LAVORO - DALLE ACLI OLIVERO (PRES.): "MIN. TREMONTI....SIAMO PRONTI AL DIBATTITO MA ATTENZIONE E' SULLA SFIDA RIFORMISTA CHE VOGLIAMO RITROVARCI"
Le ACLI sono pronte alla sfida del cambiamento che la profonda crisi economico-finanziaria impone ma nell'ambito del modello riformista che vede nell'equita' e nella coesione sociale i principi cardine. E' quanto in buona sostanza ha affermato il Presidente delle ACLI Andrea Olivero dando la parola al Ministro dell'Economia e Finanze, Giulio Tremonti, intervenuto all'ultima giornata del 44 m° incontro di studi su "Il lavoro scomposto" promosso dalle Acli a Castel Gandolfo.
Il presidente Olivero, riprendendo le considerazioni dei giorni scorsi del Ministro delle Finanze sulla scarsa comprensione della crisi strutturale mondiale che l'economia sta vivendo cui non è seguito quel cambiamento che avrebbe dovuto gia' determinarsi nel recente passato, che ha determinato le attuali conseguenze che ci vedono in balia degli eventi, ha rilevato come proprio per questo sia ancor piu' indispensabile passare al contrattacco e cambiando il modello economico e quindi sociale per evitare che la crisi sia sempre piu' profonda, avendo perso certezze e possibilita' di fare operazioni controcorretente...
Ma al "custode dei conti pubblici" che cerca con rigore la sicurezza dei conti dello Stato ha anche chiesto che si vada ad operare con forza nel mantenimento dell'equita'. Olivero ha fatto presente come sia necessaria una societa' coesa e corresponsabile, come sia necessaria una particolare attenzione ai redditi, alle famiglie, alla tenuta del Paese e del suo mondo produttivo. Ed ha ricordato come proprio in Italia il numero delle famiglie imprenditrici sia impressionante pur essendo un soggetto fragile e poco sostenuto. Dai dati del CAAF delle ACLI - ha dichiarato il Presidente del Movimento dei lavoratori cattolici, menzionando la ricerca presentata in mattinata - emerge un reddito medio appena sopra i 22.euro e per il 78% delle dichiarazioni sotto il 28.000 euro. Dunque, ha detto Olivero, ben lontano dalla soglia dei 90.000 considerata dal contributo di solidarieta'.
Sono tutti fatti he ci preoccupano - e non con intenti deologici ed operazini classiste, ha stigmatizzato il Presidente della ACLI, ma proprio perche' incontriamo tante situazioni di bisogno che vogliamo riportare nel nostro consesso. Di chi la richiesta di "segnali di fiducia al Paese" . Segnali che rafforzino e consolidno l'impegno di quanti si danno da fare per l'affermazione di un modello nuovo, come il terzo settore. Per le ACLI è doveroso "non perdere nulla di quello che abbiamo costruito nei secoli e decenni....non perdiamo in particolare la cooperazione... un patrimonio non da tassare ulteriormente....". E Olivero, riprendendo il monito del Sottosegretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, sui driitti sociali quale parte integrante della democrazia sostanziale, ha sottolineato come ciò non possa dipendere dalle borse, dai mercati...."
Infine, il Presidente delle ACLI ha sottolineato "Per noi garantire la coesione sociale è elemento fondamente" essa aiuta a fare di piu' e meglio nel nostro lavoro". E sottolineando con forza la lontananza del movimento dai fomentatori di violenza che di volta in volta fanno sentire la loro voce...ha ribadito " respingiamo con forza le stagioni di violenza che abbiamo alle spalle". Dunque " C'e' bisogno del coraggio del riformismo... siamo e pensiamo di essere portatori di un modello riformista. Siamo pronti al dibattito ma attenzione e sulla sfda riformista che vogliamo ritrovarci....(03/09/2011-ITL/ITNET)