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ITALIANI ALL'ESTERO - CGIE -CAROZZA(SEGR.CGIE):"PER L'ITALIA IL CGIE E' INUTILE. PER LA FRANCIA IL CONSIGLIO DEI FRANCESI RAFFORZA LA PRESENZA DEI DEPUTATI ELETTI ALL'ESTERO"
La "goccia che ha fatto traboccare il vaso" ed ha indotto gli esponenti del CGIE ad allontanarsi oggi dal Salone delle Conferenze internazionali della Farnesina, è stata il rinvio delle elezioni dei Comites e CGIE al 2012, definito in Consiglio dei Ministri .
Un secondo rinvio, che segue quello dello scorso anno, e che l'esponente del Governo ha tanto chiaramente quanto duramente motivato con la necessità di una riforma di quello che è stato considerato per molti anni il Parlamentino degli italiani all'estero, espressione della volonta' delle "categorie" delle comunità all'estero. Una posizione che - a detta dell'esponente del Governo- si sarebbe allargata in contrasto con un'attualità della rappresentanza ormai nelle mani dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero.
Ma nelle motivazioni della protesta anche il complessivo atteggiamento del Governo nei confronti dell'insieme delle politiche indirizzate alle comunità oltreconfine caratterizzate da pesantissimi tagli sui capitoli di bilancio ad esse destinate. In questo senso una prima protesta si era consumata nel 2009 promossa dagli esponenti del mondo sindacale alla quale aveva adirito buona parte dei Consiglieri del centro-sinistra.
E non da ultimo, nella protesta odierna del CGIE, questa volta del tutto unito, con l'eccezione di alcuni esponenti convinti delle ragioni del Governo, vi sono anche altre ragioni: oltre all'"attacco" dei giorni scorsi al Senato, nei confronti dello stesso Segretario Generale degli Italiani all'Estero, Elio Carozza, l'aver assunto la decisione del rinvio delle elezioni a pochi giorni dall'importante appuntamento del 30 aprile prossimo che vedrà i delegati dei Consigli omologhi al CGIE dei 27 Paesi membri della UE in Senato. Una decisione che non ha tenuto in alcun conto tempi ed avvenimenti internazionali.
Ragioni sottolineate nell'intervento - che qui trasmettiamo - del Segretario Generale del CGIE, il quale mostrando un opuscolo licenziato da Consiglio Generale dei Francesi all'Estero, e facendo presente come la prefazione sia del Presidente della Repubblica francese Sarkozy e del suo Ministro degli Esteri , ne abbia sottolineato le parole che nella prefazione dichiarano come con la presenza dei deputati eletti dai francesi all’estero si rafforzi il Consiglio dei francesi all’estero che rimane la base per il dibattito". Per l'Italia, al contrario, è inutile”, ha ricordato amaramente Carozza, commentando “E Mantica lo viene ad affermare a tre giorni dall'incontro il 30 aprile con i rappresentanti dei Consigli Generali di tutta Europa al Senato della Repubblica....
Dunque, conclude il Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza, occorre dare una risposta comune alle Istituzioni per evitare di recidere i rapporti con le comunità. Il suggerimento è: anticipare le continentali, aprire il dibattito alle diverse rappresentanze: parlamentari Comites, giovani...il CGIE, dirà infine Carozza, deve "rimodulare la sua funzione per ridare vita a questa istituzione". (27/04/2010-ITL/ITNET)
ITALIANI ALL'ESTERO - CGIE -CAROZZA(SEGR.CGIE):"PER L'ITALIA IL CGIE E' INUTILE. PER LA FRANCIA IL CONSIGLIO DEI FRANCESI RAFFORZA LA PRESENZA DEI DEPUTATI ELETTI ALL'ESTERO