LAVORO SCOMPOSTO - ALLE ACLI MARINO (PRES.CONFCOOPERATIVE):"ABBIAMO BISOGNO DI INNOVAZIONE CAMBIAMENTI STRUTTURALI PER LE IMPRESE.L'ITALIA NON PUO' VIVERE DI RENDITA E SU INEFFICIENZE STATO"
“Le imprese italiane non possono pensare di continuare a fare quello che facevano prima della crisi. Naturalmente ci sono delle eccezioni, ma quello che noi dobbiamo mettere in testa agli imprenditori italiani è che, in tutto quello che riguarda l’economia di questo Paese, non si possono fare le cose che si facevano prima. Abbiamo bisogno di innovazione, abbiamo bisogno di cambiamenti strutturali, soprattutto per quanto riguarda l’impresa”. Lo ha affermato il Presidente di Confcooperative, Luigi Marino, intervenendo al 44.mo incontro di studi delle ACLI a Castel Gandolfo dal titolo: il “Lavoro scomposto”.
“Ce lo dice il mondo che ha, nel corso degli ultimi decenni, cambiato la propria dimensione. Chi avrebbe mai pensato che la prima potenza mondiale (che ha tolto all’Europa la leadership economica, politica e militare) sarebbe stata retrocessa nel rating, subendo le ammonizioni della Cina? In questo mondo che cambia così globalmente e rapidamente, l’Italia ha due speranze: vivere intensamente la costruzione degli Stati Uniti d’Europa ed innovare profondamente il proprio tessuto produttivo”.
“L’Italia – ha proseguito il Presidente di Confcooperative - non può vivere di rendita, retorica o semplicemente delle città d’arte. Siamo stati e siamo ancora un grande Stato industriale: è là che abbiamo conquistato una ricchezza che siamo stati in grado di ridistribuire più equamente rispetto ad altri Stati. Dobbiamo intervenire sull’apparato produttivo e sulle inefficienze dello Stato che gravano su questo apparato”.
“Il fatto che la nostra politica abbia minimizzato i problemi, abbia avuto benevolenza con le grandi lobby ed abbia mostrato di ridurre i sacrifici che andavano fatti è un vero e proprio problema. Quando siamo entrati nell’euro, abbiamo abbassato il debito pubblico che, invece, abbiamo aumentato con l’avvento della crisi. Troppo gradualismo non funziona: abbiamo bisogno di una politica che dica la verità e faccia scelte coraggiose, anche se impopolari”.
“Quando ci sono dei sacrifici da fare, credo che tutti debbano dare il proprio contributo, “dipendentemente” dal loro reddito. Io credo che una manovra come questa sarebbe stata una grande occasione per fare scelte e riforme strutturali” ha concluso Marino.(02/09/2011-ITL/ITNET)