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ITALIANI ALL'ESTERO - PRIMARIE PD: DALLA GERMANIA CECILIA MUSSINI (MONACO) E FLAVIO DEMBISON VENTURELLI (KARLSRUHE): PERCHE' VOTARE MATTEO RENZI SEGRETARIO DEL PD. LA PAROLA A C.MUSSINI.

(2017-04-21)

    Ultimi giorni alle Primarie PD, con una maggioranza decretata dai Circoli,  ma con l'incognita di un voto al quale parteciperanno anche i non iscritti,  Cecilia Mussini e Flabio DemBison Venturelli, la prima esponente  del Circolo PD di Monaco ed il secondo fondatore del Circolo PD di Karlsruhe (Baden Württemberg), tratteggiano la visione di un partito declinato in un'ottica inscindibilmente legata all'ex premier.  Sicchè l'intervista  di Italialavorotv/Italiannetwork suona, fin dalle prime battute di Cecilia Mussini, come una nuova investitura di Matteo Renzi a Segretario del Partito Democratico  in forza di un'idea di rinnovamento, che trae dal risultato del Referendum la propria ragion d'essere nella necessità di un partito "nuovo", all'insegna di una più ampia partecipazione, e di un più aperto dialogo "sia all'interno che all'esterno".

Una proposta, quella di Renzi, "dinamica", anche se "meno identitaria delle proposte di Orlando e di Emiliano" ammette Flavio DemBison Venturelli,  ma "consapevole  di quelle che sono le sfide in Italia e fuori d'Italia".

"La mozione Renzi si differenzia dalle altre perché ha un'idea innovativa di cosa voglia dire essere sinistra o centrosinistra di governo, come si addice al PD". Entra subito in argomento Cecilia Mussini, con l'impeto dell'entusiasmo che contrassegna il suo impegno: "Io credo che Renzi possa contare su moltissime forze che ancora non hanno trovato una convincente espressione" perchè "secondo me, la mozione Renzi è molto di più di quello che si vede, che si pensa e c'è un sacco di energia a livello di circoli, di militanti, di simpatizzanti".
E Mussini, in buona sostanza, fa notare come uno dei punti di forza della proposta Renzi sia proprio la capacità di attirare forze anche al di fuori della militanza tradizionale." E spiega "Una cosa che sto notando dall'inizio della campagna:  veniamo contattati da persone  tradizionalmente non vicinissime alla militanza politica, sempre interessate ma mai militanti, che  ritrovano in Renzi, nelle persone che lavorano con Renzi, nei militanti che a livello locale lavorano per Renzi, una possibilità di dialogo che fino a questo momento era più difficile incanalare. Ecco, questo credo che sia un punto importante".

Mussini sostiene : "Siamo in un momento storico complicatissimo da tantissimi punti di vista, ma ritengo che nella mozione Renzi ci siano persone in grado di interpretare, per esempio, i social network, le fake news ed il rapporto con i populismi meglio di altre. E  non perché gli altri non siano persone valide, ma nella mozione Renzi ci sono moltissime persone che hanno idee chiare sul come affrontare il problema e  tutto quel che riguarda appunto  il modello di formazione e trasformazione."

Altro esempio "Sappiamo tutti che le politiche del lavoro, come il jobs act, hanno bisogno di essere corrette, ma penso anche che occorra guardare avanti,  non affidandosi a ricette passate, come avviene talvolta nel dialogo fra compagni di partito, ma  provando a cambiare il paradigma, cercando di capire come sarà  il mondo del lavoro tra vent'anni."  E di "idee ce ne sono tante", sottolinea Mussini che tiene a far presente come Renzi rappresenti un "variegato mondo". Siamo molti, siamo plurali, capaci di intercettare tante idee", come dimostra il sito "incamminoeuropa.com", lanciato insieme ad un gruppo di militanti europei. Un sito delle idee e delle "pratiche"  da proporre in prospettiva all'Italia" stigmatizza Mussini, che afferma  "Non è vero che noi ci identifichiamo in Renzi qualsiasi cosa dica ! Tant'è che  vogliamo portare all'attenzione del partito, tramite la candidatura di Matteo Renzi una serie di temi che ci stanno a cuore e che riteniamo fondamentali per il futuro dell'Italia ed in generale dell'Europa".

Tanto entusiasmo, ma l'esito del referendum...non può dirsi positivo ?
"Il risultato del referendum è stato, per l'esponente del PD in Germania,  frutto di una serie di congiunture molto particolari e credo che in parte si siano pagati errori di governo. Ecco perchè è importante affrontare le problematiche, per esempio, legate alla buona scuola, od al jobs act."

Tuttavia, afferma Mussini " Io sono fermamente convinta che l'azione di governo sia stata un primo tentativo di  smuovere l'elefante, di fare in modo che l'Italia riparta. Quindi, il nostro compito, quello di  Matteo e di tutti  quelli che si vogliono impegnare per la sua proposta,  è  di far capire che quello è stato un tentativo. Che, pero',  si hanno delle idee per raggiungere le problematicità e che evidentemente fino a dicembre non erano ancora così chiare.
Dunque, a dicembre è stato dato un segnale:  dobbiamo dimostrare di averlo capito e dobbiamo dimostrare di essere in grado di interpretare questo segnale per migliorare la proposta di azione di governo tramite, appunto, questa candidatura."

Insisto: grande adesione al referendum da parte degli esponenti della comunità all'estero...in Italia però...?

Risponde Mussini "io mi trovo a Monaco di Baviera, ma siamo un gruppo presente in molte realtà e tutti abbiamo notato un aumento della partecipazione a ridosso del 4 dicembre e, soprattutto dopo, nel momento in cui il referendum è finito, anche se poi è finito come abbiamo visto !.
Una partecipazione che si sente, che è viva, che inizia a prendere forma. E che è stata smossa proprio dalla campagna referendaria che, peraltro, all'estero è stata condotta molto bene da tutto il gruppo che adesso sta portando avanti la mozione Renzi e che ha visto il coinvolgimento di ulteriori  persone. Cosa che all'estero, mi creda, non è facile !.
 
Voglio farle un esempio delle difficoltà che esistono: all'estero abbiamo organizzato dei "porta a porta" durante la campagna referendaria. Ora se "porta a porta"  in Italia significa che si va in giro, si suonano i campanelli, qualcuno apre e qualcuno no. All'estero, invece, significa che magari in un chilometro non trovi un italiano, quindi anche a livello di energie è molto diverso. Ma proprio questo impegno - fa presente Mussini - ha  dato risultati. E' stato possibile avere un più ampio  dialogo e confronto.  Dunque si ai social network ma anche all'impegno più tradizionale  che si svolge sul territorio "

Voglio essere ancor piu' chiara...tanto  entusiasmo all'estero ...ma Renzi non attira grandi simpatie in Italia....

Ammette Mussini "In Italia senza dubbio, ma credo che faccia parte del gioco, quando qualcuno va al Governo chiaramente  attira le inimicizie. Penso, però, che  sia fisiologico, in particolare nel caso di Renzi che ha cercato di smuovere le acque e lo ha fatto con uno stile anche aggressivo, di attacco. Una cosa che non l'ho trovata sempre particolarmente utile per la causa, afferma la stessa Mussini,  ma è stata una sua scelta.  Anche se è una di quelle cose su cui, forse, si potrebbe imparare qualcosa per il futuro.

Comunque, prosegue, non ritengo che la comunicazione sia stato il problema più grosso di Renzi ! Piuttosto, il fatto di aver incarnato  speranze che, nel giro  di appena due anni e mezzo non potevano essere risolte. Se poi ci si aggiunge che tutte le volte che si affronta un problema inevitabilmente si va incontro a resistenze  e reazioni  e che ciò comporta anche un necessario compromesso in un "governo di coalizione", con tutta una serie di reazioni "fisiologiche", ma che nel caso dell'azione del Governo Renzi sono state particolarmente forti in quanto sono stati affrontati contemporaneamente  molti problemi. Il che spiega la reazione, particolarmente forte, di rigetto.

  Ciò detto  io credo che  i punti più critici debbano essere ripresi, per dimostrare appunto che non si sottovaluta la difficoltà delle persone in carne ed ossa:  problemi sul lavoro, difficoltà di inserimento nella scuola. Ebbene, ritengo che si debba partire proprio da lì per riuscire a lanciare un programma nuovo, che non rinneghi le basi del riformismo, ma lo porti avanti perché quella è la strada, Dobbiamo  guardare al futuro più di tutto."

Se la maggioranza si convincesse e Renzi  ritornasse...ritiene che gli italiani "entusiasti" sarebbero molti di piu''...?

"Io lo spero, perché credo che sia l'opzione migliore che abbiamo in campo. Quello che succederà lo vedremo, dipenderà moltissimo da come decideremo tutti insieme di lavorare appunto sui temi più sensibili, ma credo che ci sia speranza e  che il 40% del referendum comunque non vada sottovalutato !.
Stiamo parlando comunque - fa presente Mussini - di una base elettorale ampia da cui partire, il che non significa che il 40% del referendum sia tutto di Renzi. Questo è assolutamente indubbio ! Ma vuol dire che c'è un referente a cui guardare con attenzione. Sta a Renzi in primis ed a noi cercare di convincere il più possibile le persone, soprattutto quelle che hanno votato si, ma anche  quelle che hanno votato no, del fatto che abbiamo un'idea riformista per l'Italia che vale la pena di portare avanti. Quanto ci riusciremo nell'impresa lo vedremo il 30 di aprile  ma noi faremo tutto il possibile per quelle che sono le nostre possibilità "."

Riuscirete a incidere dall'estero su tessuto italiano ?

Posso farle un esempio banale di una cosa che ci è accaduta tempo fa, c'era stata la proposta di impedire il famoso "contromano in bicicletta". Uno dei nostri amici del partito democratico tedesco che, tra l'altro, adesso sostiene Orlando, per far vedere che siamo un partito unito e vivo, che lavora insieme, aveva proposto  di scrivere una lettera per fare presente come funziona la regola del "contromano in bicicletta" in Germania. Regole che rendono più utilizzabili le piste ciclabili, in quanto ci sono strade di raccordo che senza un tratto in contromano non permetterebbero tempi di percorrenza normali per andare al lavoro. Ebbene questa cosa è stata immediatamente recepita. Si tratta di piccole cose ma non possiamo incidere su tutto, però se decidiamo quale battaglia combattere credo che abbiamo un po' di possibilità, come tutti i militanti, di fare la nostra parte.

Poi, per quanto mi riguarda, io credo che il compito di un partito sia di fare proposte di governo, ma anche di fare in modo che la partecipazione diffusa aumenti, che migliori il livello del dibattito pubblico, cosa che facciamo spesso qui a Monaco, ma devo dire che anche in altri circoli - indipendentemente dalla mozione sostenuta -  c'è grandissimo interesse per l'approfondimento politico, per capire meglio quali siano le problematiche e come affrontarle. E questo credo  sia un compito del partito  indipendentemente dal risultato,  perché crea una cultura diffusa molto più significativa.
  Siamo in un momento in cui  i corpi intermedi - compresi i partiti - vivono un momento di difficoltà e bisogna trovare un modo per ridare loro  linfa e una delle chiavi è discutere per migliorare il livello del dibattito pubblico. Questo vale sia per gli italiani in Italia che a maggior ragione in un contesto interconnesso come il nostro, dove in tutti i momenti noi interagiamo con persone che vivono in Italia su facebook, twitter, skype, come stiamo facendo ora. Insomma con tutti i mezzi di comunicazione che abbiamo".....(28/04/2017-m.f.-ITL/ITNET)

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