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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - NUOVA SEDE INCA IN TUNISIA - DE SANTIS(RESP.PREVID.INCA): "NUOVE PROSPETTIVE PER IL PATRONATO IN EUROPA - CON IL NUOVO REGOLAMENTO - E NEI PAESI EXTRA UE"

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"L’INCA ha aperto una sede in Marocco, un'altra in Senegal e recentemente a Tunisi” Lo ha affermato ad ItaliaLavoroTv/Italiannetwork la responsabile previdenza INCA  Luigina De Santis.

“Fra Italia e Tunisia esiste una convenzione bilaterale sottoscritta nel 1984 e in vigore dal 1987, che consente la  totalizzazione dei contributi, le prestazioni per gli infortuni e  malattia per i cittadini Italiani e Tunisini. Ne derivano notevoli benefici per il lavoratore italiano che va a lavorare  in Tunisia e viceversa per il lavoratore che ha pagato i propri contributi in Tunisia e viene a lavorare in Italia. Proprio grazie al principio della totalizzazione possono essere considerati entrambi i contributi, sia italiani che quelli tunisini, con un'evidente utilità anche per le prestazioni temporanee, per le indennità di disoccupazione, per l’assistenza sanitaria nonché  in caso di  malattie professionali riconosciute dopo un periodo di lavoro effettuato in entrambi i paesi in questione.” “Un lavoro di prospettiva da cui ci aspettiamo grandi soddisfazioni -ha proseguito- perché a Tunisi c’è una comunità italiana importante che ha una grande tradizione.”


“Ai giovani europei, l’INCA apre le sue porte per fornire informazioni riguardanti la legislazione sociale e previdenziale del paese nel quale i ragazzi italiani vanno a stabilirsi, anche per un periodo temporaneo. Spieghiamo anche come funziona il sistema sanitario, che cosa occorre fare per essere tutelati dal punto di vista della salute, quali sono le normative che operano nel mercato del lavoro. Quando ci può essere l’assunzione, come si fa un contratto di lavoro. In sostanza,  già da tempo i nostri uffici si occupano di questi giovani italiani.”
“Se vanno a stabilirsi in un paese nel quale esiste la convenzione con l’Italia allora  è la convenzione che offre una serie di protezioni e diritti. Non fosse altro che quella di poter beneficiare dei contributi a fini pensionistici. Se invece si vanno a stabilire nei paesi nei quali non c’è convenzione, le cose si fanno più complicate perché in seguito dovranno riscattare i contributi per il lavoro effettuato.”

“Penso che il nuovo regolamento ed il decreto attuativo dell’art 13 sia di  grande utilità perché considera le prestazioni assistenziali che l’italiano o l'italiana all’estero possono ricevere secondo la legislazione del paese di residenza. Voglio fare un esempio: l’invalidità civile in Italia viene riconosciuta a persone che hanno ridotte o inesistenti capacità lavorative. Questa prestazione esiste, sotto altro nome, anche in paesi Europei o extra EU. Il nuovo regolamento consente di valorizzare, ai fini dell’attività di patronato, anche le domande con esito positivo che sono dirette alle istituzioni estere. E questo apre un campo molto importante per noi.”


“Con l’Inps abbiamo esperienze molto positive e anche esperienze negative, conflittuali. Nell’ambito delle esperienze positive posso sicuramente citare la campagna reddituale all’estero.
Motivi  di preoccupazione riguardano, invece, l’applicazione del nuovo regolamento europeo partito il  1 maggio 2010. L’Inps non ha presentato ai patronati le modalità che intende attuare. Ma nel nuovo regolamento ci sono diverse novità interessanti, e bisognerà vedere come verranno concretamente realizzate a difesa degli interessi dei cittadini Italiani residenti nei paesi dello spazio economico europeo.
Alcuni riguardano le persone che il nuovo regolamento europeo tutela. Prima si tutelavano  soltanto i lavoratori e i loro familiari, oggi i cittadini. C’è una maggiore attenzione nel campo della salute, La possibilità per esempio  per chi percepisce l’indennità di disoccupazione di rientrare per periodi più lunghi nel paese di residenza senza il timore di perdere l'assegno di disoccupazione. Bisognerà vedere quali saranno gli aspetti operativi con l’istituto.”

Quanto all'attività dell'’Inps, secondo noi viene esaltata troppo questa nuova fase. Esiste una stagione di innovazione tecnologica interessante volta a semplificare la vita del cittadino, però non vorrei che  si vendesse un risultato prima ancora di averlo realizzato.
Come patronati insistiamo molto sulla necessità di rendere tutto più tecnologico,  ma  l’Inps purtroppo non lo fa, con tutti i tempi lunghi e con le inesattezze che dal cartaceo possono derivare.”(29/04/2010-ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2010-04-29 00:04)

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