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DONNE - VIOLENZA / TRATTA - OCMIN(SEGR. CONF.CISL):"INACCETTABILE: SOLO IN ITALIA E SOLO NEL 2013 2.381 VITTIME MINORI. FACCIAMO NOSTRO L'APPELLO DEL PAPA AD UNIRE TUTTE LE FORZE "

(2014-03-21)

    La celebrazione della ?Giornata Internazionale in ricordo delle vittime della Schiavit? e della tratta degli Schiavi Transatlantica?, in programma il 25 marzo prossimo, non ? solo il lontano ricordo di un evento drammatico che ha segnato la nostra storia pi? recente ma memoria viva che richiama all?impegno e all?azione contro le vecchie e le nuove forme di schiavit? di cui ? costellato oggi il nostro pianeta. Lo testimoniano le innumerevoli produzioni statistiche che parlano, come nel caso di Amnesty International, anche se rimane un fenomeno in gran parte sommerso e quindi difficilmente quantificabile, di circa 40-42 milioni di persone coinvolte nel mondo e che tocca da vicino l?Europa con oltre 800 mila vittime di tratta nel 2012, di cui 240 mila destinate alla prostituzione e la restante parte allo sfruttamento lavorativo.

Un crimine contro l?umanit? che colpisce nella stragrande maggioranza dei casi donne e bambini usati, abusati e sfruttati. Solo in Italia Save the Children conta, nel 2013, 2.381 vittime minori. E? questo il volto tragico della prostituzione e della tratta a cui si aggiungono altre modalit? altrettanto bieche di violenza perpetrate in nome di tradizioni culturali e che nascondono in realt? pratiche ancestrali e illegali. Si pensi alle mutilazioni genitali femminili e al fenomeno delle ?spose bambine?, senza dimenticare le violenze che si consumano in ambito domestico e nei luoghi di lavoro.

Per la Cisl la violenza su donne e minori ? inaccettabile poich? minaccia la pace e la sicurezza e uccide la dignit? e la democrazia di un Paese.

Per questo ha dato vita da tempo ad una campagna di sensibilizzazione rivolta al mondo del lavoro, alla societ? e alle Istituzioni concretizzatasi prima nella ?Piattaforma sulla prevenzione della violenza sulle donne e i minori? e poi nell?Intesa unitaria rivolta in particolare al mondo del lavoro. Ma ci? non basta, c?? bisogno della collaborazione di tutte le forze sane del Paese, occorre ?fare sistema? per incidere efficacemente sulle dinamiche della prevenzione e della tutela delle vittime o potenziali tali e contrastare un fenomeno che comporta gravi danni sia a livello sociale che a livello economico.

In Italia abbiamo buone leggi ? si ? aggiunto in questi giorni il decreto legislativo con cui l?Italia recepisce la Direttiva europea 36/2011 proprio in tema di prevenzione e repressione della tratta e di tutela delle vittime - ma dobbiamo vigilare affinch? siano applicate e attuate con rigore, come nel caso della legge sul cosiddetto ?femminicidio? che prevede la creazione di un  ?Osservatorio? e di un nuovo ?Piano Nazionale Antiviolenza?. Solo insieme possiamo incidere sui modelli culturali ed educativi, a partire dai giovani, fin dalle scuole, per affermare il rispetto della dignit? della persona, del proprio corpo, del corpo della donna, del valore della vita. Abbiamo il dovere di aiutare le donne e i minori, quest?ultimi sempre pi? spesso spettatori inermi e doppiamente vittime della violenza, ad uscire dall?ombra, per riconsegnarli alla societ? e alla vita magari attraverso un buon lavoro, quello vero, che rende liberi.

La Cisl resta in prima linea in questa sfida, difficile ma possibile, ed ? per questo che ha deciso di aderire e partecipare all?iniziativa di ieri ?Per le Donne Crocifisse?, promossa dall?Associazione Comunit? Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con la Diocesi di Roma e d?intesa con il Dipartimento per le Pari Opportunit?.

Facciamo nostro dunque l?appello di Papa Francesco ad "unire le forze per liberare le vittime e per fermare questo crimine sempre pi? aggressivo? che minaccia "le singole persone" ne lede la dignit? minando "i valori fondanti della societ?" e con essi "la sicurezza, la giustizia internazionale, l'economia, la famiglia e la societ? tutta?.
Solo unendo le forze, infatti, si possono raggiungere risultati concreti. Ne ? la prova il caso della donna iraniana ?Sakineh? che grazie  alla mobilitazione internazionale, che abbiamo condiviso, dopo otto anni, secondo le ultime notizie, ?? stata amnistiata e rimessa in libert??."conclude Liliana Ocmin.(21/03/2014-ITL/ITNET)

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