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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - EUROPA - STELLON (PRES.INCA FRANCIA):"PRIMI ELEMENTI PROGETTO ESOPO: INFORMAZIONE SUI DIRITTI NEL MONDO DEL LAVORO AL PRIMO POSTO FRA LE ESIGENZE LAVORATORI MIGRANTI"

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    "Siamo a buon punto nella ricerca ed abbiamo già consegnato all'Istituto IRES ( Istituto di Ricerche Economiche e Sociali ) una parte dei questionari del Progetto ESOPO (vedi: http://www.italiannetwork.it/video.aspx?id=1145 )  per la fine del mese avremo completato la raccolta dei quaestionari e per ottoibre avremo e che presenteremo nei sei Paesi che partecipano al progetto, ovvero il Regno Unito, il Belgio, la Francia, la Spagna, l'Italia e la Slovenia, attraverso l'ascolto diretto dei cittadini migranti comunitari ed extra-comunitari che si spostano da un Paese all'altro in  Europa e che costituiscono un patrimonio sottovalutato e considerato solo sulla base di un ostracismo e della capacita' di accoglienza...."  afferma Italo Stellon, al quale abbiamo chiesto di segnalarci i primi elementi che emergono dal progetto comunitario.

"La scarsa o quasi completa non conoscenza dei regolamenti europei in materia di sicurezza sociale da parte dei cittadini emigrati e soprattutto da parte dei più giovani che non hanno la percezione delle tutele introdotte a livello europeo circa i diritti sul lavoro.  Al contempo, però, emergono anche le difficoltà nell'applicabilità di questi diritti ai lavoratori extracomunitari che pure hanno il permesso di soggiorno e che potrebbero essere tutelati dai regolamenti nella loro condizione di mobilità all'interno dell'Unione Europea.
Come terzo elemento , che risponde alle peculiarità della ricerca incentrata sulla tutela sanitaria e della sicurezza sul lavoro, emerge la tendenza a non denunciare le conseguenze di malattie o infortuni sul lavoro per il timore, soprattutto dei lavoratori extracomunitari, di perdere il lavoro. Il che comporta naturalmente minori tutele e molte volte peggiori condizioni di lavoro.

Interessante capire, in questa ricerca, le risposte che daranno anche i lavoratori transfrontalieri, sia quelli italiani che lavorano in Francia, sia quelli sloveni che lavorano in Italia e che sono le due comunità che abbiamo coinvolto nella ricerca per le situazioni particolari che presenta la loro condizione, che intreccia richieste di assistenza sia al Paese dove lavorano che in quello dove vivono. Tuttavia, proprio la peculiarità di questa condizione fa sì che finiscano con il non aver assistenza da parte di nessuno dei due Paesi." afferma il sindacalista che informa " Pensiamo di consegnare un report di questo nostro lavoro, fatto non solo di numeri ma anche di suggerimenti, alla Commissione Europea per comprendere come si possa garantire una migliore conoscenza dei diritti...."(15/05/2012-ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2012-05-15 00.05)

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