Sponsor
|
ITALIANI ALL'ESTERO - ON.PORTA(PD/ESTERO): "PARLAMENTARI ITALIANI MONDO PARTECIPINO "CONVENZIONE" RIFORME COSTITUZIONALI. SI A BICAMERALE...ANCHE SE FASE COSTITUENTE. TRASVERSALITA' MINISTERI SU ITALIANI ALL'ESTERO. BASTA VISIONE ASSISTENZIALE"
(2013-05-03)
ITALIALAVOROTV.IT - Tre le forze politiche (partiti e aggregazioni partitiche/movimenti) componenti del Governo alle quali appartengono tutti rappresentanti delle comunita' italiane nel mondo eletti dalla Circoscrizione Estero. Parlamentari che - a varie tinte - auspicano una maggiore attenzione dello stesso Governo nei confronti degli Italiani all'estero dopo l'esperienza dei due Governi precedenti, Berlusconi e Monti, con l'ultimo dei quali la fase di avvio positiva, in realt? non ha avuto alcun reale, concreto, successivo riscontro, se non la salvaguardia di alcuni elementi (recupero di alcuni fondi dovuti ed in parte restituiti al bilancio degli italiani all'estero ed il riavvio del dialogo istituzionale). Ed al Governo Letta ed al Capo Gruppo del PD alla Camera i parlamentari del PD all'Estero hanno rivolto precise richieste sulla valorizzazione delle comunit? italiane all'estero. Dell'intera partita "Italiani all'estero" , fiducia al Governo di larghe intese Letta e delle prospettive "giocoforza" unitarie su un argomento nel quale gli auspici sull'argomento sono tuttavia comuni, Italialavorotv/Italiannetwork ne ha parlato con l'on. Fabio Porta, eletto dalla Circoscrizione Esteri in Sud America Vedi: http://www.italiannetwork.it/video.aspx?id=1475).
"Intanto il documento firmato da tutti i parlamentari del PD eletti all'estero ? un importante segnale di metodo, di condivisione, di coordinamento del nostro lavoro. Metodo che vogliamo estendere, essendo il gruppo parlamentare pi? numeroso. In quel comunicato si ribadivano le richieste che avevamo espresso pochi giorni prima, sia in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Letta, che al Capogruppo del PD alla Camera, il deputato Roberto Speranza, Presidente di un gruppo parlamentare di oltre 300 deputati, la forza pi? importante del parlamento e del sostegno a questo governo. Nell'occasione abbiamo espresso alcune preoccupazioni e anche alcuni auspici. Le preoccupazioni ovviamente erano legate alla valorizzazaione della rappresentanza ingenerale della collettivit? italiana all'estero, anche in questo passaggio difficile dal punto di vista politico che tutti gli italiani anche all'estero hanno seguito e che ? stato il passaggio che ha portato alla conferma del Presidente Napolitano e poi alla costituzione di un governo di larghe intese.
Un governo reso in qualche maniera obbligatorio dall'indisponibilit? del gruppo Movimento 5 stelle da un lato e dall'altro lato dalla convinzione dei partiti presenti in Parlamento di evitare un nuovo ricorso alle urne. Rispetto a questa situazione il governo di Enrico Letta ha urgenza di affrontare la crisi economica ma ha soprattutto l'emergenza di affrontare una volta per tutte la riforma della costituzione e anche del sistema elettorale. Ebbene circa questo "passaggio" noi vorremmo che la presenza all'estero non solo venisse mantenuta secondo lo spirito di chi aveva gi? apportato le modifiche costituzionali poco pi? di 10 anni fa (ndr. Mirko Tremaglia) , ma anche valorizzata tale presenza perch? continuiamo a credere che sia uno strumento di rafforzamento dell'Italia in una situazione di crisi.
Queste preoccupazioni sono state recepite dal PD, dal gruppo parlamentare alla Camera e al Senato e sono state anche fatte proprie dal Presidente del Consiglio perch? quel passaggio nel discorso di insediamenti - per quanto breve - ? comunque molto significativo. Quando Letta dice: dobbiamo valorizzare la richiesta di rappresentanza sia dei tanti stranieri che vivono in Italia, che non possono pi? essere ai margini della vita politica ed economica, ma dobbiamo anche valorizzare nella stessa maniera le nostre collettivit? all'estero" ebbene esso rappresenta - secondo me - molto pi? che una semplice frase. E' un'indicazione di impegno politico.
E' chiaro che rispetto a questa indicazione noi abbiamo espresso il voto di fiducia pur consapevoli della difficolt? che affrontiamo anche noi come parlamentari della Circoscrizione Estero del PD nel sostenere un governo dove sono presenti anche nostri avversari politici, che noi speriamo tornino ad essere, tra non molto, avversari politici, ma all'interno di un sistema di regole che tutti insieme oggi dobbiamo cambiare per evitare un'elezione che a breve termine riproponga una situazione che non aiuterebbe nessuno, tantomeno l'Italia e gli italiani nel mondo".
Tre gruppi politici concordi, comunque, nella necessit? di trovare una condivisione nell'ambito di un organismo bilaterale, che permetta un confronto parlamentare diverso da quello dei due Comitati di Camera e Senato... "Purtroppo non ero parlamentare nel 2006 quando per la prima volta i parlamentari eletti all'estero entravano in Parlamento e forse sarebbe stato opportuno e giusto dare avvio ad una Commissione Bicamerale per le problematiche degli italiani all'estero. Non averla istituta, credo che probabilmente fu un errore perch? quello era il momento giusto anche dal punto di vista politico per l'ingresso storico nelle aule del parlamento dei rappresentanti eletti dagli italiani all'estero. Oggi questa proposta so che viene ripresa, c'? un mio collega, l'onorevole Farina che, probabilmente, ha presentato o presenter? una proposta di costituzione di una Commissione bicamerale e ovviamente sar? il primo a sostenerla, mi pare per? che le condizioni politiche istituzionali oggi siano diverse e che non sar? semplice andare in quella direzione per due motivi: uno perch? abbiamo i Comitati alla Camera e Senato di prossimo insediamento. L'altra ? che entriamo in questa legislatura in una fase costituente. Probabilmente nei prossimi giorni avremo la costituzione di una Convenzione per le riforme istituzionali. In quella cornice rientrer? la questione per noi pi? rilevante in questo momento che ? la collocazione della circoscrizione estero all'interno delle politiche costituzionali ed anche della riforma elettorale. Quindi ? quello l'ambito dove probabilmente un rappresentante o alcuni rappresentanti degli italiani all'estero dovrebbero entrare a far parte, mentre i Comitati di Camera e Senato potrebbero fornire gli elementi di riflessione e anche le proposte pi? ampiamente discusse per quelle modifiche."
Ripeto queste due cose non sono in antitesi con la costituzione di una bicamerale ma come voi sapete, la costituzione di una Commissione bicamerale ? un processo legislativo complesso, dal punto di vista politico parlamentare, oggi abbiamo un Pparlamento rinnovato, con gruppi nuovi che non esistevano nel 2006, e quindi vedo questo processo in questa legislatura con qualche difficolt?."
Lei ha parlato di un componente della Circoscrizione Estero nella Convenzione, quale il criterio di scelta ? "Mi riferivo alla Commissione, mentre qui entriamo gi? nel merito della riforma della costituzione e dell'assetto delle due camere. Comunque, la mia idea in proposito ? che la rappresentanza degli italiani all'estero - anche in un ottica di modifica costituzionale - dovrebbe permanere in entrambe le Camere, perch? anche in un Senato delle Regioni pi? legato ai territori e meno alla popolazione sappiamo quanto sia importante per gli italiani all'estero il collegamento con le regioni. Lo abbiamo sottolineato in diverse occasioni.
Detto questo, pero', mi rendo conto che ci sar? una discussione in cui saranno presentate alcune tesi a sostegno della cancellazione della circoscrizione estero, ce ne saranno altre a sostegno del fatto che la rappresentanza debba essere soltanto alla camera dei deputati e, probabilmente, ci sar? anche la tesi di chi dir? che dovremmo essere soltanto al senato per altri motivi. Tutte motivazioni che hanno anche delle basi di legittimit?, a parte la prima, quella che vorrebbe cancellare la circoscrizione estero che mi sembra essere una valutazione rispetto alla quale non solo io ma tutto il PD sar? sicuramente contrario.
La nascita di un Ministero dell'Integrazione potrebbe aprire le porte all'apertura di nuovi fronti nei riguardi degli Italiani all'estero, monopolizzato dal Ministero degli Affari Esteri. Un'ipotesi di cui ci sono stati dei prodromi nell'ultimo seminario promosso dal Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, anche se mediato dallo stesso Ministero (vedi: MIUR). L'argomento ? stato valutato nell'incontro con il Capogruppo del PD Speranza..? "
"Non abbiamo parlato di collocazione in questo o in quel ministero, per? condivido pienamente il fatto che bisogna passare da una collocazione degli italiani all'estero prevalentemente all'interno di una problematica di carattere assistenziale o comunque di collegamento con le nostre collettivit? per un debito storico o per un cordone ombelicale che deve essere mantenuto. Cosa che ? stata fatta storicamente dal Ministero degli Esteri e anche dal Sottosegretario o dal vice Ministro per gli italiani nel mondo, a una visione pi? ampia che ritrovo nel termine parola "valorizzazione degli italiani all'estero" usata proprio dal premier Letta. Trovo che gli italiani nel mondo debbano essere visti nella accezione secondo me pi? ampia e pi? corretta, cio? come un terminale di base per la costruzione di una politica di internazionalizzazione per rafforzare la politica estera del nostro paese. In questo senso poter ripensare - anche dal punto di vista dei collegamenti con il governo e con i ministeri - la presenza degli italiani nel mondo non mi pare sbagliato, in realt? la problematiche che riguardano gli italiani all'estero sono trasversali, non sono soltanto propriet? o una specificit? del ministero degli affari esteri, noi dovremmo interagire molto di pi? con il ministero dello sviluppo economico, con il ministero dell'integrazione per quanto riguarda l'integrazione degli stranieri e anche degli italiani all'estero, con il ministero delle politiche europee e comunitarie per quanto riguarda la presenza e l'articolazione degli italiani in Europa, col ministero della pubblica istruzione e della cultura...
E'' chiaro che quando c'era il ministro per gli italiani nel mondo queste cose si potevano fare, lui il Ministro el coordinatore di queste politiche. Ma non credo che dobbiamo vedere in maniera nostralgica o risolutiva, come fosse un totem, il ministero per gli italiani nel mondo. credo che anche quella sia stata una fase superata.
Oggi gli italiani nel mondo devono essere a pieno titolo, come gi? lo sono dal punto di vista dei diritti civili, come gli italiani in Italia e non hanno bisogno di un ministero apposito. Abbiamo bisogno per? di vedere realmente valorizzate le nostre specificit? e le nostre potenzialit? all'interno anche della composizione del governo. Come farlo non credo che sar? una cosa semplice e che nemmeno questo governo in pochi mesi riuscir? a farlo. Probabilmente avremo un sottosegretario, un vice ministro che seguir? le questioni degli italiani all'estero, ma credo che compito dei parlamentari all'estero, anche in questa discussione di riforme costituzionali, sia non solo quello di proporre la riforma elettorale o la collocazione nelle due camere degli italiani all'estero, ma anche una nuova dimensione delle politiche per gli italiani all'estero.
Possiamo e dobbiamo pretendere molto di pi? anche dal punto di vista culturale e non legarci soltanto alla nomina di una carica di governo, ma pretendere delle politiche, e forse da questo punto di vista una Commissione bicamerale o Comitati che funzionino un po' meglio di quelli della precedente legislatura e se le Commissioni Esteri cominciassero a dare alla nostra presenza un ruolo sempre maggiore, forse faremo un passo in avanti e l'attivit? di governo potrebbe beneficiarne."
Questa esigenza di trasversalit? istituzionale sar? argomento di un suo intervento al prossimo Comitato di Presidenza del CGIE o, comunque, del Seminario sulla rappresentanza, di prossima indizione ? "Spero di poter essere presente a parte dei lavori del prossimo Comitato di presidenza del CGIE, anche perch? ? il primo che si riunisce dopo le elezioni, e spero che non coincida con la ripresa parlamentare. Chiaramente se parteciper? riproporr? il tema della rappresentanza, anche se ci sar? - anzi a maggior ragione - perch? ? importante preparare questo seminario che ha un suo valore specifico perch? si introduce in un dibattito pi? ampio con un nuovo parlamento ed in una fase costituente, in cui dobbiamo avere coraggio ambizione e fantasia nell'imboccare nuove strade e capire che tutta l'Italia, e la politica non pu? essere da meno. Quindi dovremo anche noi avere il coraggio di ripensare la nostra presenza, che vuol dire ripensare le forme, di elezione, di presenza in parlamento; che vuol dire ripensare comunque il CGIE, anche alla luce delle cose dette, ma aggiornandole a quello che sta succedendo nel paese.
Ovviamente si tratta di ripensare ed aggiornare anche la presenza e la rappresentativit? degli italiani all'estero a livello territoriale con i Comites. Mi sembra quindi che il Comitato di presidenza cada in un momento particolarmente propizio e delicato e che il seminario, a maggior ragione, avr? un ruolo e un compito molto importante. Lo dico anche per l'interazione che ci deve essere e che c'? sempre stata e che adesso ci dovrebbe essere ancora di pi?, tra parlamento e CGIE. " afferma a conclusione dell'intervista l'esponente della Circoscrizione Estero ad Italialavorotv/Italiannetwork.(03/05/2013-M.F.ITL/ITN/ITNET)
|
Altri prodotti editoriali
Contatti

|