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LAVORO - ITALIANI ALL'ESTERO: FRONTALIERI - DOLZADELLI (CGIE):APPROVATO ALL'UNANIMITA' ODG 'TAVOLO' 'STATUTO LAVORATORI FRONTALIERI' STRUMENTO ARMONIZZAZIONE REGIMI PREVIDENZIALI E MERCATO LAVORO

(2016-03-25)

Fra gli ordini del giorno approvati al'unanimità dall' Assemblea Plenaria del CGIE (otto- ndr.) quello sui lavoratori frontalieri è stato presentato dal Consigliere Mirko Dolzadelli, segretario CISL di Sondrio, presso il CGIE  in rappresentanza di questa particolare categoria di lavoratori, che conta decine di migliaia di lavorator. Si calcola siano 90.000 i lavoratori italiani che attraversano i confini per andare ogni giorno a lavorare in Svizzera, Francia, Principato di Monaca. Austria, Slovenia, Croazia, San Marino e altri Paesi dell'Area Mediterranea, come Malta, la Grecia e l'Albania.

In questi anni difficili, di crisi, "il numero dei frontalieri è aumentato costantemente, costituendo un aspetto rilevante nei rapporti dell'Italia con i Paesi di confine, ma  rappresentando  anche un importante contributo allo sviluppo economico dei Paesi in cui il fenomeno insiste", come  sottolinea il documento approvato dal CGIE.

Detto ciò, tuttavia, l'odg rileva come finora - nonostante le richieste unitarie dei sindacati dei frontalieri -  non sia  stata introdotta alcuna "specifica disciplina legislativa in grado di riconoscerne pienamente sia il valore che il ruolo che svolge nel contesto economico e sociale per il lavoro frontaliero delle aree territoriali ove è presente."

Le recenti novità rispetto alle nuove disposizioni fiscali, che verranno introdotte con il nuovo accordo tra Italia e Svizzera, esigono di aprire un  confronto urgente con il Governo per definire innanzitutto un quadro complessivo legato alle condizioni di lavoro, al mercato del lavoro e agli aspetti previdenziali, assistenziali e formativi. Lo Statuto, una volta approvato, diverrebbe il punto di riferimento dei negoziati internazionali sia per l'elaborazione di accordi bilaterali con  Paesi di confine per la definzione di una disciplina del lavoro frontaliero.

Afferma il Consigliere Dolzanelli ad Italiannetwork/Italialavorotv : "In questi mesi l'attenzione è rivolta soprattutto all'attuazione dell'Accordo fra Italia e Svizzera ma si tratta soltanto di un Accordo  di carattere fiscale, il nostro obiettivo, invece, è definire anche gli altri ambiti che riguardano i lavoratori frontalieri. Diritti e doveri per lavoratori che fanno riferimento anche a diversi regimi previdenziali ed altrettanti mercati del lavoro, che non interagiscono fra di loro. Noi, come cittadini europei, riteniamo sia ormai necessario armonizzare anche i sistemi assistenziali, previdenziali e che riguardano il diritto al lavoro."

Dolzadelli condivide, comunque, le  preoccupazione di lavoratori e Comuni di frontiera riguarda all'attuazione di questo accordo e ne sottolinea gli aspetti critici: l'aumento dell'imposta fiscale del lavoratore frontaliero ed il venir meno dei ristorni dei comuni frontalieri o delle comunità montane che insistono sul'area dei venti chilometri dalla frontiera."

L'esponente del CGIE , dopo aver ricordato i passi delle organizzazioni sindacali per sensibilizzare Governo e Parlamento sugli effetti dell'accordo ed in prima linea sulla gradualità temporale dell'incremento delle imposte perchè vada a regime non in dieci ma, almeno, in dieci-venti anni. Inoltre, posto che ci sia questo aumento delle imposte che lo si faccia nel contesto di un principio di equità con tutti gli altri lavoratori che godono in Italia di una protezione sociale e del diritto al lavoro ad oggi di gran lunga inferiore per il lavoratore frontaliero. 

L'accordo Italia/Svizzera è, per Dolzanelli, estensore dell'odg sui frontalieri, un accordo, naturalmente importante, anche perchè riguarda oltre 72.000 frontalieri fra Ticino, Grigioni e Vallese e potrà servire come modello anche per una revisione degli accordi con gli altri Paesi.

Infine, sottolinea Dolzanelli, che assieme ai nostri frontalieri ci sono oltre 3.000 lavoratori frontalieri che dalla Svizzera vengono a lavorare in Italia, principalmente presenti sulle piazze finanziarie e gli altri lavoratori, soprattutto sloveni e croati  che vengono in Friuli od in Veneto ed i lavoratori stagionali che svolgono un lavoro frontaliero per alcuni mesi e poi tornano al proprio Paese".  Quindi, fa presente Dolzanelli "è un tema complesso, importante, che va trattato nella sua complessità e con la dovuta equità. E noi chiediamo sostanzialmente "equità" .(25/03/2016-ITL/ITNET)

   

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