ITALIANI ALL'ESTERO - RIFORME - ON.FEDI(PD/ESTERO): "APERTI IN PARLAMENTO A INNOVAZIONI MA CHE SIANO "CHIARE" E "CONSEGUENZIALI" E "PARITARIE" SU QUESTA LINEA FUTURO NOSTRE COMUNITA' ALL'ESTERO"
"Stiamo vivendo da tempo una esperienza davvero brutta sulla politiche per gli italiani all'estero" afferma l'on. Marco Fedi ripercorrendo con Italialavorotv/Italiannetwork le vicende governative a partire dal Governo Berlusconi caratterizzato dai tagli lineari del Ministro dell'Economia e Finanze Tremonti e dalla mancata parità di trattamento nei confronti delle comunità all'estero rispetto ai cittadini in Italia, dall'ICI ai tagli lineari sui capitoli di bilancio del Ministero degli Affari Esteri per le politiche degli italiani nel mondo. E Fedi non dimentica l'atteggiamento discriminatorio sulla residenza per ottenere assegno sociale, inteso a discriminare gli immigrati ma che ha finito per colpire anche gli italiani all'estero..."
Quanto all'oggi "abbiamo decisioni di bilancio dovute, necessarie, le imposte con i sacrifici che vengono chiesti agli italiani in Italia ma che hanno un impatto anche sugli italiani all'estero. Decisioni che penalizzano "aspettative di vita" perchè ricordiamoci che i tagli alle pensioni, ad esempio, riguardano gli italiani in Italia come quelli all'estero" fa presente il parlamentare eletto dalla Circoscrizione Estero, il quale tuttavia aggiunge "C'è, però, una consapevolezza degli italiani all'estero di essere parte di questa vicenda politica e delle conseguenze che evidentemente ne derivano. Quindi di essere oggetto anche della rimodulazione della spesa, come avviene per gli italiani in Italia".
Gli italiani all'estero chiedono però una "conseguenzialita' negli atteggiamenti: ecco allora che il rinvio delle elezioni di Comites e CGIE se è dovuto alla carenza di fondi è comprensibile ed siamo disposti , come il sottoscritto in Parlamento, ad accettare consapevoli del momento, pero' al più presto bisognerà fare una riforma. Ma, aggiunge Fedi, non sono disposto ad accettare che mi si dica in questo momento che bisogna fare la riforma sul voto elettronico. Oppure, come richiedevano gli emendamenti di alcuni colleghi dell'ITALIA dei Valori, che il CGIE debba essere abolito. Su questa linea bisogna fare una politica seria a livello parlamentare ed il Governo non può più agire in maniera "strana", facendo un decreto in cui oltte a dire non abbiamo le risorse per le elezioni anticipa però pezzi di riforma, perchè il metodo di voto e l'organizzazione del voto sono importanti per il voto all'estero sia per i Comites che per il voto politico. Questo errore lo stiamo pagando oggi con una discussione sul decreto che è tutt'altro che serena, purtroppo."....(vedi: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=37364).(11/07/2012-ITL/ITNET)