dalla prima mostra che ho organizzato al MAO, dai suoi contenuti, ma soprattutto dalla collezione, la vera ricchezza del museo, su cui intendo investire e lavorare per rendere sempre più accessibile e fruibile”.

Vincenzo de Luca, Ambasciatore d'Italia in India commenta così:"L’arte e la filosofia orientale sono da sempre fonte di ispirazione per il panorama culturale italiano. La mostra “Il grande vuoto” ne racchiude a pieno l’essenza e ruota attorno all’accezione positiva del concetto di vuoto, propria del modus pensandi orientale. Essa offre nuovi percorsi illustrativi attraverso un'esperienza multisensoriale particolarmente coinvolgente associata ad una performance musicale, anch’essa contraddistinta da contaminazioni con il mondo orientale. Sono particolarmente lieto che uno dei musei più importanti d’Italia, quale il MAO di Torino, approdi in India con una collezione di grande impatto improntata all’incontro tra due mondi lontani geograficamente ma culturalmente prossimi."

"È per me un privilegio presentare la mostra “Il Grande Vuoto” che inaugura la nuova programmazione dell'Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, che ho l'onore di dirigere” afferma Emanuela Mennella, Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, che prosegue “La mostra rappresenta un'occasione importante di incontro tra la tradizione culturale asiatica e la lettura degli artisti italiani coinvolti nel progetto. A questa dimensione di dialogo si ispirano le attività che l'Istituto Italiano di Cultura intende portare avanti".

Nel mese di maggio 2023 - annuncia il MAO - la mostra Il Grande Vuoto si trasferirà all’Istituto Italiano di Cultura di Bangalore.

Quello di vuoto, di vacuità, è un concetto centrale per la dottrina buddhista: il vuoto non è solo l’istante che precede la nascita di tutte le cose, ma è anche il vuoto finale, la liberazione di tutti gli esseri senzienti a un livello cosmico. All’opposto di quanto accade nelle tradizioni culturali e filosofiche europee, dove il termine “vuoto” porta con sé una connotazione negativa che la avvicina a idee nichiliste e alla mancanza o privazione, per il buddhismo la vacuità ha una connotazione positiva legata in ultima istanza al raggiungimento della consapevolezza, ovvero alla comprensione che la vita, con i suoi continui mutamenti, è impermanenza e interdipendenza, poiché tutto esiste solo in relazione all’altro. Capire questo, e quindi liberarsi dalla sofferenza della vita, si risolve in una dimensione di pace assoluta (nirvana): è qui che si rivela l’essenza del Buddha, che non è divinità, ma appunto Vuoto.

L’esposizione “Il grande Vuoto. Dal suono all’immagine”  è dedicata proprio a questi concetti: la mostra vuole offrire al pubblico un’esperienza multisensoriale particolarmente coinvolgente ed è anche un segno forte di speranza per un futuro che si rivela incerto e sconfortante.

Nel giorno di inaugurazione della mostra una performance speciale di GLORIA CAMPANER & VITTORIO MONTALTI alle ore 18.00 (locali) presso l'Istituto Italiano di Cultura a New Delhi, il giorno Venerdi' 13 gennaio

La mostra si apre con un grande spazio vuoto. Non si tratta però di un vuoto vero e proprio, ma di uno spazio che si satura gradualmente con la presenza delle note. I visitatori sono invitati dalla musica a compiere un percorso esperienziale e meditativo, per giungere al fulcro della mostra, qui è infatti esposta una rarissima thangka tibetana del XV secolo, la più preziosa delle collezioni del MAO, che ritrae Maitreya, il Buddha del Futuro raffigurato in splendide vesti e seduto sul trono dei leoni. Con le mani atteggiate nella dharmacakramudra (il gesto della messa in moto della Ruota della Legge), che rivela la sua futura missione di promulgatore della Dottrina, il Buddha regge gli steli di piante e fiori, simboli germinali di una futura liberazione.

In quanto oggetto religioso e rituale, la thangka, con le sue innumerevoli simbologie, è un mezzo che permette a chi la osserva di navigare attraverso le difficili acque della meditazione e di visualizzare i vari attributi della divinità raffigurata (in questo caso Maitreya, il Buddha del futuro) e di entrare in uno stato meditativo profondo, nel quale le immagini, i colori, i gesti, i suoni raffigurati nel dipinto si rivelano in una cosmogonia rituale sublime.

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Gloria Campaner | Veneta, classe 1986, Gloria Campaner ha iniziato a suonare il pianoforte a 4 anni e da allora non si è più fermata, conquistando il podio di alcuni tra i più prestigiosi concorsi tra Europa e America e calcando i principali palcoscenici come il Parco della Musica di Roma, la Carnegie Hall di New York, la Kioi Hall di Tokyo e l’Arena di Verona. Considerata una delle musiciste più versatili e trasversali della sua generazione, ha registrato per RAI, BBC, Sky, RSI e per le etichette EMI e Warner Classics. Al lavoro concertistico ha accostato l’impegno per la divulgazione della musica classica oltre i confini geografici, culturali e sociali. Sviluppando la sua visione olistica dell’arte ha fondato il laboratorio creativo "C# See Sharp" per aiutare i giovani talenti a conoscere e gestire la propria sfera emotiva. Tiene regolarmente corsi, seminari e workshop in università e accademie in tutto il mondo.

Maurizio Anzeri | Anzeri ha studiato scultura e graphic design alla University of the Arts London e ha conseguito il MFA presso la Slade School of Fine Art di Londra. Il suo lavoro è stato esposto in mostre al V&A London, The MET New York, Baltic Centre for Contemporary Art, UK; CAPITOLO Arts Centre Cardiff, Regno Unito; Pier24 Photography San Francisco e altre località di New York, Milano, San Francisco, Berlino e Londra. Mostre degne di nota includono: OVERDOSE al DMH Design Museum Holon, Israele (2022); Known and strange al V&A London (2021); Alexander McQueen Savage Beauty, The MET 2011 e V&A 2015; Self Service, Dallas Contemporary, TX (2019); Iconoclasti: Art Out of the Mainstream, Saatchi Gallery, Londra, Regno Unito (2017); The King and I, Shanghai Gallery of Art, Cina (2016). Ha collaborato con Alexander McQueen e Isabella Blow. Il suo lavoro è conservato nelle collezioni di Victoria and Albert Museum, Londra, Regno Unito; La Pilara Foundation Collection, Pier 24 Photography, San Francisco, CA; Museum Kunstpalast, Dusseldorf, Germania; e le collezioni Saatchi, Gagosian e Rothschild. (13/01/2023-ITL/ITNET)

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