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SICUREZZA SOCIALE - EUROPA/COORDINAMENTO SISTEMI SICUREZZA SOCIALE NAZ.: ACCORDO PROVVISORIO CONSIGLIO/ EUROPARL REVISIONE REGOLAMENTO COORDINAMENTO UE N.883/2004 E 987/2009 E INTEGRAZIONE DISPOSIZIONI VIGENTI.

(2026-06-05)

  Coordinamento regolamento europeo sicurezza sociale: i rappresentanti degli Stati membri dell'UE confermano l'accordo provvisorio.
    Gli Stati membri presso l'UE hanno confermato l'accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo la scorsa settimana in merito a una proposta di revisione del coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale a livello dell'UE.
Considerata la rilevanza della notizia, si diffonde il comunicato stampa del Consiglio dell’Unione europea relatio all’accordo provvisorio raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento europeo per l’aggiornamento dei regolamenti UE sul coordinamento della sicurezza sociale nn. 883/2004 e 987/2009.

L’intervento punta a rendere il quadro normativo più chiaro e a colmare alcune lacune delle disposizioni vigenti, con particolare riferimento a cinque ambiti principali:

- indennità di disoccupazione;
- prestazioni di assistenza a lungo termine;
- accesso alle prestazioni di welfare per le persone economicamente inattive;
- prestazioni familiari;
- legislazione applicabile ai lavoratori distaccati e alle persone che operano in due o più Stati membri.

Giuseppe Conte, Direttore centrale Relazioni internazionali dell’INPS, ha commentato positivamente l’accordo provvisorio raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo, evidenziandone l’importanza per il rafforzamento della tutela dei diritti sociali dei cittadini europei:

«L’intesa raggiunta in sede europea rappresenta un passo concreto a tutela di chi vive e lavora oltre i confini nazionali. L’aggiornamento dei regolamenti europei sul coordinamento della sicurezza sociale colma lacune e restituisce chiarezza su disoccupazione, prestazioni familiari e tutele per chi opera in più Stati membri.

Rafforza inoltre la cooperazione fra le istituzioni di sicurezza sociale europee, perché nessun diritto s’interrompa quando una persona attraversa una frontiera. Continueremo a contribuire affinché il modello sociale europeo resti, nei fatti, uno spazio unico di protezione». (05/06/2026-ITL/ITNET)

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