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ITALIANI ALL'ESTERO - BOSNIA - MOSCHITTA(AMB.ITALIA),DORIGATTI(PROV.TRENTO) E BAGATIN(SPI/CGIL) A SARAJEVO PER 130 ANNI TRENTINI IN BOSNIA INCONTRANO PALESTRA(PRES.ASSOC. CITTAD. ORIGINE ITALIANA)

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  "Sono importanti per noi questi legami  con gli italiani che sono qui in Bosnia, frutto di un'emigrazione di lungo corso e che attraverso l'iniziativa dei trentini sentono ancora più importante questo legame. Siamo qui anche per sostenerlo nella misura del possibile con grande entusiasmo e grande convinzione." Così il secondo Segretario dell'Ambasciata italiana a Sarajevo, Alessandra Moschitta, nel corso di una breve intervista rilasciata telefonicamente a Italialavorotv/Italiannetwork a conclusione dell'incontro tra una delegazione guidata dal Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento Dorigatti, cui ha preso parte la Segretaria nazionale dello SPI responsabile del Dipartimento Internazionale, Renata Bagatin, assieme a Livio Melgari dello stesso Dipartimento con il Presidente dell'Associazione dei cittadini di origine italiana a Sarajevo Bruno Palestra,  in preparazione delle cerimonie per i 130 anni di presenza dei Trentini in Bosnia Erzegovina.

Ma se consistente è la rappresentanza degli anziani di origine italiana, tuttavia l'ambasciata italiana cerca anche di  puntare sui giovani. "E' la chiave giusta per favorire il progresso e lo sviluppo di questo paese, in particolare dei giovani di origine italiana" afferma il Consigliere Moschitta (vedi a bstract:http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=36059 ) . 

  Un  bagno di italianità in Bosnia, in particolare con i Trentini, ma dirà più tardi il Presidente dell'Associazione dei cittadini di origine italiana "siamo tutti uguali. non c'è campanilismo. Siamo tutti italiani", quello che il Presidente del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento, Bruno Dorigatti, ha avuto a Sarajevo, dove è giunto per l'organizzazione delle cerimonie che celebreranno i 130 anni di presenza trentina in Bosnia Erzegovina, a Sarajevo

Per Dorigatti si tratta della seconda visita alla comunità italiana. Dice ad Italialavorotv/Italiannetwork ( abstract: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=36087) "Sono stato qui quando ero componente della segreteria confederale CGIL e oggi arrivo da presidente e vedo anche con occhi diversi, nel senso che son tutti trentini e quindi si racconta anche la storia di quel che e' stato ilTrentino, una zona di emigrazione negli anni '50 sicchè oggi siamo alla seconda e terza generazione e domande che arrivano e aspettative sono anche diverse. ...occorre anche vedere come e' possibile da parte della provincia autonoma  dare attenzione a queste persone, che hanno chiesto, ad esempio, di  continuare ad avere l'opportunita'  di promuovere i corsi di italiano. Cercheremo di dare risposte concrete e materiali perche' cio' avvenga e possa giustamente soddisfare queste aspettative.

  "Io sono a Sarajevo dalla fine della seconda guerra mondiale quando noi italiani profughi dalla Croazia e  dalla Bosnia siamo rientrati in Italia - il paese delle nostre famiglie - e in quel periodo ho imparato anche la lingua italiana." A raccontarlo è Bruno Palestra cittadino di origine italiana in Bosnia Erzegovina, a latere dell'incontro con la delegazione Trentina e dello SPI CGIL in vista dei preparativi per il 130.mo anniversario della presenza trentina in Bosnia.

  Per lui l'Italia è rimasta la Patria, ma lo spaccato di vita che racconta è tipico dei Balcani e dimostra ancor più se ve ne fosse necessità l'incoerenza dell'ultima guerra che ha sconvolto queste terre e che le ha lasciate nel dramma di una regione dalla quale i giovani sono fuggiti ed ormai più che adulti non ritorneranno.  Mio padre che e' venuto negli anni venti dello scorso secolo ha incontrato qui mia madre,  serbo-ortodossa, e io dopo per non offendere nessuno mi sono sposato con una mussulmana. Dunque  la mia famiglia ha tre nazionalita' e tre religioni. In ultimo, mia figlia si e' sposata con un montenegrino. Questo e' Bosnia: tantissimi matrimoni misti."  dice ad Italialavorotv/Italiannetwork (integrale: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=36092 )

In Bosnia ci sono 4 comunita' italiane: una a Sarajevo, una a  Zenica,  una a Tuzla, una a Stibu e un Banjaluca. Siamo in pochi, una cinquantina di origine italiana, pero' durante la guerra eravamo  piu' di 500 membri. ...Qui non c'e prospettiva, il 45% della gente non trova lavoro.  Noi siamo tutti vecchietti pero' non molliamo, ogni mese, ogni anno organizziamo i corsi di lingua italiana perche' il nostro scopo e' trasferire a l popolo bosniaco la lingua italiana e siamo orgogliosi di ciò  per cui ogni anno organizziamo questi corsi.

Palestra  informa poi sulle prossime celebrazioni, che si terranno in Giugno per il centotrentesimo anniversario degli italiani in Bosnia. "Erano artigiani e facevano vari lavori in quei tempi necessari per costruire la Bosnia Erzegovina... Abbiamo mantenuto le radici e come vede io parlo l'italiano".(22/05/2012-ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2012-05-22 00.05)

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