LAVORO - DONNA - NORI(DIR.GEN.INPS):"IL LAVORO FEMMINILE DEVE ESSERE UN'OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE- UN INTERROGATIVO: HA SENSO UN SISTEMA DI WELFARE CHE PREMIA LE DONNE SOLO A 60 ANNI ?"
L' incremento del lavoro femminile è ormai un'esigenza nazionale, un problema di sostenibilità” ha affermato il Direttore Generale Inps, Mauro Nori, (vedi: italialavorotv.it /italiannetwork - ) in occasione del seminario promosso dalla Cisl ieri a Roma su “Le donne e il lavoro: la risposta alla crisi”.
“Il primo dato da sottolineare per chi, come me, fa il tecnico – ha spiegato Mauro Nori - è che per la prima volta si prende consapevolezza che le politiche di conciliazione, e più in generale le politiche relative al lavoro femminile, non sono più un'esigenza settoriale delle donne, bensì una necessità nazionale e globale. È quindi corretto il titolo dell'incontro: “Donne e lavoro, la risposta della crisi”. Per chi come me si occupa di welfare, il problema scivola sulla variabile democratica: tutti i sistemi di welfare occidentale vivono il “paradosso del benessere”.
“I sistemi di welfare – ha spiegato il Direttore Generale Inps - hanno aumentato l'età di sopravvivenza che si accompagna inevitabilmente ad un necessario riflesso sui costi del sistema. È chiaro che, se a questa variabile demografica, aggiungiamo un tasso di fertilità che è il più basso d'Europa, associato poi ad una sopravvivenza che, per fortuna, è tra le più alte d'Europa, queste due variabili assumono una connotazione di divergenza sotto il profilo della sostenibilità. Senza dimenticare che in Italia il differenziale del tasso di disoccupazione tra la popolazione maschile e la popolazione femminile si attesta attorno al 40%, nettamente superiore alla media europea che è del 10%.
Per tutte queste ragioni, ha affermato Nori, la relazione tra il tasso di fertilità, le politiche di conciliazione e l'agevolazione di tali politiche è quanto mai diretta, all'interno di quadro in cui le politiche di conciliazione favoriscono maggiormente il genere femminile rispetto a quello maschile. Altro dato assai importante: nel periodo di età compreso tra i 25 ed i 45 anni, il tasso di occupazione delle donne con figli diminuisce, laddove aumenta quello delle donne senza figli. Ciò significa che in Italia lavoro e famiglia sono quasi inconciliabili e questo è un dato che dovrebbe far riflettere”.
Secondo il Direttore Generale Inps “il sistema di welfare rientra ormai in un'ottica prettamente competitiva: non si può considerare il sistema di assistenza e di previdenza, senza pensare ad un modello competitivo per il Paese. La quantità/qualità del prelievo, il livello delle prestazioni, l'indirizzo di queste politiche: sono tutti aspetti che hanno un riflesso diretto sul sistema competitivo del nostro Paese. É ormai comune che gli spazi di manovra sul prelievo fiscale e contributivo siano assai limitati, quasi nulli. E allora il discorso si sposta sul lato delle spese: pensare che, all'interno del welfare, non si possa raggiungere un equilibrio delle spese tra previdenza ed interventi, significa negare un fenomeno assolutamente significativo”.
Un altro tema importante del seminario è quello dell'età pensionabile delle donne, inferiore rispetto a quella dell'uomo. “Non dobbiamo dimenticare che negli anni '50 e '60, le donne andavano in pensione prima perché morivano prima, costrette a fare lavori altamente usuranti in condizioni poco salubri: vi era quindi una relazione diretta tra tasso di mortalità ed età pensionabile. Con il tempo ed il miglioramento delle condizioni di lavoro femminile, la situazione si è nettamente rovesciata, con la conciliazione delle esigenze della famiglia che è ricaduta completamente sulla popolazione femminile. L'anticipo di 5 anni sull'età pensionabile viene legittimamente riconosciuto per effetto dell'alto valore sociale che le donne svolgono all'interno della famiglia”. “Ma a questo punto – ha aggiunto Mauri Nori - ci si chiede: ha senso soddisfare un bisogno politico di conciliazione tra lavoro e famiglia solo alla fine dell'attività lavorativa? Ha senso un sistema di welfare che premia le donne a 60 anni? Io credo che una riflessione su questo punto debba essere fatta, senza pregiudizi e pretese di soluzione. È fondamentale individuare incentivi adeguati alle politiche di conciliazione: accanto agli asili nido, abbiamo bisogno di creare le condizioni efficaci affinché le aziende abbiano interesse a mantenere al lavoro la popolazione femminile. Noi, in quanto Inps, siamo disposti a fare il nostro nell'esaminare i fenomeni, quantificarli e porli all'attenzione del decisore pubblico”.(19/01/2010 - ITL/ITNET)