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ITALIANI ALL'ESTERO - SCHIAVONE (SEGR.GEN.CGIE) : "GRANDE APPREZZAMENTO IMPEGNO MIN.VIGNALI. DA POLITICA ATTENZIONE NUOVA VERSO ITALIANI ALL'ESTERO. PARLAMENTARI INTERAGISCANO COSTANTEMENTE"

(2017-12-01)

Il Segretario Generale Schiavone in chiusura  dei lavori dell’Assemblea Plenaria Straordinaria del CGIE,  dopo aver rapidamente riassunto  i lavori dell’Assemblea Straordinaria del CGIE  ad alcuni giornalisti (vedi:  http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=50092 ) intervistato da Italiannetwork/Italialavorotv si è soffermato su alcuni elementi emersi nel corso della Plenaria: dalla realtà di un dialogo collaborativo con la Farnesina più ampio che nel passato, agli obiettivi del  nuovo rapporto instaurato con il Ministero del Lavoro, e le problematiche della mobilità; agli interventi dei parlamentari della Circoscrizione Estero circa la necessità di una maggiore incisività dei lavori del CGIE rispetto ad un’attenzione talvolta  maggiormente versata sugli aspetti formali..

Segretario si ha l’impressione, dall’esterno, che da qualche tempo vi sia  un rapporto maggiormente collaborativo tra il  CGIE e la Farnesina. E’ solo un’impressione o è una concreta realtà ?

“E' piuttosto una realtà, che è in discontinuità con la gestione precedente” ha stigmatizzato Schiavone. “Tuttavia , ciò non significa assolutamente che anche in precedenza non ci fossero dei buoni rapporti. Piuttosto, che ogni dirigente ha il proprio modo di lavorare e di rapportarsi. Si tratta di due esperienze diverse , oltretutto nell'esperienza precedente avevamo difficoltà perfino a riunirci, e spesso eravamo costretti a valerci delle sole riunioni telematiche.
Con  la nuova dirigenza, mi riferisco al Direttore Generale  Ministro plenipotenziario Luigi Vignali, c'è un'attenzione nuova e diversa, una disponibilità non solamente formale, ma  che va ad intersecarsi con le esigenze degli italiani che vivono all'estero. C'è un dinamismo,  una volontà di migliorare questo rapporto,  tant'è che lui stesso,  parlando del CGIE, si esprime in maniera molto, ma molto,  positiva su quel che  abbiamo fatto in questi ultimi due anni, avendo puntualmente  raggiunto gli obiettivi finora attesi.

Per i prossimi anni ci saranno altri obiettivi da raggiungere – ha proseguito il Segretario Generale del CGIE , plaudendo al “supporto di vicinanza del Direttore Generale e sottolineando “E’ la cosa che percepiscono tutti ed è un miglioramento sostanziale rispetto all'esperienza passata. Tuttavia, ripeto e ribadisco, sono anche diverse le condizioni di lavoro, Ciò che si nota è, però, la  nuova disponibilità del Ministero a seguire la vita degli italiani all'estero.  Un  argomento che è  quasi quotidianamente  sulle prime pagine dei giornali, e che fa sì che l'Italia, attraverso il Ministero degli Esteri, sia costantemente attenta nei confronti di chi oggi decide, per diverse ragioni, di trasferirsi all'estero.

Quindi, un grande apprezzamento del lavoro del Ministro plenipotenziario Luigi Maria Vignale e l'augurio che questa positiva collaborazione possa seguire anche in futuro per il bene delle nostre comunità che attendono delle risposte dal nostro Paese, anche attraverso il Ministero degli Esteri e i funzionari diplomatici che, ovunque nel mondo, rappresentano l’Italia. Lo dico  perché  anche all'estero comincia a riprendere vigore l'apprezzamento dei servizi che il nostro Paese offre” – ha fatto presente Schiavone. “Per cui  le situazioni di difficoltà che si verificavano in passato man mano cominciano ad alleggerirsi, perchè c'è  un'attenzione nuova  della politica rivolta da questo governo alle nostre comunità all'estero: oggi, finalmente vengono considerate “non solamente portatrici di esclusive difficoltà migratorie, ma anche strumento attraverso il quale far girare l'economia e proiettare l'immagine del Paese”
E, riportando una metafora del Ministro degli Esteri Angelino Alfano espressa all’Assemblea del CGIE “l'Italia ha un’attenzione particolare non solo per chi ha la testa, i piedi ed il cuore in Italia, ma anche per chi ha testa  e cuore italiano ma  i piedi altrove!”, il Segretario Generale del CGIE ha fatto presente come faccia comprendere in maniera semplice e chiara l’interesse nuovo per i connazionali all’estero. E, d’altra parte, ha aggiunto Schiavone,  lo vediamo nei numeri,  lo percepiamo nei documenti e, soprattutto, nel bilancio che lo Stato ha programmato per l'anno prossimo,  tant'è che tantissime voci di bilancio sono state rimodellate con un incremento.

E’ questa, in buona sostanza, ha dichiarato l’esponente del CGIE,  la risposta  che mi viene spontanea:  confermandole che, da parte del Ministero degli Esteri, c'è una volontà ed una presenza nuova, che noi apprezziamo e con la quale intendiamo rapportarci in maniera sempre più stretta”..

Segretario Generale “Siete alle prime battute nel rapporto con il Ministero del lavoro. Cosa chiedete e quali obiettivi intendete raggiungere ?

“Le premetto, innanzitutto, che si è costituito un gruppo di lavoro, su proposta del Consiglio Generale degli italiani all'estero.  E ‘ una realtà, poi,il fatto che  l'Assemblea Plenaria di Marzo ci abbia visti protagonisti alla Camera dei deputati di un’iniziativa in cui abbiamo coinvolto il Ministero del lavoro nella persona del Ministro Poletti. Ed è da lì che è nato il percorso che ci ha visto instaurare  rapporti ed incontri  con  quel dicastero con l’obiettivo di mettere attorno ad un tavolo di lavoro il Ministero degli esteri, il Ministero del lavoro ed il CGIE, per proporre e dare ai cittadini italiani che intendono trasferirsi all'estero delle basi conoscitive sul paese di approdo. E,  per chi ha una formazione di base, offrire  l’opportunità di acquisire maggiori elementi per poter divenire un protagonista del mondo del lavoro nei paesi di accoglienza.
Opportunità – ha precisato il Segretario Generale del CGIE – che riguardano  anche gli accademici, come è stato affermato in sede di dibattito all’ Assemblea . In ogni caso – ha aggiunto - ci aspettiamo che i nostri professionisti, ricercatori, scienziati,  e quant'altro, dopo le esperienze maturate all'estero, abbiano la possibilità di rientrare in Italia per mettere le proprie capacità a disposizione del Paese.

“ Abbiamo ancora davanti a noi un lungo cammino da percorrere. Siamo solo agli albori di questo rapporto, ma sicuramente quello che è emerso dalla discussione  è la necessità di costituire un “Osservatorio” per mettere assieme non solo gli istituti di statistica che puntualmente ogni anno offrono  indicatori sulla presenza, la mobilità e la nuova mobilità, ma  soprattutto per non lasciare il fenomeno al libero arbitrio, affinchè ovunque i cittadini italiani  si trasferiscano  possano intercettare ed incontrare enti organismi ed associazioni di emigrazione che siano  punti di riferimento.  E faccio riferimento – così come il Direttore Generale Vignali -  non solo all’impegno delle associazione ma, anche, dei Patronati e ad altre forme organizzate. Ad esempio, agli istituti scolastici, alle associazioni professionali. Ecco questo è  il punto di partenza sul quale noi stiamo lavorando: costituire l’Osservatorio e creare le condizioni affinchè chi si trasferisce all'estero lo possa fare in  piena libertà,  perchè questo è uno dei principi fondanti della costituzione dell'Unione Europea e questo è l’elemento che deve spingerci a vedere con occhi diversi la mobilità.

Sul piano degli interventi,  ebbene – ha affermato Schiavone - dovranno essere diversi perché diversi sono i percorsi: a breve,  a  medio e lungo termine, come coloro  che si stabilizzano all'estero ed ai quali molto probabilmente l'Italia dovrebbe offrire dei ‘riferimenti’ che permettano loro di ritornare.  Esiste, del resto,  una legge “del controesodo” del 2008, che dovremmo potenziare con una norma sui benefici contributivi.

Come vede le idee ci sono  ed io credo che bisogna solamente  valorizzare quanto già  abbiamo e  questo, credo,  sia  anche il pensiero del Ministro plenipotenziario Vignali. Occorre  rafforzare quanto esiste all'interno delle nostre comunità nel mondo e rendere molto più puntuale, modernizzandola attraverso strumenti nuovi, la presenza del nostro Paese all'estero.”.

Quanto alla richiesta di maggiore incisività nei lavori del CGIE, espressa dall'on. Fedi...

“Ho recepito il pensiero di uno dei parlamentari presenti all’assemblea del CGIE, il quale, di per sé , conosce bene i meccanismi ed anche il metodo di lavoro del CGIE. E tengo, comunque, a sottolineare il fatto che dall'inizio di questa legislatura i 18 parlamentari  della circoscrizione estero vengono coinvolti  in ogni momento della vita di questo organismo. Non solo sono  coinvolti – ha aggiunto il Segretario Generale del CGIE-  ma  invitati a dialogare ed a dibattere sui temi proposti.
  Tuttavia, non sempre i 18 parlamentari della circoscrizione estero partecipano ai lavori,. La presenza si riduce sempre a tre o quattro. Sembra quasi che da parte loro questa esigenza sia insignificante. In ogni caso,  il rapporto che noi abbiamo instaurato con i due Comitati,  della Camera e del Senato è un rapporto proficuo, attraverso il quale  cerchiamo di definire gli obiettivi, tant'è che spesso siamo coinvolti attraverso le audizioni.
E non è nemmeno un caso – ha aggiunto Schiavone - che la “buona scuola” e il relativo decreto di applicazione sia stato oggetto di suggerimenti del CGIE,  come la stessa possibilità di una convenzione tra i Patronati, gli Enti di assistenza sociale e il Ministero degli Esteri..

Quanto a chi ci chiede di essere molto più protagonisti,  molto più incisivi e  di prevenire - anche nella metodologia - i lavori, ebbene ritengo che non dobbiamo recepire questa critica. Anzi, sarebbe opportuno che gli stessi parlamentari chiedano al Consiglio Generale di indicare  i lavori sui quali loro si impegnano, perchè ci sono parlamentari che sono puntuali, ma altri sono solo polemici. Per cui,  pur non essendo abituato a polemizzare con nessuno, tuttavia sono del parere che è importante che ognuno resti nel proprio ambito e svolga il proprio mestiere. Noi siamo dei volontari, loro invece sono dei professionisti della politica. E,  se avessero fatto il proprio dovere, la riforma della legge elettorale  non sarebbe stata approvata nella forma e nel modalità con le quali è passata in Parlamento” ha stigmatizzato Schiavone, esprimendo  lo sconcerto di non pochi italiani all’estero sull’emendamento alla legge elettorale sulla candidatura dei residenti in Italia ad una delle Ripartizioni della Circoscrizione Estero.”

“Per cui  il nostro lavoro noi lo facciamo e lo facciamo non in astratto” – ha proseguito  richiamando i parlamentari - “ad una puntuale attività e ad un rapporto continuativo. Chiederlo è  nelle nostre prerogative”, ha concluso con estrema chiarezza il rappresentante del Consiglio Generale degli italini all'estero.” (01/12/2017-ITL/ITNET)

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