SINDACATO PENSIONATI ITALIANI NEL MONDO - L'UNIONE EUROPEA TRA PAURE E SPERANZE - BAGATIN(SPI/INTERNAZ.):"EUROPA HA PERDUTO VISIONE STRATEGICA RUOLO SOCIALE E ATTENZIONE MONDO LAVORO. RILANCIO MODELLO SOCIALE EUROPEO"
"Per gli anziani di oggi l’Europa è stata a lungo una percezione positiva, che poteva si creare qualche problema con le dismissioni delle aree siderurgiche o il giusto richiamo all’ordine sulle quote latte, ma era tutto sommato un’Europa benigna, che garantiva una prospettiva di crescita e sicurezza, mentre le sue forti radici democratiche, il welfare e il dialogo sociale, erano quanto di più avanzato esprimeva la civiltà occidentale. Oggi non è più così.” A sottolinearlo Renata Bagatin, Segretario nazionale del Sindacato dei Pensionati della CGIL e responsabile del Dipartimento Internazionale, aprendo i lavori del Convegno “L’UNIONE EUROPEA. TRA PAURE E SPERANZE” (vedi: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=35788) , che ha messo in evidenza la necessità di mettere al centro dell’Unione Europea anche i bisogni e le aspettative dei suoi cittadini anziani. Un segmento che registra una crescita esponenziale (vedi
Bagatin, d’altra parte, fa presente come l’Unione sembra aver smarrito, o quantomeno accantonato, una visione strategica del suo ruolo e del suo futuro e, con essa, quel tasso di socialità e di attenzione al mondo del lavoro e alle sue aree più deboli che ne facevano un elemento distintivo.Una involuzione di cui conosciamo e comprendiamo le cause principali, cioè quella crisi internazionale che negli ultimi anni ha destabilizzato l’Occidente, l’aggressività dei mercati asiatici, le migrazioni dai paesi dell’Est e dall’Africa, fenomeni alla base di paure e nazionalismi che hanno consegnato la quasi totalità dei 27 Paesi dell’Unione a governi di centro destra e alle loro politiche liberiste. Politiche che hanno significato tagli alle risorse e ai servizi pubblici, insicurezza sociale e precarietà del lavoro, con i giovani senza prospettive e i lavoratori più anziani a rischio licenziamento e senza possibilità di ricollocazione nel mercato del lavoro....
Per la responsabile del Dipartimento Internazionale dello SPI CGIL esistono, invece, delle risposte “che vanno cercate interrogando noi stessi, il sindacalismo e la socialdemocrazia europea” pur se sono “in reale ritardo nell’assunzione e nell’elaborazione dei problemi che oggi attraversano l’intero continente, a partire proprio dalle fasce di popolazione più debole…..è evidente che scontiamo letture inadeguate dei nuovi fenomeni sociali e strumenti di intervento quantomeno datati che generano a loro volta risposte contraddittorie. “ E Bagatin sottolinea “La stessa Unione, che proclama il 2012 anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, promuove poi un Libro Bianco sui sistemi pensionistici che ha spinto la Segretaria della Confederazione Europea dei Sindacati, Claudia Menne, a dichiararsi fortemente rammaricata per le proposte presentate dalla Commissione. L’Anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà è diventato così il contesto per proporre l’innalzamento dell’età pensionabile e il potenziamento della previdenza privata, tacendo del tutto sugli investimenti necessari alla crescita e allo sviluppo dell’occupazione per rafforzare i sistemi pensionistici pubblici, i soli basati sulla solidarietà tra le generazioni e, anche per questo, più sicuri e affidabili.”.....(vedi:http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=35798 ).(11/05/2012-ITL/ITNET)