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LAVORO SCOMPOSTO - ALLE ACLI ZAMAGNI(PRES. AGENZIA ONLUS):"PLURALIZZARE IL MERCATO DEL LAVORO SECONDO MODELLO ECONOMIA CIVILE CHE VEDE L'INCLUSIONE LAVORATIVA DI TUTTI"

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  "Bisogna pluralizzare il mercato del lavoro" :  è questa la ricetta  proposta dal professor Stefano Zamagni, presidente Agenzia per le Onlus, a Castel Gandolfo nel corso dell'ultima giornata del 44.mo incontro di studi delle ACLI su " il lavoro scomposto" .  "Le ACLI - ha affermato il professore- abbracciano un modello di "economia civile" che sempre più si sta diffondendo in Europa e che ha come obiettivo l'inclusione lavorativa di tutti.

    "La polis, che è quella che ha dato origine all'economia politica, era in origine una società che tendeva ad escludere, mentre la civitas romana, che ha dato origine all'economia civile,  rappresentava un modello di organizzazione tendenzialmente includente. Il modello dell'economia civile tende dunque ad includere tutti, anche quelli poco o meno produttivi,  attraverso il lavoro, mentre il modello dell'economia politica include coloro che sono esclusi dal lavoro attraverso il welfare state, inventato dagli inglesi”.

  Dopo aver spiegato l'origine dell'economia civile il presidente Zamagni si è detto felice che le Acli abbiano fatto proprio questo punto di vista che, ha rilevato,  è il punto di vista sociale della chiesa. I francescani - ha aggiunto- inventano la divisione del lavoro proprio perché bisogna far lavorare tutti, il processo produttivo deve essere adeguato alla persona e non viceversa. Nella dottrina sociale della chiesa è stata sempre questa la visione. Anche il nostro papa, che è tedesco ha seguito questo pensiero”.

  La prima sfida da affrontare è,  per Zamagni rendere il lavoro eutamonico. Eutamonia - ha spiegato - è una parola greca che significa felicità, fioritura. L'idea di lavoro decente riprende proprio questa idea e cambiare l'organizzazione del lavoro per renderlo oltre che fatica anhe occasione di gioia  è la sfida che una organizzazione come le Acli deve vincere". Anche perchè: "Il modello egoistico porta alla disfatta.

  “La seconda sfida da vincere è legata al rapporto lavoro-famiglia e alle politiche di conciliazione vita lavoro:.se vogliamo tenere in piedi la famiglia- ha concluso-  bisogna affrontare il nodo della compatilizzazione tra lavoro e famiglia”. Un modo necessario per vincere la sfida è la non separazione tra luoghi di vita e luoghi di lavoro: come si fa – si è domandato Zamagni - a mantenere la coesione sociale se distruggiamo la famiglia?. Le nostre leggi sono contro la famiglia, non possiamo risolvere un problema e aprirne un altro, non si prende in considerazione la famiglia come capitale sociale.”

“Per fare questo- ha insistito – occorre pluralizzare il mercato, e inserire imprese di tipo sociale e non solo capitalistico, imprese che abbiano logiche diverse e che siano alternative”. (03/09/2011-ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2011-09-03 00.09)

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