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IMMIGRAZIONE - L'IMPEGNO DEL SEI (UGL) SULL'IMMIGRAZIONE - INTERVISTA CON IL PRES. LAGAMBA - PRESENTATA ALLA CAMERA LA PROPOSTA DI UN ALBO PROFESSIONALE DEI MEDIATORI INTERCULTURALI

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    La situazione dell’immigrazione in Italia  è caratterizzata da diverse problematiche sulle quali è impegnato il SEI, Sindacato Emigrazione Immigrazione della UGL, al cui Presidente Luciano Lagamba, ItaliaLavorotv/Italian Network  (video online www.italiannetwork.it) ha posto alcune domande a latere della presentazione alla Camera, da parte dell'On. Aldo di Biagio, esponente del PDL all'Estero, della proposta di legge di istituzione di un Albo professionale dei mediatori culturali. 

  “C’è molta disinformazione e paralizzazione sul problema sicurezza, un problema collegato all’immigrazione, quando poi chi delinque in realtà non è esclusivamente l’immigrato. Al contrario gli immigrati contribuiscono, creando un valore per il nostro paese pari al 9,%  del prodotto interno lordo, contribuiscono a dare quel welfare quella assistenza alle famiglie cosa che di regola dovrebbe fare lo stato” ha spiegato La Gamba, che ha presentato una proposta  di legge bipartisan per quanto riguarda l’istituzione dell’albo dei mediatori culturali, un’iniziativa che percepisce una precisa richiesta: la valorizzazione di questa figura.

  “La figura del mediatore culturale nasce con la legge Bossi-Fini, - ha aggiunto La Gamba - già all’epoca si faceva avanti l’esigenza di costruire una figura che potesse fare da ponte tra gli italiani le istituzioni e gli immigrati, purtroppo, come sempre accade nel nostro paese, tutto quello che è originale propositivo e utile alla nostra società non viene portato a termine."

Quanto ai mediatori culturali: "Persone che hanno contribuito all’inserimento di oltre 4 milioni di immigrati, 500 mila africani, 1 milione di musulmani…non c’è per loro un riconoscimento ufficiale,  intanto c’è una formazione difforme da nord a sud o viceversa, non c’è un percorso univoco, e c’è necessità di un riconoscimento. Abbiamo immaginato di avere dei mediatori culturali che possano essere impiegati in ambito sanitario, nelle relazioni con il pubblico in genere…per facilitare la presenza degli immigrati.”  “Una figura fondamentale" afferma Lagamba.

  Lagamba non nasconde il disagio del SEI a fronte dei tanti limiti imposti dal ddl sicurezza, molti dei quali riguardano anche i minori. Per non parlare dell"’obbligo da parte dei medici di denunciare i clandestini – ha sottolineato il presidente della Sei, che definisce "proposte demagogiche da respingere al mittente, perché non credo esista davvero questo problema di ordine pubblico". E prosegue "gli immigrati non mangiano gli italiani nè viceversa".  Quindi "la sicurezza riguarda immigrati e italiani.”
L'intervista integrale nella sezione news alla voce Immigrazione del 16/03/2009.(12/03/2009-ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2009-03-12 00:03)

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