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RICERCA SCIENTIFICA E SVILUPPO TECNOLOGICO – A BRUXELLES FORUM INTERNAZIONALE "INDUSTRIAL BIOTECH" TRAMPOLINO DI LANCIO PER IL BIOTECH ITALIANO- I NUMERI DELLO SVILUPPO
(2008-06-09)
Si terrà il 25 e 26 giugno 2008 a Bruxelles il Forum Internazionale sulle Biotecnologie "Industrial Biotech" organizzato dalla Europe Unlimited. Una piattaforma unica per imprese con un alto tasso di crescita, per organizzazioni ed istituti di ricerca e sviluppo tecnologico, per investitori internazionali di grande rilievo, che si incontrano con lo scopo di scambiare know-how e trovare nuovi partner di business.
Chi partecipa all'evento avrà la possibilità di entrare a far parte di un unico network Europeo che raggruppa le imprese più innovative, i migliori esperti, ricercatori e gli investitori internazionali più importanti e di avere contatti con tutta la catena di valore dell'innovazione tecnologica.
Per l'Italia può essere un'opportunità di crescita lo domostra la presentazione annuale del Rapporto Blossom Associati – Assobiotec «Biotecnologie in Italia 2008», giunto alla quarta edizione avvenuta il mese scorso, nella quale si è avuta una fotografia aggiornata del comparto insieme ad una analisi critica dei trend di sviluppo e dei punti di forza e di debolezza del settore biotech italiano.
Questi, in sintesi, i numeri del biotech italiano: 228 imprese di cui 96 costituite a partire dal 2000 (pari al 42%); forte predominanza di aziende dedicate alla cura della salute (168, 74% sul totale), oltre che di piccole imprese (75% sul totale); 26.000 addetti, di cui più di 6.000 impegnati in attività di R&S; 4.800 milioni di euro di fatturato, con un incremento del valore della produzione dell’11% nell’ultimo anno; oltre 1.300 milioni di euro investiti in ricerca e sviluppo, in crescita del 9% nell’ultimo anno; patrimonializzazione complessiva di 3.406 milioni di euro, in crescita del 56%; EBIT in crescita del 213% ed una flessione del 30% del debito netto, attestatosi a 1.600 milioni di euro. Nel 2008 il comparto ha consolidato il trend positivo di sviluppo, confermando di saper rispondere alla sfida globale dell’economia della conoscenza. Le prospettive sono di sicuro interesse, dato che, secondo le stime, il 51% delle imprese italiane censite ha forti prospettive di crescita.
La prossima sfida sarà quella di promuovere una leadership internazionale e quella del forum risulta una vera occasione per l'Italia, molto dipenderà dalla capacità di innovare creando idee di business che non pongano limiti al potenziale di crescita e di valore, rafforzando i legami con i network internazionali, sviluppando competenze manageriali, scientifiche e professionali specifiche per il settore e infine garantendo certezza sui tempi di concessione delle autorizzazioni e delle sperimentazioni cliniche.
Il biotech italiano sta vivendo una fase di grande produttività, come dimostra l’alto numero di prodotti in sviluppo nel settore della cura della salute, oggi ben 84 rispetto ai soli 30 dell’inizio del 2006, quindi l’Italia del biotech ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo crescente nel contesto europeo, in tutti i settori di applicazione, dalla salute all’agroalimentare, dai processi industriali al risanamento ambientale.
Ma è necessario che allo sforzo messo in atto dagli operatori del comparto si affianchi la volontà delle Istituzioni di avviare un piano di promozione specifica. Proprio dalla ricerca biotech è possibile individuare, prevenire e curare efficacemente diverse patologie. In alcuni casi i trattamenti biotech rappresentano l’unica possibilità di cura, soprattutto in un’area complessa e delicata come quella delle malattie rare.
La collaborazione tra ricerca pubblica, privata, no profit e industria nel lungo periodo produrrà non solo nuove cure ma anche, per chi è disposto a investire, un’opportunità di crescita. In Italia l’industria biotech rappresenta una promettente realtà con i circa 4,6 miliardi di euro di fatturato e vede crescere le sinergie con le imprese del farmaco, un settore che nel 2007, ha investito in ricerca più del 10% delle vendite. Dalla analisi del Rapporto Blossom Associati emerge un settore in crescita ma che presenta al proprio interno trend differenziati: ad aziende che vanno molto bene si affiancano realtà in difficoltà o che stentano a decollare. Le aziende virtuose sono quelle che hanno saputo sviluppare relazioni forti con i lead users (quali le grandi pharma) e valorizzare i legami con i centri di ricerca, italiani ed esteri. Queste realtà sono accomunate dal fatto di possedere un nucleo solido di competenze manageriali-finanziarie, che si aggiungono a quelle tecnico-scientifiche, facendone da volano. Su queste aziende ci si deve concentrare, attribuendo degli «Innovation Awards» ad un numero ristretto di imprese biotech con l’obiettivo di premiare le eccellenze e segnalarle a livello internazionale. Il Forum è quindi un'ottima opportunità di incontrare esperti, imprese high-tech ed investitori del settore Biotecnologie. Per prendere visione dell’iniziativa consultare il sito www.i-techpartner.eu (09/06/2008-ITL/ITNET)
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