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FORMAZIONE ITALIANA NEL MONDO - STUDENTI STRANIERI IN ITALIA: 110.000. UN TERZO E' NEL CENTRO ITALIA, BOLOGNA VANTA MAGGIOR NUMERO ISCRITTI NON COMUNITARI.
(2013-05-10)
Tra quanti vengono in Italia con visto per un soggiorno non di passaggio, circa un sesto nel 2011 lo hanno fatto per motivi di studio (oltre 40mila persone, in proporzione molto meno rispetto ad altri paesi europei). Si tratta, comunque, di una presenza importante: gli universitari internazionali in Italia superano complessivamente le 100mila unit? (inclusi gli atenei stranieri e pontifici).
I dati precisi sulla loro presenza, sui percorsi di inserimento, sulle difficolt? incontrate e sulle aspettative vengono analizzati nel VI Rapporto dell?European Migration Network Italia, dedicato al tema ?Gli studenti internazionali in Italia: indagine empirica e approfondimenti?. Il volume ? stato presentato oggi a Roma dell??quipe di ricerca EMN/IDOS e di diverse realt? universitarie del paese.
Gli studenti internazionali sono - riferisce il report -1,7 milioni nei Paesi dell?UE e 4,1 milioni nel mondo: 550mila in Gran Bretagna, 250mila in Germania e Francia e oltre 70mila in Italia (OECD, Education at glance, 2012).
Ogni anno 200mila tra studenti e ricercatori si trasferiscono nell?UE per un breve periodo di studi, trovando (non solo in Italia) difficolt? burocratiche relative al loro soggiorno con conseguenti problematicit? per la cosiddetta valorizzazione dei cervelli. Del superamento di questi ostacoli si sta attualmente occupando la Commissione Europea con la proposizione di una nuova Direttiva che accorpi, con i necessari perfezionamenti, le precedenti Direttive Studenti (2004/114/CE) e Ricercatori (2005/71/CE).
In Italia, l?incidenza degli stranieri sulla popolazione accademica totale rimane ancora piuttosto limitata rispetto ad altri Paesi europei. Nella realt? universitaria italiana troviamo annualmente 1 cittadino straniero ogni 22 immatricolati, 1 ogni 26 iscritti complessivi all?universit?, 1 ogni 34 laureati (oltre 8mila l?anno). Alla met? degli anni ?60 gli studenti esteri erano appena 10.000 e in quella fase il protagonismo spettava a tedeschi, svizzeri e specialmente greci. Oggi numerosi sono i non comunitari, ma non sempre le collettivit? pi? consistenti di immigrati hanno il maggior numero di studenti, come attestano i casi del Marocco e delle Filippine; tuttavia, non mancano alcune eccezioni, come quelle dell?Albania e del Camerun, che continuano a rimanere al vertice della graduatoria. Senz?altro, per?, ? necessario accentuare la collaborazione interuniversitaria con i Paesi dai quali provengono gli immigrati. Gli universitari non comunitari in Italia Oggetto dello studio EMN sono stati gli studenti internazionali non comunitari, cio? quegli studenti il cui ingresso e soggiorno in Italia ? condizionato alle previsioni del Testo Unico sull?immigrazione.
Nel periodo 2004-2012, anche a seguito dell?introduzione della laurea triennale avvenuta nell?anno accademico 2001-2002, gli studenti internazionali non comunitari sono passati da 22.951 a un numero molto pi? elevato: 51.947. Nell?a.a. 2011-2012, gli iscritti non comunitari sono soprattutto europei e asiatici, con prevalenza delle seguenti collettivit?: Albania 11.802, Cina 6.161, Camerun 2.612, Iran 2.271, Per? 1.929, Marocco 1.831, Moldova 1.794, Ucraina 1.559, Israele 1.586 e Russia 1.404 (estrazione alla data 29/12/2012).
Per arrivare a tracciare il quadro complessivo della presenza degli studenti universitari ? necessario tenere conto che nell?anno accademico 2011-2012, ai 51.947 non comunitari (iscritti nelle universit? italiane per la formazione di primo e secondo ciclo), vanno sommati i 5.980 iscritti a corsi post lauream e i 4.380 iscritti a corsi di alta formazione artistica, musicale e coreutica, per un totale di 62.307 studenti non comunitari. Inoltre, tenuto conto dei 17.424 comunitari, si ha un totale di 79.731 studenti.
Bisogna tenere conto anche degli iscritti ai college nord-americani (circa 200) e pontifici atenei (circa 20), rispetto ai quali per? non sono disponibili dati ufficiali. Recenti studi, tuttavia, hanno portato a stimare pari a 20mila il numero complessivo di studenti nord-americani venuti nello stesso anno per compiere almeno per un breve periodo di studio in Italia. Similmente si stima siano circa 10mila gli universitari, per lo pi? costituiti da sacerdoti, seminaristi e suore, iscritti nelle strutture pontificie e in possesso di titolo di soggiorno per motivi religiosi valido anche per la frequenza universitaria.
Complessivamente, quindi, sono circa 110mila gli studenti stranieri iscritti in Italia alla frequenza universitaria.
Un terzo degli studenti internazionali ? concentrato nel Centro Italia, dove fungono da fattore di attrazione le universit? di Roma, Firenze, Pisa, come anche quelle per stranieri di Perugia e Siena. L?Universit? degli Studi di Bologna ? l?ateneo che vanta attualmente il maggior numero di iscritti non comunitari, ma ? il Politecnico di Torino a registrare la maggiore incidenza sul totale della popolazione studentesca (12,7%), insieme al Politecnico di Milano (8,2%) e all?Universit? degli Studi di Genova (6,2%).
L?Universit? ?Sapienza? di Roma e i Politecnici di Torino e Milano accolgono il 20% degli studenti non comunitari presenti in Italia, ma anche l?Universit? degli Studi di Firenze, con oltre 3.000 iscritti, esercita una forte attrazione sul contingente non comunitario. I non comunitari rappresentano oltre il 5% degli iscritti ad Architettura e Lingue e Letterature Straniere e superano il 4% anche nelle facolt? di Scienze Politiche, Economia e Ingegneria. Economia, Ingegneria e Medicina e Chirurgia sono le facolt? che i non comunitari trovano maggiormente interessanti e che, perci?, totalizzano quasi la met? degli iscritti. Al quarto posto si colloca, con un valore attorno all?8% (e, nel passato, con un?incidenza ancor pi? elevata), la facolt? di Lettere e Filosofia, mentre sempre pi? richiesta sta divenendo la laurea in Infermieristica.
Notevole difficolt? persiste, invece, nell?accesso agli studi post lauream, come per esempio le scuole di specializzazione medica, essendo richiesto ai fini dell?ammissione il possesso della cittadinanza italiana: questo ostacolo vale anche per i giovani figli di immigrati residenti in Italia. Infatti, nell?archivio del MIUR tra gli studenti internazionali sono inclusi anche i giovani che risiedono in Italia e, dopo aver ottenuto il diploma, si iscrivono all?universit? (31,0% degli iscritti stranieri). Diversi sono i fattori che ostacolano una maggiore presenza: le difficolt? connesse alla programmazione dei flussi e l?incertezza del rilascio dei permessi di soggiorno per motivi di studio; le difficolt? burocratiche per la concessione dei visti di ingresso in Italia; il complesso meccanismo di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all?estero; lo scarso numero di borse di studio erogate; la carenza di residenze universitarie (i posti letto disponibili sono pari al 2,8% della popolazione universitaria); la scarsa conoscenza della lingua italiana prima di venire in Italia. Si segnala la limitata diffusione di corsi in inglese (lo si fa in oltre 60 atenei).(10/05/2013-ITL/ITNET)
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