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ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - FESTIVAL REGIONI - PRESIDENTI MARCHE, UMBRIA, PUGLIA, VENETO, CAMPANIA, SICILIA, CALABRIA, PROVINCE AUTONOME .
(2022-12-05)
"L’autonomia è oggi un obiettivo prioritario in un quadro di assoluta unità nazionale”. “Stiamo subendo le conseguenze del cambiamento climatico con il susseguirsi di dissesti idrogeologici sempre più devastanti – ha rimarcato il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli -. Il contrasto di questi fenomeni deve rappresentare una priorità non solo per le Regioni ma per tutto il governo nazionale”. Questioni affrontate dal tavolo dedicato alle politiche ambientali, portando al centro dei lavori anche i temi legati al territorio, all’agricoltura, al turismo e alla sostenibilità ambientale.
“Abbiamo vissuto un periodo complicato contraddistinto dal Covid, durante il quale le Regioni si sono confrontate spesso da remoto, oggi ci rivediamo in presenza, all’interno di una giornata che prelude a un obiettivo importante, qual 'è quello dell’istituzionalizzazione della Conferenza delle Regioni e di un rapporto proficuo tra Stato e Regioni. Dopo tanti anni, era ora che si arrivasse a questo obiettivo, anche perché il contributo che possono dare le Regioni, a livello istituzionale, è un contributo determinante per le sfide della competitività, per la gestione del territorio, la sanità, che sono tutti obiettivi che oggi rappresentano traguardi fondamentali per il nostro paese”.
Ha dichiarato Donatella Tesei, Presidente Regione Umbria "E' un evento importante, sicuramente verrà fuori un lavoro che potrà essere utile a tutto il Paese. Tra i temi in discussione, è presente la diffusione dell’urbanizzazione oltre i confini tradizionali tra città e territori (regioni urbane) e lo sviluppo, che deriva dall’intreccio tra risorse, reti e servizi nelle città e filiere produttive nei territori. Il governo di questa relazione è il tema centrale delle politiche di sviluppo. L’obiettivo è quindi di elaborare e costruire proposte utili a potenziare il ruolo e le diverse identità delle venti Regioni e delle due Province autonome che compongono l’Italia. E’ la prima volta - ha concluso Tesei - che tutte le Regioni e le Province autonome si riuniscono anche nei Tavoli tematici di approfondimento di tutte le questioni che sono di estrema importanza e attualità"
“Il 1° Festival delle Regioni e delle Province autonome è sicuramente l’occasione per istituzionalizzare il ruolo delle Regioni nel contesto nazionale italiano” ha commentato il Pres. della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ovviamente sempre tenendo conto della specialità/particolarità delle due Province autonome. “Le Regioni svolgono un ruolo centrale nell’implementazione delle politiche, sia quelle europee che quelle statali. Per questo credo che questo sia un momento per guardare avanti e creare i presupposti per istituzionalizzare maggiormente il ruolo delle Regioni" ha aggiunto. "E attuano in prima persona i programmi di finanziamento europeo e, attraverso l’internazionalizzazione, sono e possono essere ancora di più motore di sviluppo per tutto il sistema" ha concluso e il presidente Kompatscher. "Per questo motivo è fondamentale un loro più stretto coinvolgimento nell’attuazione del PNRR".
"Le Regioni sono una delle ragioni della crescita di questo Paese e ora sono le protagoniste della riscossa italiana in un momento difficile, come quello che viene dalla pandemia e da questo conflitto bellico così pericoloso e dannoso per le economie di tutto il mondo. Per noi questo evento esprime un senso di grande unità fra le regioni italiane che, pur gestendo questo particolare meccanismo che si chiama autonomia regionale, in realtà costruiscono l’unità nazionale” afferma il Presidente della Regione Puglia e vice Presidente della Conferenza delle Regioni, Michele Emiliano.
“Si discute – ha aggiunto Emiliano – se le Regioni debbano avere più poteri. Noi siamo dell’idea che non c’è nulla di male se si decide che tutte le Regioni possano avere più poteri: ne parleremo alla presenza del Presidente della Repubblica, che assieme al Parlamento deve decidere come questa grande storia debba andare avanti. Le Regioni, in maniera ordinata e un po' sommessa, hanno sempre lamentato di non vedere riconosciute nel PNRR quelle capacità di coordinamento della spesa, che avrebbero potuto consentire di mettere insieme fondi nazionali, fondi regionali, fondi europei ordinari, più il PNRR. Questa regìa oggi viene effettuata direttamente dai ministeri, salvo alcune eccezioni come la telemedicina. E i ministeri, con tutto l’affetto e il rispetto, non hanno mai funzionato particolarmente bene. Lo Stato centrale è sempre in affanno, ed è inevitabile che sia così”. “Le Regioni – ha proseguito – sono nate proprio per diminuire la burocrazia, non per aumentarla. La sfida vera che le Regioni, insieme allo Stato, hanno davanti è la burocrazia zero, ovvero abbassare il livello dei controlli per rendere veloci le procedure, ma non fino al punto di rendere facile la vita di chi viola la legge o vuole abusare della propria posizione dominante a svantaggio del territorio e dei diritti”.
“La Puglia – ha aggiunto Emiliano – oggi presenta un record importante: siamo la prima Regione europea per la capacità di spesa dei fondi. È importante anche perché smentisce un luogo comune, cioè che il Mezzogiorno non sia capace di spendere i fondi. Almeno per quanto riguarda la Puglia, questo non è vero: dunque siamo di buon auspicio per tutte le Regioni che vogliono più poteri per rendere il Paese più efficiente”.
“Qui a Milano - ha concluso Emiliano rispondendo ai giornalisti - c’è una comunità pugliese di duecentomila persone, che ho incontrato nei giorni scorsi. La rete dei pugliesi nel mondo ci fa sempre grande onore perché ciascuno di loro si è fatto largo nella vita, hanno conquistato ruoli importanti nei paesi che li hanno ospitati, senza però mai dimenticare la sofferenza e le amarezze che hanno passato i loro padri e i loro nonni. E quindi ribadisco il mio orgoglio per loro e l’invito a tornare, tornare in vacanza, per fare investimenti, tornare per studiare. Perché abbiamo fatto tanta strada per migliorare e speriamo di essere sempre più capaci di gestire il loro talento, le loro speranze e i loro sogni”.
“Siamo stati una delle prime Regioni – ha detto Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria - a chiedere maggiore autonomia, visto che ne abbiamo bisogno soprattutto per gli investimenti sulle infrastrutture. I lavori che si stanno facendo sul territorio valgono diversi miliardi di euro. Oggi siamo qui a Milano per trovare un livello di collaborazione con il Governo e un nuovo assetto istituzionale del paese, che sia più efficace ed efficiente e ci consenta di spendere i soldi nelle nostre regioni e valutare le classi dirigenti capaci di fare e, invece, quelli che meritano meno”. Ci sono alcune Regioni del Sud che temono di rimanere indietro ed essere penalizzate dalla riforma: “E’ successo non per l’autonomia – ha risposto Toti - ma per colpa di un mal interpretato centralismo, che ha messo risorse dove non servivano e le ha fatte mancare a chi servivano, senza premiare i sistemi efficienti. Se resteranno così le cose chi è rimasto indietro rimarrà tale e dovrà solo cambiare le regole del gioco”.
“La Campania è pronta ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque a condizione ovviamente che si parta da un flusso di risorse equilibrate” ha poi ribadito fermamente il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Ed il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani ha affermato “Pur nel rispetto della Costituzione, che prevede la possibilità per le Regioni di invocare maggiore autonomia, ritengo che prima occorra una omogenizzazione degli aspetti infrastrutturali ed economici del Paese. Su questo, mi sento più vicino a Emiliano e De Luca che a Zaia e Fontana. Non solo per le coordinate geografiche legate alle condizioni sociali del nostro Mezzogiorno, ma anche per quanto dicono e fanno.. Se in passato gli amministratori del Sud non hanno fatto buon utilizzo delle risorse pubbliche non possono essere i cittadini di oggi e di domani a subirne le conseguenze. Questi ultimi hanno gli stessi diritti ad ottenere prestazioni omogenee. Parlo di perequazione infrastrutturale del Paese. Di assenza di aree industriali, di alta velocità che non c’è. E del trasporto aereo. Il diritto alla mobilità non può essere diverso da Milano a Palermo. E poi c’è il tema dell’insularità, oggi introdotto in Costituzione, essenziale in una riforma dell’autonomia. Le Regioni del Sud hanno diritto a misure compensative per la marginalità geografica, sociale e quindi economica” ha concluso Schifani.
E se sull'idea che "la scuola debba stare fuori dalla riforma. Su una materia come la formazione dei saperi se si dovessero creare più sistemi scolastici si aumenterebbe il divario tra Nord e Sud", ha condiviso quanto affermato da Schifani, il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, però sostiene la differenza di approccio "Dobbiamo avere la capacità di rilanciarci e anche con l’autonomia differenziata potremmo ricavarne benefici" (05/12/2022-ITL/ITNET)
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