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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - MIN. FRATTINI:"DIPLOMAZIA ECONOMICA E CULTURALE SEMPRE PIU' RILEVANTE POLITICA ESTERA...STORIA E MEMORIA FONDAMENTA PROGETTO PAESE DA COSTRUIRE"

(2010-07-28)

    " Il quarto pilastro della riforma – la promozione del sistema-Paese, che sarà oggetto di un’apposita Direzione Generale - è forse quello che di più rende palese l’impossibilità di suddividere drasticamente la vita di un Paese tra politica, economia e cultura e tra ambito interno e ambito internazionale."  E' stato il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini a stigmatizzare oin questi termini, alla VII Conferenza degli Ambasciatori italiani, gli indirizzi di politica estera nella promozione della cultura italiana all'estero.

  "La riforma del MAE si inserisce dunque in un percorso mirato a fare della diplomazia economica e di quella culturale parte sempre più rilevante della politica estera del Paese. E’ un processo che è stato avviato da tempo" ha fatto presente il Min.Frattini, che poco prima aveva  sottolineato:

  "Direi che la diplomazia esprime l’identità del Paese non solo promuovendo le specificità del nostro sistema produttivo, valorizzando un patrimonio culturale e di creatività unico al mondo, facendo conoscere le inesauribili ricchezze delle mille ramificazioni delle nostre radici, che però sostengono l’unico tronco del nostro «albero» nazionale. Essa la esprime anche quando riesce a declinare la nostra vicenda nel mondo in termini di futuro e non solo di giusto orgoglio per il nostro passato. Storia e memoria sono le fondamenta di un «progetto» di Paese, che dobbiamo costruire in un mondo divenuto così interdipendente che alcuni analisti descrivono la politica internazionale in termini di «politica interna mondiale».

  Ed ancora:
"E’ diventato un luogo comune affermare che il nostro è un Paese multicentrico. Questo è però il punto di partenza, non deve essere quello di arrivo. La politica, anche nella sua proiezione internazionale, deve fare tutta la propria parte per favorire la felice combinazione di interessi territoriali e interessi settoriali in un disegno – politico, appunto - che rappresenti l’interesse nazionale, il co-interesse collettivo del Paese. Con un’importante precisazione. Quando si evoca la nozione di interesse occorre essere consapevoli che da sola essa non basta a descrivere la complessità delle società contemporanee. Gli interessi non possono essere disgiunti dai valori, specie nella nuova competizione globale, dove gli elementi immateriali e identitari giocano un ruolo centrale anche in termini di strategie vincenti. Ecco perché le dimensioni dell’economia e quella della cultura, per un Paese come il nostro, non solo non possono essere separate, ma non avrebbero, ciascuna nel proprio ordine, lo spessore di significato che esse hanno assunto nel corso dei secoli proprio in virtù di una continua e feconda interazione.

Tuttavia la cultura non può essere concepita come uno strumento, come non lo è l’economia: si tratta piuttosto di uno dei «fondamentali» nazionali che consentono di sviluppare azioni significative anche a livello globale." (28/07/2010-ITL/ITNET)

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