PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - DAL PATRONATO INCA MALPASSI(RESP.AREA ESTERO):"IN SUD AMERICA IMPEGNO INCA AL PASSO CON LA MOBILITA' CHE CARATTERIZZA IL NOSTRO TEMPO"
Una presenza diffusa quella del Patronato INCA e di altri patronati nei paesi in cui migravano gli italiani all'estero, ma negli ultimi anni sempre più forte si è avvertita l'esigenza di rispondere all'altro fenomeno, quello dell'immigrazione nel momento in cui l'Italia è divenuta Paese di immigrazione oltrechè di emigrazione e le due cifre si sono ormai quasi sovrapposte. Fenomeno che ha imposto ai Patronati non soltanto l'impegno ad accogliere e tutelare gli immigrati, cosa che noi facciamo in maniera egregia in Italia - ma sul come tutelarli ed assisterli nel momento del ritorno nei loro paesi di origine o addirittura prima al momento della loro partenza. Oltre all'incremento della mobilità in Europa che interroga non solo sul fronte bilaterale ma anche multilaterale. Un fenomeno che tuttavia non è limitabile all'Europa, ma si sviluppa in maniera più massiva in America Latina"
Ad affermarlo nel corso di una intervista con Italialavorotv/Italiannetwork il responsabile dell'Area Estero del Patronato INCA CGIL, Andrea Malpassi, che illustra una realtà l'eco della quale arriva poco o nulla in Italia, ma che impone, a quanti operano al di fuori dei confini nazionali a fare i conti con problematiche di ben piu' vasta dimensione e complessità.
Un fenomeno generalizzato ormai nel mondo, quello di cui parla l'esponente del Patronato INCA: di lavoratori nati in un paese che si spostano in un altro paese del continente e poi si spostano in un terzo paese dello stesso continente, lavoratori nati magari in Argentina che vanno a lavorare in Spagna, incontrano una fortissima crisi economica della Spagna e ritornano o in Argentina o vanno in Brasile." Senza contare gli ulteriori passi verso la mobilità transcontinentale e che ha investito l'Europa negli ultimi anni e per la quale ci siamo attrezzati, sia come patronato, sia come forze sociali e sindacali.... un fenomeno molto recente in America latina, ed investe anche il nostro lavoro, il nostro ruolo come patronato, e richiede una diversa organizzazione della nostra presenza.
Oggi - sottolinea il sindacalista della CGIL "l'INCA è in grado di dare loro quel sostegno nel momento in cui rientrano e si spostano. Questo ci pone, però, di fronte a molteplici sfide : dall'esigenza di come intercettarli ed incontrarli per poterli assistere. Quindi sempre di più ragioniamo sulla possibilità di espansione della nostra rete e sulla stessa presenza fisica degli uffici all'interno del continente sudamericano....
Nel seminario di Novembre a Montevideo abbiamo ragionato con tutte le forze sindacali dell'America latina e con gli enti previdenziali di quei paesi sul come immaginare uno Stato sociale espandibile sul modello europeo al continente latino americano e come un Patronato come l'INCA possa essere utile a fornire quel tipo di informazioni e assistenza ai lavoratori di quei paesi che si spostano....
E sul versante degli italiani di vecchia generazione.... Secondo Malpassi "I problemi connessi al lavoro dei nostri concittadini nell'area dell'America latina sono gli stessi che incontriamo come patronati nello svolgere il nostro lavoro lì, l'anno 2012 sta chiudendo ed è stato un anno terribile, non per i risultati, ma per la complessità di quell'area e degli eventi imposti dal rapporto con le istituzioni, con l'INPS piuttosto che con la Citybank, piuttosto che con le istituzioni italiane. Ci siamo trovati tra capo e collo diverse questioni oltre l'attività tradizionale, che non vengono riconosciute...(VEDI: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=13238).(15/05/2013-ITL/ITNET)