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SPECIALE: PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - BILANCIO INCA 2017 - VIDEO ON LINE: PRESENTATO DA CLAUDIO DI BERARDINO (COLLEGIO DI PRESIDENZA INCA) I PUNTI CARATTERIZZANTI EDIZIONE 2017

(2017-07-09)

  Un'edizione 2017 del Bilancio Sociale INCA CGIL "che guarda al futuro" così Claudio di Berardino, esponente del Collegio di Presidenza del Patronato INCA CGIL, ha definito l'edizione 2017 del lavoro di sintesi dell'attività del Patronato della CGIL presentato alle istituzioni italiane, al mondo del lavoro ed alla società civile. (http://www.italiannetwork.it/video.aspx?id=2494)

Un patrimonio di esperienze che nasce per iniziativa della CGIL nel 1945, un ente privato che opera nei servizi di pubblica utilita'  nell'ambito del lavoro, salute, cittadinanza, assistenza sociale ed economica, previdenza pubblica, immigrazione, assistenza nei luoghi di lavoro, nei confronti dei lavoratori attivi e dei pensionati perassicurare assieme al sindacato tutela collettiva e tutela individuale salvaguardando al meglio i diritti delle persone. L'equita' , la solidarietà, la sicurezza sociale, la partecipazione attiva ne sono i valori fondanti.

L’Inca negli anni si è affermato come il primo Patronato in Italia per volume di attività e per capacità di intercettare il maggior numero di utenti, con oltre tre milioni di pratiche aperte ogni anno e un numero di contatti di circa 5 milioni di persone.

In Italia si avvale di 1.831 in Italia (dipendenti delle strutture Cgil comandati all’Inca), 146 nel mondo (dipendenti delle Associazioni convenzionale con l'INCA); 295 medici, 325 legali..

21 le sedi operative regionali; 106 provinciali, 718 zonali,  in 5000 comuni ( su 8 mila Comuni) e 17 sedi comprensoriali in cui  l’Inca offre in particolare, ai cittadini italiani e stranieri: • l’informazione sui diritti previdenziali e socio assistenziali; • la consulenza medico legale e legale;• la gestione delle pratiche amministrative e degli eventuali ricorsi; • la verifica delle prestazioni erogate dagli Enti e dalle Pubbliche amministrazioni.

La presenza di Inca nel mondo è una realtà consolidata, che si è sviluppata, nel corso dei decenni, in quei paesi dove si sono formate importanti comunità di italiani che, per effetto delle ondate migratorie, si sono insediate stabilmente.

E' presente in • Nord America: Stati Uniti e Canada; • America del Sud: Argentina, Cile, Uruguay, Venezuela, Brasile e Perù; • Oceania: Australia; • Europa: Svizzera, Belgio, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Lussemburgo, Austria, Svezia, Slovenia e Croazia.

Inoltre, l’affermarsi di importanti flussi di immigrazione verso l’Italia, che si sono intensificati negli ultimi 20 anni, ha indotto l’Inca ad aprire nuovi uffici in quelle aree da dove proviene la stragrande maggioranza di lavoratori stranieri verso il nostro Paese. Grazie a questa rete, il Patronato della Cgil assicura loro informazione sulle leggi che regolano i flussi migratori, nonché l’assistenza previdenziale e socio assistenziale di cui hanno bisogno.
Nel Nord Africa è presente in Senegal, Tunisia e Marocco; in Europa è stato aperto un ufficio in Romania.

In tale contesto si situa il rafforzamento dell'impegno dell'INCA sul fronte delle consulenze specialistiche, nonostante una complessa situazione sociale ed economica del Paese. Attività per la  quale tuttavia, il Patronato non riceve  un adeguato sostegno economico dello Stato: solo il 30% viene coperta dai rimborsi negli ultimi 3 anni. Dal 2010 al 2015 il fondo Patronati ha avuto un taglio di 140 milioni di euro. L'aliquota che alimenta il fondo patronati è passata dallo 0, 226% allo 0,199. Un taglio che possiamo definire strutturale. La percentuale di acconto delle somme è passata dall'80% al 68%. ....
In conclusione, anche  la riforma dei Patronati anziche' essere occasione di cambiamento, di ammodernamento, di innovazione dello Stato sociale ...è passata ad essere un semplice elemento di contenimento della spesa pubblica, o per meglio dire di trasferimento delle risorse ...in una sprta di "solidarietà alla rovescia".

I decreti . Il quinto decreto IL QUINTO E ULTIMO DECRETO riguarda le attività contemplate nel comma 3 dell’art. 10, impropriamente inserite tra le attività diverse, ma che in realtà sono attività istituzionali che il Patronato è tenuto a svolgere in forma universalistica. Si tratta di quelle prestazioni, incluse nelle tabelle A-C-D del Dm n. 193/08 a punteggio zero, a cui la legge n. 228/12, come si è già accennato, aveva attribuito, in via sperimentale, in attesa della rimodulazione del complesso delle attività, lo 0,25 di punto/pratica per ogni invio effettuato in modalità telematica.

In luogo della revisione del paniere, la legge n. 190/14 è intervenuta modificando la modalità di finanziamento di queste prestazioni per le quali, in alternativa all’attribuzione del punteggio telematico, finanziato sempre dal “fondo Patronati”, è consentito optare in favore di un contributo a carico dell’utente o degli Enti Pubblici beneficiari nel limite massimo di 24 euro per ciascuna prestazione.
In sostanza, quello che cambia è una modalità diversa di valorizzazione delle prestazioni poste in convenzione, che restano pur sempre incardinate all’interno di un sistema che trova la sua regolazione negli artt. 7, 8 e 13 della legge n. 152/01. Ciò appare tanto più evidente dal fatto che l’opzione per il regime convenzionale in luogo dell’attribuzione dello 0,25 può essere esercitata solo su alcune e non su tutte le prestazioni e che tale scelta può essere revocata in qualsiasi momento.

Un punto essenziale, da rimarcare, è che per le prestazioni in convenzione, l’attività di patrocinio resta inalterata sotto il profilo della universalità, ma deroga rispetto al principio della gratuità. Trattandosi di prestazioni tabellate, lo schema di convenzione deve contenere gli stessi vincoli che la legge impone per lo svolgimento delle attività istituzionali del Patronato in tema di personale, orario di lavoro e mandato.

Oltre al tema del convenzionamento delle attività a punteggio telematico, il decreto si occupa anche di quella parte della normativa che prevede la possibilità per i Patronati di svolgere attività in materia di mercato del lavoro.

Gli ambiti sono molteplici e vanno dalla raccolta dei curricula alla costituzione della banca dati, dalla promozione e gestione dell’incontro tra domanda e offerta all’orientamento e alla formazione professionale. Nel decreto è espressamente previsto che l’espletamento di queste attività deve avvenire all’interno dei locali del Patronato, per un numero di ore settimanali non inferiore a 6 e al di fuori dell’orario di lavoro, previsto in base alla tipologia della sede (provinciale o zonale).

Nessuna indicazione viene fornita per quanto riguarda il finanziamento di questa attività: a chi fa capo (imprese, singoli cittadini), che tipo di corrispettivo (rimborso spese, contributo, tariffa), con quali criteri si determina l’importo.

La scelta dell'INCA : Partendo dal principio intangibile della universalità delle prestazioni, le scelte operate dall’Inca si collocano all’interno di un disegno che mira a preservare i tratti distintivi della “mission” del Patronato. È in questa logica che va letta le decisione assunta in merito al decreto sul contributo a carico dell’utente in alternativa al punteggio telematico (0,25) per le prestazioni non finanziate. Al riguardo, delle 41 prestazioni tabellate, l’Inca ne ha inserite solo 8 in convenzione stabilendo per ciascuna di esse un importo massimo di 15 euro.
Al di là che la norma prescriva per le attività convenzionate l’erogazione di un contributo a carico dell’assistito, l’Inca ha mantenuto la gratuità del servizio in favore di tutti coloro che sono iscritti alla organizzazione promotrice o lo diverranno al momento della richiesta della prestazione.

Anche per quanto riguarda il tema più generale della consulenza, fermo restando l’assunto della universalità e gratuità del servizio, l’obiettivo che l’Inca si prefigge è quello di incentivare, attraverso l’espletamento di questa attività di valore unico, il concorso di un numero sempre più crescente di persone al mantenimento dei livelli di qualità del servizio da realizzare utilizzando, in primis, la leva dell’adesione alla organizzazione sindacale.

Lo strumento del tesseramento, ancorché prioritario nel disegno strategico dell’Inca di rilancio dell’attività di tutela, non costituisce comunque l’unica modalità con cui l’assistito può manifestare la sua volontà di concorrere fattivamente alla funzionamento dell’organizzazione. In proposito, una maggiore considerazione deve essere rivolta verso quella parte della norma (art. 13 - comma 8) che consente ai Patronati di ricevere, per il perseguimento delle loro finalità istituzionali, anche corrispettivi economici da parte dei singoli utenti purché erogati su base volontaria.

Quello della sottoscrizione volontaria è un tema che, a ben vedere, va ben oltre il mero ambito del finanziamento. È una forma di partecipazione che può assumere la funzione di indicatore volto a misurare il “sentiment” degli assistiti in riferimento alla qualità dell’azione di tutela svolta dal Patronato.

In questo senso, può rappresentare un valore aggiunto, che affiancato al proselitismo, può incidere in misura determinante non solo sul versante delle risorse, ma principalmente su quello più generale del consenso.

Come già accennato, la riforma del “sistema Patronati”, soprattutto per gli aspetti legati al suo finanziamento, ha dettato la necessità di una rimodulazione dei rapporti tra Inca e Cgil, il cui punto centrale è rappresentato dal pieno riconoscimento e valorizzazione del ruolo che il Patronato svolge sul versante del tesseramento.
Questa rilevante modifica organizzativa interna conferisce alla stessa disposizione di legge (art. 13-comma 8), che contempla la possibilità per i Patronati di ricevere contributi e anticipazioni da parte della organizzazione promotrice, un diverso e più pregnante significato; i finanziamenti della Cgil all’Inca non sono più una semplice operazione di trasferimento di risorse, ma una forma di sostegno economico che tiene conto dell’apporto dato dal Patronato nell’incrementare il numero degli iscritti al sindacato.....(vedi: http://www.italiannetwork.it/video.aspx?id=2494  )  (09/07/2017-ITL/ITNET)

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