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ITALIANI ALL'ESTERO - ASSEMBLEA CGIE - ON. MERLO(MAIE-GRUPPO MISTO):"NO RIFORMA COMITES CGIE. VOTO ITALIANI ALL'ESTERO CI SARA'. OPZIONE INVERSA E VOTO IN CONSOLATO. PESIFICATION PROBLEMA GRAVISSIMO"

(2013-07-02)

  Nel confronto fra gli ultimi Governi, il Governo del Presidente Letta ne esce meglio degli altri, secondo il Presidente del MAIE, on. Ricardo Merlo intervenuto all'Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, che afferma "almeno si vede un cambio di atteggiamento". Il Parlamentare del MAIE dichiara, d'altra parte,  di condividere - assieme agli altri 20 rappresentanti del Movimento - la maggioranza delle cose che ha detto il Segretario Carrozza (ndr: nella relazione di apertura)
Soprattutto - aggiunge il deputato della Circoscrizione Estero - per quanto riguarda la metodologia del voto, noi siamo d'accordissimo che l'inversione dell'opzione (ndr: richiesta di partecipazione alle elezioni) potrebbe essere la soluzione definitiva per evitare tutto quello che ? successo. Come MAIE, inoltre Merlo ventila anche un'altra ipotesi: la possibilit? di votare in Consolato in citt? come Rosario, Buenos Aires, San Paulo, Toronto, dove ci sono tanti italiani. Costoro pur non avendo presentato la richiesta all'ultimo momento potrebbero decidere di andare a votare in Consolato.

Quanto alle elezioni di Comites e CGIE: dice Merlo "I consiglieri dei comites non ce la fanno pi?! Sono gi? 10 anni che questi organismi importantissimi per la collettivit? italiana, perch? a noi servono come raccordo con tutti gli italiani che vivono in tutto il continente. Noi, d'altra parte, siamo rappresentanti di italiani che vivono in diversi paesi. Nello stesso CGIE  troviamo rappresentanti di quasi tutti i paesi dei continenti che rappresentiamo".

Merlo, quindi valorizza l'impegno di anni di lavoro del CGIE che ha prodotto una mole di documenti che ora dallo stesso MAIE vengono utilizzati "per fare le nostre proposte di legge" Di qui l'affermazione del parlamentare che si scaglia contro "alcuni, soprattutto alcuni eletti all'estero anche nella legislatura precedente che hanno fatto proposte di legge per eliminare istituzioni cos? importanti come CGIE e COMITES"

Per quanto riguarda anche le elezioni politiche, poi, io sono praticamente d'accordo con tutte le criticit? (ndr: del voto all'estero),  con tutte le cose che dobbiamo cambiare". Anche se sostiene "veramente queste elezioni sono state diverse da quelle del 2008. Nel 2008 ? stata veramente una vergogna. Iio parlo del caso dell'Argentina  e qua voglio sottolineare il lavoro che ha fatto l'Ambasciatore Latella in Argentina per garantire la trasparenza dell'elezione."
Dunque, secondo il parlamentare del MAIE "Questa ? stata una elezione dove il risultato ? la realt? elettorale in Argentina."  Non cos? - secondo Merlo - per altre aree .

Circa le riforme "non sono d'accordo con l'amico Micheloni che ho sentito molto pessimista, anzi io preferirei che il Presidente  del Comitato Italiani all'estero al Senato avesse un po' pi? di ottimismo, abbiamo bisogno di ottimismo.
Noi del MAIE siamo convinti che il voto all'estero continuer?, che continueremo ad avere i nostri rappresentanti in Parlamento".
E Merlo aggiunge "Ho parlato anche con alcuni colleghi che hanno presentato proposte per eliminare la circoscrizione estero, nessuno ha, per?,  detto di voler eliminare il voto all'estero". Dunque "se vogliono eliminare la circoscrizione estero, lasciando il voto all'estero facciano pure, noi perderemo (ndr:  o prenderemo ?) il 10% dell'elettorato, e ci sar?  far? giustizia proporzionale per quanto riguarda la vera rappresentanza degli italiani all'estero nel parlamento italiano".

Infine, uno sguardo ai problemi  dei pensionati in Argentina: "Signor Vice Ministro  io non voglio fare nessuna valutazione - perch? non ? il mio compito, della politica aeconomica - ed ancor meno della politica dei cambi  del governo Argentino, ma dal 2011 a oggi i nostri pensionati, quasi 33.000 italiani che percepiscono una pensione di 200-300 euro,  ed alcuni vermante non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese -  prendono per la politica dei cambi che ha deciso il governo argentino, il 50% in meno delle pensioni. Cio? l'euro arriva in Argentina, il governo fa un cambio che dice che il valore della moneta  e questi pensionati non solo non possono ricomprare gli euro,  devono ricorrere a un mercato nero praticamaente ufficiale in Argentina, dove l'euro costa il doppio di quello che loro percepiscono. Quindi oggi i 33.000 pensionati italiani in Argentina percepiscono di 200-300 euro, la met? del loro valore."

Ebbene - aggiubge il Presidente del MAIE "Abbiamo parlato col governo argentino al quale non abbiamo chiesto  di cambiare la politica economica n? tantomeno la politica dei cambi, ? un paese sovrano con un governo eletto democraticamente, non c'? la volont? politica del governo argentino di cambiare, di fare un'eccezione. Noi per? abbiamo saputo che i francesi hanno cominciato a pagare le pensioni in ambasciata, quindi questa potrebbe diventare anche una soluzione per 33.000 pensionati italiani che attraverso i consolati e i viceconsolati potrebbero percepire la pensione per la quale hanno lavorato tutta la vita.  Credo che questo governo e tutti noi dobbiamo fare qualcosa per aiutarli. ? una questione di solidariet?, di giustizia sociale, e lo dobbiamo fare."(02/07/2013-ITL/ITNET)

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