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MIGRAZIONI ? RAPPORTO SVIMEZ 2008 ? SI RAFFORZA LA MOBILITA? INTERNA. ELEVATA CONSISTENZA DEL PENDOLARISMO

(2008-07-18)


Le migrazioni continuano dal sud  verso l?Italia settentrionale. Dal 1997 al 2007, oltre 600mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno per trasferire la residenza al Centro-Nord. Nel 2007 ai 120mila trasferimenti di residenza si sono aggiunti 150mila pendolari di lungo raggio, diretti temporaneamente verso il Centro-Nord per lavorare. E? quanto ? emerso dal Rapporto sull?economia del Mezzogiorno 2008 presentato oggi a Roma.

Il nostro Mezzogiorno non riesce a tenere il passo, seppur lento, dell?economia settentrionale. Sono ben sei anni consecutivi che non riesce a raggiungere le percentuali del Centro-Nord. Un?area periferica, un non-sistema infrastrutturale socialmente statico, dove cresce il rischio di povert? e dove i disoccupati scompaiono dalle statistiche.

  ?Attenzione alla questione giovanile!" avverte Sergio D?Antoni, ex vice Ministro per il Mezzogiorno. "C'? un'intera generazione di diplomati e laureati che se vanno. E lo sviluppo con chi lo faremo?. Si tratta di flussi di mobilit? unidirezionale Sud-Nord che risultano un caso unico in Europa e testimoniano drammaticamente la distanza economica tra le due aree".

  ?Il divario tra nord e sud si ? leggermente ridotto ? secondo Domenico Cersosimo, Vice Presidente della Regione Calabria ? proprio grazie alle migrazioni, molti cittadini vanno via e la situazione al sud patologicamente si risolleva?.

  Anche Nino Novacco, Presidente della Svimez, ha sollevato, nel suo discorso, il problema delle migrazioni inserendola nella questione ?coesione economica nazionale?. Esistono due questioni per il rappresentante dello Svimez: la ?questione? meridionale, caratterizzata dalla sistematica negativit? delle condizioni del Sud, e la ?questione? settentrionale, che riflette per contro la maggiore crescita del PIL e dell?occupazione, che peraltro sollecita una elevata immigrazione?.

Al centro dell'attenzione del Presidente della Regione Sicilia i "migranti italiani ?i custodi delle vere tradizioni e dei dialetti? delle nostre regioni, regioni che nel frattempo riflettono profondi mutamenti intervenuti nella societ? meridionale. Rilevante per Lombardo ? il contributo culturale che il Mezzogiorno  ha offerto al Nord del Paese contrbuendo ad una fusione delle culture regionali in Italia. Un arricchimento che ? divenuto importantissimo elemento di collegamento nell'emigrazione  nei Paesi stranieri.

  Ma c hi sono i nuovi migranti ? Il vice direttore della Svimez, Luca Bianchi analizzando la situazione nel dettaglio ha rivelato  che ?i nuovi emigranti sono in larga parte pendolari: soprattutto maschi, giovani (l?80% ha meno di 45 anni), single o figli che vivono in famiglia, con un titolo di studio medio-alto e che svolgono mansioni di livello elevato nel 50% dei casi, a conferma dell?incapacit? del sistema produttivo meridionale di assorbire manodopera qualifica; alti costi delle abitazioni e contratti a termine spingono a trasferire definitivamente la residenza?. Ad essere soggetti a tale tipo di fenomeno - di lunga distanza - sono per lo piu' i cittadini della Campania, (50mila unit?), Sicilia (28mila) e Puglia (21mila)
Mentre le tre regioni preferite dai nuovi emigranti sono Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.(18/07/2008-ITL/ITNET)

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