GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO - "MOBILITA' GIOVANILE -NUOVE GENERAZIONI" SE NE E' PARLATO ALLA CAMERA PER L'USCITA DEL LIBRO DI STEFANO PELAGGI I° VOLUME EDIZ. NUOVA CULTURA
“Per anni abbiamo parlato di fuga dei cervelli, ma quello era un fenomeno di élite. Ormai se ne vanno tutti: giovani laureati e non, artigiani, figure che potrebbero servire nel nostro Paese”. Lo ha affermato il direttore de “L’Italiano”, Gianluigi Ferretti, in occasione della tavola rotonda dal titolo “Mobilità giovanile: nuove emigrazioni”. Durante la tavola rotonda è stato presentato il volume di Stefano Pelaggi dal titolo “L' altra Italia. Emigrazione storica e mobilità giovanile a confronto” (Nuova Cultura editore). (vedi: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=30825 )
“Il volume nasce da una duplice esperienza, personale e professionale – ha spiegato Pelaggi - Sono stato in passato un residente all’estero e rientro nella definizione di “nuova emigrazione”. È tempo che la nuova emigrazione metta a frutto la notorietà acquisita per mettere maggiormente in evidenza la realtà degli italiani nel mondo. Secondo me è necessario un nuovo inquadramento della figura del nuovo migrante, del cervello in fuga. A tal riguardo, farei riferimento ad un rinnovato quadro sociale: un’esperienza professionale all’estero fa ormai parte di curricula formativi tanto di alto quanto di medio livello”.
Secondo l’autore del volume “ci siamo abituati al fatto che la professionalità sia mobile: non potremo, dunque, fermare i giovani laureati ed i giovani laureandi che si spostano all’estero. trovo, dunque, anacronistiche determinate leggi che incentivano il rientro in patria attraverso sgravi fiscali...
“Io credo – ha spiegato il Presidente del Maie, on. Ricardo Merlo - che questo volume sia davvero opportuno anche per il momento che stiamo vivendo. Abbiamo una concezione storica dell’emigrazione, che si distacca parecchio dalle forme in cui si presenta la nuova emigrazione cui stiamo assistendo. La fotografia odierna dell’emigrazione ci permette di individuare la dinamica politica, sociale e culturale che sottintende a questi processi migratori...
Per il Prorettore dell’Università “Sapienza”, Antonello Biagini “uno dei meriti di questo volume è sicuramente quello di riuscire a sintetizzare un fenomeno complesso come quello migratorio. È inevitabile, purtroppo, che spesso ci sia un uso politico della storia e a tal riguardo, per diversi anni, l’emigrazione ha rappresentato una sorta di macchia nera...
A portare la propria esperienza personale è stato anche il Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza: “Si sente spesso parlare degli italiani all’estero come di una risorsa che nel tempo ha contribuito anche alla fortune dell’Italia: io credo che oggi i cervelli in fuga rappresentino una risorsa ancora maggiore, soprattutto se vanno ad unirsi a quegli italiani già presenti nel mondo e che hanno una formazione addirittura superiore a quella dei nostri giovani formatisi in patria”.
“Sicuramente – ha concluso Carozza - le riforme politiche al momento in fase di discussione non rispondono ai cambiamenti occorsi nel mondo dell’emigrazione ed alla necessità di valorizzare il patrimonio rappresentato dai nostri cervelli in fuga”. (15/10/2011-ITL/ITNET)