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LAVORO – UNIONCAMERE: NEL 2010 PREVISTE +20.000 ASSUNZIONI RISPETTO A 2009, MA SALDO NEGATIVO (-178.000). IN RITARDO MEZZOGIORNO E MICRO-IMPRESE- DATI E STIME RAPPORTO EXCELSIOR
(2010-07-29)
20mila assunzioni in più previste nel 2010, grazie all’aumento delle entrate (802mila) e al rallentamento delle uscite di personale (980.500 contro le oltre 994mila del 2009). Il saldo, però, resta negativo di –178mila unità, pari al –1,5% dell’occupazione prevista per quest’anno: questo il quadro dell’occupazione prevista dalle 100mila imprese con dipendenti interpellate nell’ambito del rapporto Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, presentato stamani a Roma.
Dal momento che le imprese, soprattutto di dimensione media, ed in particolar modo quelle più innovative o vocate all’export, annusano la ripresa e cercano di accrescere la propria competitività, il mercato del lavoro riprende (e richiede) dinamicità e flessibilità: crescono infatti del 10%, portandosi al 42,3% del totale, i contratti a tempo determinato, aumenta la richiesta di personale tecnico altamente qualificato e torna a salire anche la domanda di operai, indispensabili al funzionamento della macchina produttiva, mentre si riducono le opportunità per il personale impiegatizio.
I risultati dell’indagine mostrano anche come questa delicata fase di passaggio della nostra economia sia vissuta e percepita in maniera diversa tanto a livello di dimensione di impresa (i segnali migliori provengono dalle aziende medie, mentre le micro-imprese con meno di 10 dipendenti prevedono di ridurre ulteriormente il proprio personale), quanto a livello territoriale, con il Mezzogiorno che dovrebbe registrare anche nel 2010 un saldo negativo più alto delle altre macro-ripartizioni del Paese.
Sebbene il bilancio occupazionale previsto per il 2010 si mantenga con il segno meno, rispetto alle previsioni formulate lo scorso anno si osserva non solo una attenuazione del saldo previsto (che nel 2009 era stato di -213 mila unità in valore assoluto e del -1,9% in termini relativi), ma soprattutto una diversa dinamica dei movimenti: in aumento le assunzioni (da 781.600 passano a 802.160, pari al +2,6%), in calo le uscite (da 994.390 a 980.550 con una riduzione del -1,4%). Da tenere presente inoltre che la quota di assunzioni non stagionali aumenta del +5,4%, passando dalle 523.600 circa previste nel 2009, a quasi 552mila attese nel 2010.
E proprio questo percorso di innalzamento professionale delle risorse umane, intrapreso con decisione dalle imprese, fa risaltare il grande problema del disallineamento qualitativo tra domanda e offerta di lavoro: per oltre 147mila assunzioni messe in programma, le imprese segnalano serie difficoltà di reperimento, pari quest’anno al 26,7% delle entrate programmate, 6,2 punti percentuali in più del 2009. Non a caso le difficoltà di reperimento, per il ridotto numero di candidati o per la loro inadeguata preparazione, è massimo (48%) per i Dirigenti (richiesti comunque in numero contenuto), poco inferiore per le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (35,5%) e per gli Operai specializzati (35,2%), mentre si riduce progressivamente per le altre famiglie professionali.
L’innalzamento del profilo delle risorse umane, previsto per quest’anno, si accompagna inoltre a una “apertura” consistente, da parte delle imprese, al mondo dei giovani, soprattutto dei diplomati. La disponibilità ad assumere giovani in uscita dal sistema formativo riguarda infatti il 54,7% delle assunzioni totali programmate nel 2010, ed è più elevata per i neo-diplomati (57,1%) che per i neo-laureati (51,8%).
Excelsior 2010 porta con sé anche un’ulteriore novità: prosegue infatti anche quest’anno il processo di pari opportunità tra uomini e donne all’interno del mercato del lavoro privato.. Raggiunge infatti il 48,5% (dal 41,7% del 2009) la quota di assunzioni per le quali le imprese ritengono indifferente il genere. Ciò vale in particolar modo per i servizi, dove la quota di “indifferenza” al genere dichiarata dalle imprese raggiunge il 60,1% delle assunzioni (era 52,6% nel 2009) mentre è molto più contenuta nell’industria (27,76% nel 2010 contro il 21% del 2009).
La maggior richiesta di personale operaio, unita anche alla crescita delle assunzioni con contratto a termine, dovrebbero coincidere anche con un aumento di oltre 2 punti percentuali delle assunzioni di immigrati, che potrebbero arrivare a costituire il 22,6% del totale delle nuove entrate (comprese le assunzioni stagionali) contro il 20,3% previsto lo scorso anno. Quest’anno, inoltre, l’incremento maggiore nella richiesta di personale immigrato riguarda l’industria, trainata soprattutto da un aumento relativo molto consistente proveniente dal mondo delle costruzioni.(29/07/2010 – ITL/ITNET)
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