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ITALIANI ALL'ESTERO - GIOVANI ITALIANI - PRODI(CO FONDATRICE EXBO"):"I PARADOSSI DELL'ITALIA DEFINISCONO AL MEGLIO L'URGENTE NECESSITA' DEL NOSTRO PAESE DI TRASFORMARSI: L'AIRE"

(2014-08-12)

  EXBO' una rete di giovani bolognesi nel mondo. Il nome fa riferimento alla stessa provenienza: la citt? di Bologna ma anche al termine expat. Un termine molto utilizzato in questi giorni e che vuol far riferimento alle esperienze della citta' di provenienza. A presentare la rete Maria Chiara Prodi nei giorni scorsi a Bologna nell'ambito di un incontro promosso dalla Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo e dedicato ad un'analisi della nuova emigrazione italiana all'estero.

Giovane bolognese a Parigi dove vive da quasi nove anni . E' coordinatrice artistica de l?Op?ra Comique. E' presidente dell?antenna francese di Libera, membro della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, co-fondatrice di ExBo (il network dei bolognesi all?estero), nel consiglio d?amministrazione della rete delle associazioni italiane in Francia Maria Chiara fa anche parte dell'Assemblea del PD ed ? impegnata fin da giovanissima nelle iniziativa di partecipazione democratica, del volontariato, promozione della cultura italiana e della cultura della legalit? attraverso Libera Francia. 

Eminentemente realizzata attraverso Internet l'iniziativa ? nata nel 2008 attraverso un incontro partecipativo grazie alla tecnologia partecipativa "open space technology" che ha evidenziato il  presupposto della nascita di una rete delle risorse la cui volont? ? stata di "essere nodi di informazione sparsi per il mondo", trasformandosi cos? da "risorse perse" in "?risorse sparse"  (video: http://www.italiannetwork.it/video.aspx?id=1836
L'iniziativa materialmente  concretizzatasi con l'intervento della Presidenza della Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo in un book che raccoglie i curricula e le esperienze sociali lasciate partendo da Bologna di questi giovani bolognesi nel mondo, intende superare - fra l'altro - inutili muri ed antagonismi fra chi ? rimasto e chi ? partito. Di qui il primo obiettivo "cancellare il termine 'cervelli in fuga'"
"Siamo tutti cittadini e la nostra rete comprende chi va, chi non va e chi torna:  ex Bo e In Bo" ha affermato Maria Chiara Prodi, sottolineando "spesso per chi resta si pensa sia sceso a compromessi, mentre chi parte viene considerato per forza come uno che ha abbandonato la nave. Ebbene, questa e' una cosa terribile!"  Primo obiettivo, dunque "abbattere questo muro e mantenere i rapporti attraverso la rete". 

Parlare di "Cervelli in fuga" per Chiara Prodi ? un "atteggiamento pietistico" e denota il "provincialismo" del nostro Paese. "Per fortuna, per?, le cose stanno cambiando. Si parla, infatti, di "cervelli in circolazione" e non solo di emigrazione. Ed ? importante perch? viviamo  in un contesto globalizzato.
D'altra parte, ? importante mettere a frutto tutto il vissuto esperienziale, per EXBO', sicch?  la rete tesse rapporti con il mondo locale, universit?, istituzioni, media, mondo associativo, partecipando attivamente alle iniziative con il proprio contributo dall'estero.  Fra le analisi realizzate: la mancanza di contatti fra la vecchia e la nuova emigrazione ma anche la relazione fra emigrazione italiana all'estero ed immigrazione in Italia. Un approfondimento circa il quale Chiara Prodi si sofferma sulla questione della mancata concessione della cittadinanza che definisce "paradossale" ,  evidenza dI come vi sia la necessit? per il nostro Paese di "trasformarsi" . Un esempio per tutti evidenziato dall'iniziativa EXBO' : l'esigenza di molti giovani immigrati di avere la cittadinanza italiana per emigrare in Europa.

Fra i numerosi spunti emersi dall'intervento della co fondatrice di EXBO', la necessit? di comprendere da parte delle istituzioni: la "perdita" del territorio delle esperienze sociali di chi parte. Ed ancora: la possibilit? di mantenere i rapporti con la localit? di origine attraverso un concetto che si sta sempre pi? accreditando, soprattutto fra i giovani expat: la "cittadinanza mobile" (spesso in pi? Paesi)  perch? "quelli che partono sono cittadini", con un livello elevato di istruzione e provengono dalle grandi citt?" ha sottolineato Prodi riprendendo alcuni elementi di una ricerca del Censis. Un cittadino - ha evidenziato - che parte da solo e non va al Consolato, non cerca  i Comites o il CGIE perch? non sa che esistono e cerca di arrangiarsi tramite i Forum (Internet) per le sue esigenze, ma non esprime i suoi disagi e problemi in iniziative di gruppo.

  E lo Stato cosa fa ? In realt? non ha  il polso della situazione su quanti siano i suoi cittadini all?estero, pur occupandosi di politiche dell'emigrazione. Ben vengano le iniziative, come quelle della Regione Umbria di un questionario per trovare i suoi cittadini nel mondo, ma - stigmatizza Prodi - ? paradossale che si chiedano per questo fondi all'Europa quando il contatto dovrebbe avvenire naturalmente. E' una perversione !" 

Da dove cominciare allora ?
L'ipotesi di Chiara Prodi : "fare una rilevazione degli italiani all'estero, che il Ministero degli Affari Esteri aveva promesso in concomitanza con il Censimento degli Italiani tre anni fa. Il dato di fatto per? ? che siccome non ci sono i soldi per i Consolati, i soldi stanziati sono andati alla copertura delle attivit? ordinarie.

Sono molti i nostri giovani che non  si iscrivono  all?Aire, perch? fra le altre cose non sanno che c'? un'anagrafe dei cittadini italiani all?estero, perch? pensa di tornare, ma anche perch? iscrivendosi all?Aire perdebbero il diritto al medico di base in Italia. Anche se - aggiunge Prodi - ci sarebbe da domandare a questi cittadini, per un dovere morale, ' e quando torni in Italia chi te le paga le cure ?'"  Calcolando in circa otto milioni, fra dati certi e stime, la sanita' "virtuale" dei cittadini italiani all'estero non costa poco e c'? sicuramente qualcuno che la paga. Appare strano che qualcuno non ci abbia ancora pensato", afferma l'esponente di Libera Francia, che con molta chiarezza sostiene "al di l? delle situazioni personali, al di l? dei pietismi, anche molti di questi giovani in fin dei conti sono in difetto !".

Sta di fatto - prosegue l'esponente di EXBO' - che l?iscrizione all?Aire che pure ? obbligatoria non ? sanzionabile se non effettuata.  Allora devi creare degli incentivi, perch? se il 50% degli italiani all'estero non si iscrive all'AIRE, l'AIRE  ? un barzelletta ".

Dunque, "riformiamo l'AIRE, avanza  Chiara Prodi, che stigmatizza l'AIRE come "un'anagrafe di un paesino della provincia italiana e non fatta per star dietro a flussi migratori come quelli attuali".  E se torni in Italia, devi rimanere chiuso in casa per aspettare i carabinieri che certifichino se sei veramente ritornato in Italia" . L'ipotesi ? "Realizziamo, come hanno fatto in altri Paesi, un sito Internet che ci permetta di iscriverci autonomamente."

Tra l'altro, ricorda l'esponente della Consulta, "se non sei iscritto all'AIRE non possiedi elettorato attivo e passivo per l'elezione dei Comites e del CGIE e met? degli italiani all'estero che potrebbero votare nelle prossime elezioni non potranno votare. Ovviamente, in questo modo, non c'? nessuna legittimit? per elezioni di questo tipo".

In buona sostanza, in una situazione del genere "non e' possibile fare delle politiche per gli italiani all'estero. Ci? vuol dire non fare informazione culturale, che non ? possibile fare finanza globale e che non abbiamo nessuma politica di soft power. Mentre - lo vedo in Francia - ? possibile fare delle politiche che coinvolgano delle realt? dell'emigrazione in modo funzionale"..(12/08/2014-ITL/ITNET)

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