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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - STATI UNITI - DE GENNARO(INCA USA):E’ “AMERICAN DREAM” PER GIOVANI DISOCCUPATI ITALIANI. DALLA RETE POTENZIALITA’ PER RISOLUZIONE ACCERTAMENTO “ESISTENZA IN VITA”

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  Nei giorni scorsi il Presidente dell’INCA, il Patronato della CGIL, negli Stati Uniti, John De Gennaro, ha presentato alla stampa italo/americana americana e italiana di settore il rinnovato sito web del Patronato INCA in Nord America. Un web site che si caratterizza per l’ampiezza dei contenuti legati non solo alla tutela dei connazionali negli USA ma che raccoglie le pluralistiche esigenze di una comunità molto variegata, in cui alle tradizionali richieste dei più anziani, si affianca una domanda di servizi sempre più ampia da parte delle nuove generazioni residenti e di quelle che emigrano attualmente in Nord America.

Un fenomeno quest’ultimo che va ben al di là della cosiddetta “fuga dei cervelli” (ricercatori od alte professionalità formatesi in Italia) per investire altre risorse umane fra i laureati italiani. Un fenomeno che si sta esponenzialmente irrobustendo – conferma John De Gennaro – e le cui caratteristiche da quelle tipiche della “mobilità” internazionale si trasformano in vera e propria “emigrazione”, che talvolta sfocia in uno status di “clandestinità” per scadenza del visto.

Spesso si tratta di giovani a cui viene offerto un lavoro e che chiedono assistenza al servizio immigrazione del Patronato in USA. Giovani  che provengono dalla Calabria, dalla Sicilia che guardano al sogno americano come unica chances per il loro futuro.

Nondimeno, l’intervento del Patronato prosegue nell’assistenza “attenta” verso la comunità più anziana perché – come sottolinea De Gennaro– l’Italia ha dimenticato tanta gente che è emigrata in America. Mi sto riferendo – spiega - in particolare alle situazioni di disagio dei pensionati nate dalla richiesta dalla “certificazione di esistenza in vita”. Il Presidente del Patronato INCA in America Latina lo definisce un vero e proprio “disastro”, che si è andato aggravando, nonostante il supporto di alcuni funzionari dell’INPS,  all’arrivo della richiesta della City Bank.

Sulla vicenda De Gennaio indica disfunzioni e disattenzioni  (dalla perdita di documenti, per cui i pensionati sono costretti a ritornare più volte negli uffici, all’invio delle buste senza precise indicazioni sulla provenienza tanto che molti pensionati hanno ritenuto di trovarsi di fronte a materiale pubblicitario, alla duplicazione delle richieste, a nomi sbagliati, al mancato riconoscimento iniziale del notaio pubblico), tanto da indurre a lcuni pensionati a rinunciare alla riscossione delle poche decine di dollari a cui avrebbero avuto diritto ed il patronato negli USA ad adire alla “Corte” (ndr.”Tribunale”) e a denunciare alla New York State Banking Association la situazione chiedendo, qualora non fose stato riconosciuto l’intervento del pubblico notaio, l’accesso ai notai delle filiali della City Bank. Iniziativa che ha indotto ad ammettere l’errore riconoscendo la funzione dei pubblici notai negli Stati Uniti.

Disagi che si sarebbero potuti evitare – afferma l’esponente dell’INCA – se qualcuno avesse avuto la saggia idea di utilizzare la telematica, che offre una soluzione con  informazioni in tempo reale sull’esistenza in vita dei pensionati italiani negli Stati Uniti. Se l’INPS è interessato ad acquisire  informazioni delle procedure – aggiunge - non dovrà far altro che richiederle alla Presidente dell’INCA.... (vedi: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=35031 ).(10/04/2012-ITL/ITNET)


(Data di inserimento online 2012-04-10 00.04)

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