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ITALIANI ALL'ESTERO - RINVIO ELEZIONI COMITES CGIE - GLI INTERVENTI DELLA PLENARIA E DEI PARLAMENTARI OSPITI
Riforma degli organi di rappresentanza e voto all’estero: sono essenzialmente questi i temi della seconda giornata di lavoro del Consiglio Generale Italiani all’Estero, che segue la decisa frattura consumatasi il giorno prima tra il CGIE ed il Governo.
“Per i Comites ed il CGIE spendiamo solo 4 milioni di euro all’anno: non credo che la salvezza economica dell’Italia dipenda da una simile somma di denaro. Quanti corpi intermedi abbiamo in Italia? Per gli italiani all’estero parliamo di tre organi di rappresentanza collegati tra loro in forma piramidale ed una simile disposizione è la più sensata che si possa fare”. È quanto ha affermato l’esponente del PD eletto all’estero, On. Narducci.
“Il consigliere del CGIE non è solo quello che viene a Roma, ma è quello che lavora con i Comites e le ambasciate, difendendo il nome del nostro Paese all’estero. C’è bisogno di rafforzare la democrazia: una struttura come quella del CGIE non va messa in discussione, bensì riformata con una più netta definizione di compiti e responsabilità. Dobbiamo dare strumenti adeguati perché questa Italia nel mondo possa essere rappresentata”.
Di avviso contrario, almeno riguardo il ruolo del CGIE, il Sen.Pedica appartenente all’Italia dei Valori: " Ritengo che le esigenze locali, invece, possano essere portate avanti dai Comites, più vicini alle realtà che rappresentano e direttamente composti da persone elette sul posto. Lo scopo finale non è quello di abolire il CGIE, ma quello di cancellare un doppione, in modo da garantire una piena operatività agli organi di rappresentanza”.
Per il Sen. Randazzo, appartenente al PD ed eletto nella Circoscrizione Estera “la disastrosa situazione venutasi a creare tra Governo e italiani all’estero è il frutto di una premeditata volontà politica atta a colpire la dignità degli italiani all’estero. È nostro compito resistere ed opporci a simili forme di svilimento della rappresentanza”.
“Confermo sostegno totale e ammirazione, da parte mia e del partito che rappresento, per l’iniziativa di protesta di cui vi siete fatti portatori nei confronti del comportamento irresponsabile del Sottosegretario Mantica. Anche noi parlamentari all’estero – ha affermato l’on. Garavini (PD/estero) - abbiamo difficoltà nel tentativo di difendere i valori"
Un invito alla Riflessione quello del Sen. Firrarello, che si oppone alla cancellazione od alla riduzione delle competenza del CGIE, ma afferma , deve essere adeguato alla realtà attuale. Di qui l'invito alla moderazione dei toni, "Ci sono margini di dialogo" afferma ed invita in audizione il CGIE al Comitato per le questioni degli Italiani all'estero".
Spiega il Sen. Fantetti: "ci sono forze nettamente ostili al voto ed alla rappresentanza degli italiani all'estero e mentre l'argine costituzionale creato dall'on. Tremaglia costituiva una valida difesa, con l'iniziativa ordinaria la posizione nettamente contraria di non pochi esponenti del Parlamento in entrambi gli schieramenti potrebbe avere una incisività distruttiva sulla rappresentanza degli italiani all'estero".(30/04/2010 –ITL/ITNET)