CULTURA ITALIANA NEL MONDO - STATI UNITI - A COLLOQUIO CON JOSEPH V. SCELSA PRESIDENTE E FONDATORE DEL MUSEO ITALO/AMERICANO DI NEW YORK "OBIETTIVO: OFFRIRE UNA "VERA E REALE" RAPPRESENTAZIONE DEGLI ITALO/AMERICANI E DEL LORO CONTRIBUTO AGLI STATES"
“L’obiettivo principale del Museo Italo-Americano è offrire una vera e reale rappresentazione degli italo-americani, raccontando il contributo che hanno dato all’economia, alla cultura ed alla società americana in generale e le lotte che hanno affrontato per l’integrazione”. Lo ha affermato ad ItaliaLavoroTv/Italiannetwork il Presidente del Museo Italo-Americano, Joseph V. Scelsa, ospite a Roma per partecipare ad una conferenza sull’emigrazione italiana e sul suo contributo alla storia degli Stati Uniti d’America. Un'emigrazione di seconda, terza e quarta generazione che si è trovata a combattere, nonostante l'apertura multietnica e multiculturale degli Stati Uniti, stereotipi e discriminazioni culturali che in alcuni casi ancora emergono anche sui nostri compatrioti negli USA.
“Sono nato e cresciuto nella parte italiana del Bronx da una famiglia italiana – ha spiegato Joseph Scelsa - i miei nonni venivano da Caccamo. Una famiglia che rispettava le tradizioni italiane e siciliane in particolare. Quando poi sono andato al College e all’Università, ho scoperto che le tradizioni non sempre venivano vissute dagli italo/americani con lo stesso orgoglio che io provavo. Inoltre, durante gli anni del College ero Vice Presidente degli studenti e mi accorsi dell’assenza di corsi che diffondessero la cultura italiana negli Stati Uniti. Altri studenti, pertanto, mi chiesero di far presente questa situazione. Ne parlai con i responsabili dell’Università e riuscimmo ad ottenere i corsi di lingua e cultura italiana. Questa mia attività mi portò nel 1984 ad essere il direttore del primo istituto americano che insegnasse le tradizioni italo-americane nell’ambito della University of New York.
Come direttore, ho presentato una serie di proposte e di iniziative che l’Università sembrava non considerare. Per questo nel 1990 intentai una causa contro l'Università per discriminazioni contro gli italiani d’America. La causa terminò nel 1992. Uno dei risultati della causa fu l’istituzione di una nuova cattedra di studi italo-americani, cui seguì un’importante mostra presso l’Italian-American Museum (di cui sono fondatore e presidente) dedicata agli italiani di New York”.
Ma quella della cultura non è l’unica discriminazione che riguarda gli italiani d’America: “La maggiore discriminazione di cui gli italiani in America sono stati oggetto è quella relativa all’informazione sui media. L’immagine degli italiani che viene da film come il Padrino, da telefilm come i Soprano o da reality come Jersey Shore non sono una reale rappresentazione della comunità italiana in America. Si tratta di immagini che danneggiano la nostra comunità perché sono tanti gli americani che credono nella verosimiglianza di queste immagini. Sfortunatamente la maggior parte di questi show è prodotta dagli stessi italiani. È fin troppo semplice fare audience con caricature o estremizzando le caratteristiche più accentuate di certe etnie. Certo è che negli Stati Uniti altri gruppi etnici non vengono così fortemente attaccati da un simile pregiudizio mediatico”.
Una discriminazione che, secondo il Presidente del Museo Italo-Americano, “finisce per mettere in ombra il grosso contributo dato dagli italiani in America , soprattutto nei settori della scienza e dell’innovazione..... (21/10/2011-ITL/ITNET)