LAVORO SCOMPOSTO - DALLE ACLI GUERRINI(PRES.CONFARTIGIANATO):"RAPPRESENTANZA SEMPRE PIU' IMPORTANTE IN UN PAESE IN CUI POLITICA NON OTTEMPERA ESERCIZIO DELL'ASCOLTO"
“E’ indubbio che in questi ultimi anni il ruolo di chi fa rappresentanza nel mondo del lavoro è maggiore perché la nuova classe politica, ottenuta attraverso regole elettorali che hanno fatto poca selezione, mette sempre meno in pratica il faticoso esercizio dell’ascolto”. Lo ha affermato il Presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, intervenendo al 44.mo incontro di studi delle ACLI a Castel Gandolfo dal titolo: il “Lavoro scomposto”
“Diversamente da chi vive, invece, la fatica quotidiana della rappresentanza vera e democratica: la fatica dell’ascolto e del confronto con migliaia di iscritti ed associati. In questo momento, e in questi ultimi anni, la politica non fa questa fatica: le convocazioni fatte a Palazzo Chigi e gli incontri con le parti sociali sono soltanto forma. Spesso le questioni vengono discusse in gruppi ristretti, molto personali e poco nazionali. La nostra azione, dunque, oltre ad essere più complessa, diventa decisamente più importante. Soprattutto negli ultimi anni in cui il nostro Paese ha sofferto, molto più di altri, le vicende della crisi finanziaria, che è diventata economica ed occupazionale”.
“Un dato su tutti è quello che riguarda l’occupazione dei giovani sotto i 35 anni. La scelta di questa soglia – ha spiegato il Presidente di Confartigianato - è addirittura più significativa: fino ad ora avevamo confrontato dati sull’occupazione giovanile fra i 15 ed i 25 anni, ovvero giovani che, finito il percorso scolastico, fanno fatica ad inserirsi nel mercato del lavoro. Alzare la soglia ci permette di valutare coloro che un lavoro l’hanno avuto ma l’hanno anche perso. Nell’ultimo triennio, ovvero da quando è iniziata questa crisi, ci sono 1.138.000 giovani (tra i 15 ed i 35 anni) senza un lavoro, con un aumento di 926.000 unità”.
Secondo Guerrini “oggi non solo è difficile fare occupazione, ma è difficile fare impresa in un Stato così invadente ed aggressivo che, anno dopo anno, chiede sempre più sangue ai cittadini ed agli imprenditori. Se faccio un raffronto sugli ultimi 20 anni, in cui hanno governato sia la destra che la sinistra: il debito pubblico è aumentato di 150 miliardi di euro, gli interessi sul debito sono passati da 70 a 83 miliardi, la pressione fiscale è aumentata di 10 punti mentre le tasse locali del 138%”. (02/09/2011-ITL/ITNET)