Direttore responsabile Maria Ferrante − venerdì 12 giugno 2026 o consulta la mappa del sito
italialavorotv.it

Sponsor

IMMIGRAZIONE - 59 MILIONI PROFUGHI NEL MONDO. IN ITALIA 3%. 64.000 RICHIEDENTI ASILO. 202.815 IN GERMANIA - DATI RAPPORTO PROTEZIONE INTERNAZIONALE IN ITALIA: NON SOLO CONFLITTI ANCHE DISASTRI AMBIENTALI"

(2015-09-22)

  59,5 milioni di migranti forzati nel mondo nel 2014 con un incremento di 8 milioni rispetto all'anno precedente di cui un 1,8 milioni di richiedenti asilo, 19,5 milioni di rifugiati e 38,5 milioni di sfollati interni. 14,4 milioni di rifugiati sotto il mandato dell'UNHCR.

19,5 milioni di rifugiati fuori dal loro paese d'origine di cui l'86% ospitati nelle regioni più povere del mondo, il 10% in Europa e di questi il 3% in Italia. Turchia, Pakistan, Libano e Iran i principali paesi di accoglienza (36%). Prima nella lista la Turchia con oltre un milione mezzo di rifugiati. Siria, Afghanistan e Somalia i paesi da cui proviene il 53% dei rifugiati.

626.715 domande di asilo presentate nella UE (+200.000 rispetto all'anno precedente) di cui il 56,5% presentate in Germania (202.815), Svezia(81.325) ed Italia (64.625).

121.500 migranti giunti sulle coste italiane nei primi nove mesi del 2015. 81.500 persone accolte in Italia sino a giugno 2015 di cui il 62% da Cas, il 26% da Sprar e il 12% da Cara/Cda/Cpsa.

Sono queste alcune delle cifre del Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2015 presentato oggi a Roma. Elaborato dalla Caritas Italiana, da Cittalia, dalla Fondazione Migrantes, dallo Sprar in collaborazione con l'UNHCR, il rapporto fornisce cifre aggiornate sul fenomeno migratorio e una serie di raccomandazioni da adottare a livello europeo come un approccio orientato alla tutela dei diritti umani, quote che rispondano all'effettivo bisogno, linee guida comuni e procedure comuni per identificazione. Non mancano le raccomandazioni a livello nazionale come la ricomposizione di un sistema unico di accoglienza, l'implementazione di politiche volte a facilitare l'inserimento socio-economico-abitativo e la cura dell'informazione sul tema delle migrazioni forzate.

"Il Rapporto è una foto reale e precisa del fenomeno migratorio spesso declinato più sugli stati d’animo che sui numeri effettivi. E sempre i numeri ci dicono che il fenomeno ha una complessità mondiale oltreché nazionale che può essere risolta non con il ‘richiamo alla paura’ ma tramite un sistema organizzato di accoglienza dove lo Sprar funga da sistema principale, in modo da mettere gli enti locali nelle condizioni di fare la propria parte in maniera funzionale e dignitosa. La cifra del 3% di richiedenti asilo in Italia ci indica infatti che possiamo fare la nostra parte se ci si organizza," afferma Matteo Biffoni, Sindaco di Prato e Delegato Anci per l'Immigrazione, che ha preso parte alla presentazione del Rapporto.

Secondo Biffoni "è importante incidere anche sulla riduzione dei tempi di attesa per la presentazione della domanda di protezione internazionale e sulle relative decisioni. Inoltre è necessario affiancare strategie e programmi comuni per evitare le conflittualità sui territori e per accompagnare e favorire l’inserimento sociale ed economico per coloro che hanno avuto il riconoscimento dello status di richiedenti asilo e rifugiati".

Tra i relatori anche Monsignor Gian Carlo Perego della Fondazione Migrantes che si è soffermato su due aspetti particolari del Rapporto: i rifugiati ambientali e i migranti minori non accompagnati, fenomeno in grande crescita. "Nel primo caso si tratta di persone che a causa di cambiamenti o disastri ambientali sono obbligate a lasciare le loro case temporaneamente o per sempre. Erano 22.400 milioni nel 2014 e numericamente sono tre volte i profughi di guerra. Sono migranti che diversamente dai rifugiati rischiano di non vedere riconosciuta la loro storia. Alcuni paesi come gli Stati Uniti hanno riconosciuto le vittime di disastri ed in Europa, Svizzera e Finlandia hanno cominciato a muoversi in questo senso ma c'è molto da fare," ha affermato Mons. Perego. Quanto ai minori non accompagnati, 13.000 approdati nelle nostre coste nel 2014 di cui di 3.700 si sono perse le tracce, Mons. Perego ha sottolineato come solo 1 su 5 sia in una struttura Sprar mentre la maggior parte di loro si trova in strutture di prima accoglienza.

Don Francesco Soddu della Caritas Italiana ha rilevato invece come i muri sempre più alti che si stanno costruendo in Europa distruggano i principi di solidarietà su cui è basata l'UE. "E' una difesa di prerogative nazionali che si considerano messe a rischio da quelli che vengono definiti i nuovi 'barbari' ", ha dichiarato don Soddu sottolineando come l'UE si trovi a giocare la sua partita più difficile per la coesione e come i migranti rappresentino un banco di prova. "Purtroppo il principio di solidarietà su cui si basa l'Europa sembra essere affondato insieme a tanti barconi. La migrazione invece deve essere una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri e tutti devono raccogliere questa sfida storica," ha rilevato don Soddu precisando come la Caritas nei suoi 60 centri si occupi di oltre 80.000 migranti.

Carlotta Sami dell'UNHCR ha sottolineato come il numero dei migranti sia proporzionale al numero dei conflitti. "Attualmente il rapporto è un rifugiato ogni mille abitanti ed è quindi una situazione che si può gestire nella condivisione delle responsabilità. E' necessario però trovare delle soluzioni per risolvere le cause profonde come la fragilità delle strutture e dei servizi statali. Sono troppi i paesi con fragilità estreme ed è da questi paesi come l'Afghanistan, la Somalia e la Siria che proviene il numero più elevato di rifugiati," ha rilevato Sami.

Tra i presenti anche Gennaro Migliore, Commissione parlamentare sul sistema di accoglienza, che ha auspicato la chiusura dei grandi centri Car come quello di Mineo, non compatibili con i processi di integrazione e di formazione, e la definizione di un sistema di accoglienza che, così come quello tedesco, deve diventare strutturale e smettere di essere emergenziale.

Sullo sfruttamento dell'Africa con 560 milioni di ettari sottratti alla popolazione locale e ceduti alle multinazionali si è soffermato invece il prefetto Angelo Malandrino, vicecapo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno. "E' una conferma che la politica di aggressione nei confronti dell'Africa non è terminata".
Il prefetto ha anche evidenziato le problematiche dei migranti economici che diversamente dai rifugiati non hanno alcuna garanzia. "Sono cinque anni che in l'Italia non ci sono i Flussi Migratori e questo creerà problemi. Stiamo valutando dei rimpatri volontari assistiti attraverso dei progetti europei realmente efficaci," ha precisato Malandrino annunciando che sono anche in corso dei programmi di resettlement di carattere umanitario che prevedono l'arrivo di 400 siriani con gravi problemi di salute e progetti di ricongiungimento familiare per siriani che vivono in Italia.

Il Prefetto ha concluso auspicando la chiusura dei grandi centri di accoglienza e il potenziamento degli Sprar. (22/09/2015-ITL/ITNET)

Altri prodotti editoriali

Contatti

Contatti

Borsa italiana
Borsa italiana

© copyright 1996-2007 Italian Network
Edizioni Gesim SRL − Registrazione Tribunale di Roma n.87/96 − ItaliaLavoroTv iscrizione Tribunale di Roma n.147/07