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ITALIANI ALL'ESTERO - RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA - LO STATO DELL'ARTE PER ALCUNI SEGMENTI" DI ITALIANI ALL'ESTERO

(2009-07-29)

  Sottolineiamo in questa sede gli elementi di rilievo relativi a sviluppi più recenti riportati dal Sottosegretario Paola nella audizione odierna al Comitato per le Questioni degli Italiani all'estero del Senato, ovvero lo stato dell'arte circa il riacquisto della cittadinanza italiana:

1 -  la sentenza della Corte di Cassazione  del febbraio 2009 (n. 4466),  sulla  trasmissibilità per via materna (della cittadinanza)  che retroagisce anche a prima dell’entrata in vigore della Costituzione" e dunque "può essere riconosciuto lo status di cittadino italiano anche ai figli di donne che avevano perso la cittadinanza, secondo la normativa dell’epoca (legge n. 555 del 1912), in conseguenza del matrimonio con cittadini stranieri".
Il sottosegretario ha ribadito l'affermazione gia' riportata in altre sedi secondo la quale viene sottolineato che  "Il Ministero dell’Interno e il Ministero degli affari esteri hanno in corso una collaborazione finalizzata a definire i procedimenti amministrativi più appropriati per dare completa attuazione alla sentenza della Cassazione".

2 - Circa, poi, il riacquisto della cittadinanza, cessati gli effetti al 31 dicembre 1997 della  legge n. 91/1992 che aveva previsto con l’art. 17, comma 1, un regime transitorio,la possibilità in alcuni casi di riacquistare la cittadinanza senza trasferire la propria residenza in Italia, mediante una dichiarazione di volontà davanti all’Autorità diplomatica competente" il Sottosegretario ha ribadito che la materia è oggetto "di diverse proposte di legge attualmente all’esame della I Commissione permanente (Affari costituzionali) della Camera dei Deputati"

3 - Quanto all'Attuazione della Legge 14 dicembre 2000, n. 379 “Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all’Impero Austro-Ungarico e ai loro discendenti”: allo statuale:  "numerose sono istanze che i potenziali beneficiari hanno già presentato, le relative istruttorie vengono esaminate da un’apposita Commissione interministeriale insediata presso il Ministero dell’Interno, che al 30 giugno 2009 ha definito 8.083 delle 42.251 istanze pervenute".

4 - Sul versante delll'"Attuazione della Legge 8 marzo 2006, n. 124 “Modifiche alla Legge 5 febbraio 1992, n. 91, concernenti il riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e ai loro discendenti”: allo stato attuale: "L'apposita Commissione interministeriale che opera presso il Ministero dell’Interno ha già esaminato 1.532 istanze rispetto alle 4.895 pervenute al 30 giugno 2009.

  5 - Per le "Problematiche relative agli esuli istriani, fiumani e dalmati": "il Governo sta esaminando ogni possibile iniziativa normativa volta ad estendere la possibilità di riacquisto della cittadinanza anche agli esuli istriani, fiumani e dalmati che, prima di perdere la cittadinanza con la nascita della Repubblica Jugoslava, risiedevano nei territori dell’ex Impero austro-ungarico assegnati al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

6 - Infine: "Proprio recentemente, il Ministero dell’Interno, con circolare del 15 giugno 2009, ha precisato le modalità del riconoscimento della cittadinanza in favore dei connazionali di origine ebraica che l’avevano perduta per effetto delle leggi razziali del 1938 e che, trasferitisi all’estero, per evitare la condizione di apolidia, avevano acquistato la cittadinanza del Paese di emigrazione. 
In questo caso "Con una semplice istanza al comune o all’ufficio consolare di residenza, gli interessati possono vedersi riconosciuto uno status che, in effetti, non hanno mai perduto a norma del regio decreto legge 20 gennaio 1944, n. 25, che aveva reintegrato i nostri ex nostri connazionali di origine ebraica in tutti i diritti civili e politici, restituendo loro la cittadinanza italiana".(29/07/2009-ITL/ITNET)

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