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LAVORO - RICERCATORI ITALIANI NEL MONDO: GIOVANI ALTAMENTE QUALIFICATI E PRECARI- A COLLOQUIO CON LE RICERCATRICI DEL PROGRAMMA NAZIONALE IN ANTARTIDE

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  Buona parte della ricerca italiana poggia le sue basi ed i suoi allori sul lavoro dei giovani ricercatori. Nella maggioranza dei casi "precari", con contratti a tempo determinato, borse di studio ed assegni di ricerca. E' un dato di fatto !

A testimoniarlo l'intervista video on line realizzata da ItaliaLavorotv.it (www.italiannetwork.it) con due giovani ricercatrici di eccezione reduci da un'interessantissima esperienza scientifica nell'ambito del programma nazionale di ricerca sull'Antartide: Lucilla Alfonsi e  Lucia Sabbatini, geofisica la prima, astronoma la seconda, con alle spalle oltre un anno di permanenza presso la base franco italiana.

Due figure altamente qualificate per un'esperienza scientifica di grande rilievo sul piano nazionale ed internazionale. Eppure: entrambe precarie, con un contratto a termine per la partecipazione ad un programma da venti milioni di euro, che non verrà replicato. Un programma per il quale il SottoSegretario Pinza si è impegnato su 'importo 10 milioni di euro. E' quanto il nostro Paese sembra possa oggi investire, mentre i nostri ricercatori prendono la strada dell'estero.

  La media anagrafica dei ricercatori italiani inseriti nel contesto occupazionale italiano con il riconoscimento dei ruoli e delle capacità professionale è, d'altra parte, assai alta. La produttivita' di livello spesso elevata ma decisamente limitata soprattutto per motivi finanziari. Far ricerca costa!. I tempi sono lunghi e le aziende italiane non intervengono come in altri Paesi a supportare la ricerca affiancando le scarse risorse investite dal settore pubblico. Sicchè un buon numero di ricercatori, dopo aver soddisfatto l'opportunità di approfondimento delle proprie ricerche all'estero, decide di  optare per i laboratori ed i centri di ricerca di altri continenti o di altri Paesi europei, che puntano piu' dell'Italia su un settore che permette di rilanciare un'economia asfittica e per lo piu' orientata su segmenti tradizionali.

Ma ascoltiamo  l'appello delle due giovani ricercatrici....(06/05/2009-ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2009-05-06 00.05)

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