LAVORO- SEMINARIO CISL "LE DONNE E IL LAVORO: RISPOSTA ALLA CRISI" - OCMIN(SEGR.CONF.):"DAL POLITICAMENTE CORRETTO AL POLITICAMENTE EFFICACE. OSSERVATORIO E TAVOLO DI CONFRONTO".
“Nulla sarà come prima: sappiamo bene come ogni crisi porti con sé problemi ed opportunità. Per questo, come ci richiama il segretario generale Bonanni, il tema non è solo quando ma come si uscirà dalla crisi”. Così il segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin, introducendo questa mattina a Roma i lavori del convegno: “le donne e il lavoro: la risposta alla crisi” al quale hanno preso parte coordinati dalla giornalista di Rainews24, Dania Mondini, lo stesso Segretario Generale della CISL, Raffaele Bonanni, il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il Capo del Dipartimento Pari Opportunità, Isabella Rauti, l’On. Livia Turco e il Direttore Generale dell’Inps, Mauro Nori.
Al centro della riflessione i due grandi temi della cultura di genere più evoluta: la funzione strategica dell’occupazione femminile e la conciliazione: argomenti che riguardano complessivamente la società italiana e il valore di un nuovo equilibrio tra accesso al lavoro, vita professionale e vita privata.
“La cultura delle donne è quella della conciliazione ma sarebbe una risposta sbagliata e difensiva parlare di conciliazione a partire solo dalla famiglia” ha proseguito Ocmin. “Quella famiglia che ancora una volta, con il precipitare della crisi, ha ritrovato, di colpo, la sua funzione di spazio affettivo e di welfare compensativo”.
Secondo Ocmin non bisogna cedere “alla coltivazione delle nostalgia del passato” ma, piuttosto, cogliere le opportunità che la crisi offre: “occorrono politiche e proposte che tengano insieme famiglia e comunità, individuo e Istituzioni, persone e soggetti collettivi, lavoro ed autorealizzazione, crescita sociale e meritocrazia”.
Necessario, secondo il segretario confederale,regolarizzare i lavoratori immigrati e far emergere il lavoro nero in tutti i settori produttivi “perché questo processo non solo facilita l’integrazione, ma impatta sullo tenuta e sullo sviluppo di un’economia fondata sulla legalità”. “Per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo dove le donne, il lavoro e la famiglia, assumano un straordinario valore aggiunto è necessario – ha sottolineato Liliana Ocmin- che il concetto di pari opportunità passi dal politicamente corretto al politicamente efficace".
Secondo il segretario confederale della CISL è necessaria una stagione di riforme “dove – ha spiegato - vengano messi al centro il diritto al lavoro, i doveri, le responsabilità e l’autorealizzazione personale, ma anche l’integrazione tra generi, nazionalità e generazioni e che tenga il cristianesimo quale fondamento di una civiltà della condivisione”.
Ocmin ha, poi, parlato dell'ampliamento degli ammortizzatori sociali: “fondamentali per gestire l’emergenza e garantire la tenuta della coesione sociale”. Necessaria, inoltre, una politica di rilancio del tessuto industriale e l'attenzione all’opzione di genere che segna gran parte delle riorganizzazioni aziendale. Le donne sono le ultime ad entrare nel mercato del lavoro e le prime ad uscirne”. “In una logica di riequilibrio – ha osservato il segretario confederale- è necessario disporre di dati disaggregati per genere. Di qui la proposta di un Osservatorio che veda il coinvolgimento dell’ INPS, del Ministero del Lavoro e delle Pari Opportunità, delle parti sociali e delle Istituzioni locali.”.
Tra le altre proposte della Cisl: una riorganizzazione e una semplificazione degli incentivi fiscali sia europei che nazionali e territoriali; agevolazioni per l’accesso alla formazione professionale femminile; servizi per l’impiego; servizi alla famiglia e alla persona. “occorre – ha spiegato Ocmin- defemminilizzare il lavoro di cura attraverso un potenziamento dei servizi all’infanzia e arrivare ad una corresponsabilità dei compiti all’interno della famiglia. Come? utilizzando il risparmio graduale derivato dall’aumumento dell’età pensionabile verso la famiglia con particolare attenzione alle donne sole con figli”.
Sul tema dell’occupazione femminile e giovanile: “è necessario intervenire sul rapporto tra scuole e percorsi di formazione, procedendo attraverso un’ alternanza tra istruzione in aula e saper fare". Richiesto, inoltre, l' innalzamento dell’età per l’apprendistato.”
E ancora, la "questione meridionale": "occorre un piano di rilancio del sud, modulato sulle esigenze delle donne meridionali a partire dai fondi strutturale per il mezzogiorno riproponendo l’intervento del vecchio criterio territoriale”.
Nuove opportunità secondo la Cisl provengono dal recupero del territorio e della sua valorizzazione, dagli incentivi alla piccola imprenditorialità femminile sul territorio, e, soprattutto dalla contrattazione bilaterale e di secondo livello necessaria per individuare risposte e soluzioni. "Attraverso la contrattazione decentrata è possibile trovare soluzioni ed affermare “l’ecosistema della conciliazioni” e che faciliti accordi e buone prassi".
“Recuperare terreno nonostante la crisi– ha concluso Ocmin- è possibile, e la CISL è pronta. A tale scopo, ha affermato la sindacalista, la richiesta dell’apertura di un un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte (min lavoro p.o. sindacati organizzazioni datoriali). E’ quanto ci viene chiesto da lavoratori e lavoratrici per una prospettiva di crescita e di coesione sociale".(18/01/2010-M.G.-ITL/ITNET)